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mamma bimbo

Mamme con la crisi? Spopola sempre di più la tendenza all'usato. Se in passato si spendevano i mesi precedenti il parto per creare un corredo per il bambino nuovo e di tutto punto, sfruttando al massimo qualche capo ereditato da parenti e amici, oggi, complici le difficoltà economiche, non ci si foirmalizza più di tanto. Le mamme comprano direttamente online abitini e accessori usati, in modo molto più easy.

Lo svela un'indagine di Subito.it, il più grande sito di annunci di compravendita fra privati in Italia, rivolta alle neomamme per fotografarne i desideri, gli orientamenti e le propensioni agli acquisti. All'indagine hanno partecipato in più di 600 donne, per la maggior parte di un'età compresa tra i 25 e i 34 anni, equamente distribuite sul territorio italiano. Rispetto ai diversi target di età, tuttavia, non si sono riscontrate particolari differenze: un fronte unico e compatto di mamme ha confermato le stesse inclinazioni.

In primis è emerso quanto il pragmatismo caratterizzi l'approccio delle mamme italiane, disposte a scendere a compromessi per risparmiare, consapevoli del fatto che l'arrivo comporta numerose spese e la crisi incombe. In molte hanno scelto l'usato online e in moltissime lo considerano, anche se ancora non approcciato, un canale intelligente per un consumo più responsabile. Passeggini, culle, abiti, accessori vari, possono essere recuperati consentendo un circolo virtuoso in cui oggetti dalla vita breve fanno comodo a chi accoglie un bimbo e - se riacquistati - consentono di risparmiare, mentre chi li vende può recuperare parte della quota inizialmente investita.
 
A chi chiedere una mano?
Sono i nonni le figure incontrastate a cui chiedere un aiuto. Il 48% delle intervistate ha affermato di chiedere loro collaborazione e supporto nella gestione del menage all'arrivo di un figlio. A sfatare però il cliché della figura materna un po' esclusiva e accentratrice, compare la figura del padre (44% del campione). Si delinea così il disegno di una coppia unita e paritaria. Solo l'8%, invece, ha risposto di pensare a una persona esterna dedicata per pianificare con metodo l'arrivo e il menage familiare dopo l'arrivo del pupo. La babysitter non raccoglie molti consensi, forse anche complice la crisi dato l'impegno economico che questo ausilio richiederebbe.

L'arrivo di un figlio, pur con tutto l'aiuto di cui si possa beneficiare, comporta comunque degli aspetti faticosi. Come facilmente ipotizzabile, in prima posizione c'è l'assenza di sonno (35,6%), seguito dalla difficoltà nel far conciliare la vita di prima (29%), cioè la sfera genitoriale con quella professionale e sociale. Un buon 28% nomina la gestione della casa, una priorità che soffre dell'impiego di minori energie, fatto che causa frustrazione.

Nel turbinio di cose da fare, nuove esigenze da evadere e pochissimo tempo a disposizione, cosa sognano le neomamme per fuggire anche solo per poco dai nuovi oneri?
Il 35% si "accontenta" di un pomeriggio tutto per sé, probabilmente impiegato a prendersi cura di sé stesse o anche semplicemente per riposare. Segue, per il 29,7%, la fuga romantica con il proprio partner, il miraggio di un biglietto aereo verso lidi senza veglie notturne e pannolini da cambiare.
In terza posizione spunta la figura della tata, non una semplice babysitter ma un'educatrice professionista come quelle che si vedono in tv, che - con poche regole mirate - riesce a stabilire routine serene e svela i segreti per una maternità da sogno.

Le spese, lo sfizio
Interrogate sull'aspetto più legato alle spese, emerge che tra fantasia e realtà il passo è lungo. Alla domanda "Qual è l'oggetto per il quale avete speso di più?" il 72% ha risposto "pannolini e scorte di latte". Razionalità a parte, l'oggetto in seconda posizione ricalca il retaggio mai sradicato degli anni in cui si giocava con le bambole. È la carrozzina, di stile inglese, principesco.

Riscuotono pochissimo consenso l'abbigliamento, nonostante le continue apparizioni di baby celebrità vestite come star sin da piccole, e la decorazione della cameretta, complice la consapevolezza che si tratta di un ambiente destinato a rinnovarsi con il mutare dell'età dei bambini.

La crisi impone raziocinio e infatti il 45,6% delle neomamme ha risposto che, nonostante le tentazioni a compiere acquisti sfrenati, la necessità di trattenersi e scendere a compromessi è inevitabile. Solo il 16,5% non bada a spese, mentre tra chi indirizza parenti e amici all'acquisto di regali utili per procurarsi tutto ciò che è necessario (22%) e chi chiede e accetta oggetti in prestito da chi ha già avuto figli (15,7%), un 38% riesce a risparmiare notevolmente.

Amiche e nonni rispondono in maniera coerente, e infatti sono le persone dalle quali arrivano gli articoli necessari per il nuovo arrivato. Il circuito di amici e parenti quindi resta cruciale. Il riciclo va per la maggiore e tra i vari canali si fa strada quello dell'usato online. Il 24% delle mamme lo ha già scoperto e vi ha fatto ricorso per l'acquisto di passeggini, seggioloni, vestitini. Il resto delle intervistate ci sta pensando o la trova un'idea valida per chi ha problemi di spese. Soltanto l'1,8% non comprerebbe usato online.

In generale, la spesa massima per il prontuario bebè accumulato tra i mesi precedenti e il lieto evento (alimentazione, accessori, vestiti e pannolini vari) si aggira per il 54,4% del campione intorno ai 1.000/1.500 Euro. Mentre per il 33% arriva fino ai 3.000 Euro. A superare questa cifra è solo il 12,4% del campione.

L'organizzazione è tutto
Infine, non si può prescindere dall'aspetto logistico e le mamme italiane sembrano avere una buona attitudine organizzativa, attente a non esagerare. Ben il 75,6% di loro, non si fa prendere dall'agitazione e arriva alla fatidica data con tutto il necessario, senza strafare. Il 19% addirittura al quarto mese ha tutto pronto. Solo il 5,4% ha risposto di non aver terminato in tempo nemmeno i lavori nella cameretta.

 www.subito.it

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