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Gestione del tempo e delle priorità, rispetto delle scadenze, rapporto con il team di lavoro, contrattazione con il superiore alla luce delle mutate esigenze familiari; sono le questioni con cui ogni neomamma nel momento del rientro dal periodo di maternità deve fare i conti.

Anche Francesca Montefusco, Manuela Amorese e Alessandra Grimoldi, dipendenti Whirlpool EMEA che nel Centro Europeo della multinazionale a Comerio (VA), con altre tre neomamme, stanno seguendo il "Welcome Back Training", il programma di Whirlpool per supportare le persone al rientro dopo lunga assenza.

«È stato un corso particolarmente utile, per me che rientravo da 2 maternità consecutive, e quindi dopo un periodo di lontananza dall'azienda piuttosto lungo -riferisce Manuela Amorese-; mi è servito soprattutto per riflettere sulla gestione del tempo e le priorità lavorative e personali. I rientri sono sempre abbastanza traumatici, ma devo riconoscere l'utilità di questo training nel rendere il re-inserimento in azienda più agevole e il bilanciamento lavoro/famiglia più equilibrato». Welcome back Training è un'iniziativa che rientra nel progetto "Whirlpool per la famiglia" (comprendente il servizio dei campi estivi e le convenzioni con gli asili nido del territorio di Varese) con cui l'azienda ha partecipato al bando del dipartimento per le Politiche della famiglia e che è stato finanziato per un importo di circa 250mila euro. Si tratta di un servizio supplementare che Whirlpool mette a disposizione delle dipendenti, oltre alla flessibilità oraria in ingresso e in uscita e agli asili convenzionati nel Comuni di Biandronno e Ternate.

 

 

«Whirlpool è un'azienda che ha storicamente sviluppato quello che oggi chiamiamo un welfare di secondo livello per i dipendenti, di cui la conciliazione tra lavoro e famiglia è un capitolo fondamentale -spiega Anna Binda, Manager Learning and Development EMEA-. Con questo training Whirlpool ha voluto qualificare ulteriormente il supporto alle dipendenti in un momento delicato delle loro vita professionale, quello del rientro».

La formazione di gruppo per le sei partecipanti è cominciata con una giornata intera di training strutturata in due parti: prima con il personale interno, che ha illustrato i cambiamenti avvenuti in azienda nell'ultimo anno e ha dato informazioni sugli aspetti pratici connessi al rientro post maternità; poi con una figura esterna all'azienda specializzata in work life balance.

Tre i focus del lavoro in questo secondo momento: la fase del rientro; il bilanciamento del tempo vita-lavoro; le relazioni sul lavoro al rientro. «Mi è servito avere un'opinione esterna su pensieri e idee che avevo sul mio rientro al lavoro -dice Alessandra Grimoldi-: è stato interessante confrontarmi e poter sentire un giudizio più obiettivo e ponderato su un fatto che sto vivendo in prima persona». Se tutte le partecipanti hanno trovato utile fare il punto sugli sviluppi aziendali e l'informazione sulle convenzioni e le agevolazioni previste in accordo con il Dipartimento Politiche per la famiglia, è stato nella seconda parte della giornata di formazione che il training ha cominciato a personalizzarsi.

«Sono uscita da questa giornata con un'autodiagnosi sui miei punti di forza e di debolezza -racconta Francesca Montefusco-; in base a questi ho chiesto il primo dei due gettoni di counseling individuale per tradurre in azioni i miei obiettivi, la gestione del tempo e l'adattamento delle best practice aziendali alla nuova situazione che vivo». La seconda parte del Welcome back training è infatti strettamente individuale e consiste in due momenti di counseling, a distanza di due mesi, per mettere a punto e perfezionare il rientro. Conclude Montefusco: «Steso il piano degli obiettivi e delle azioni, che ho focalizzato sull'efficacia della comunicazione in azienda e fuori, oltre che sull'ottimizzazione delle competenze, monitoro tutti i giorni quello che succede tenendo un diario. Lì registro i progressi fatti e le difficoltà incontrate che esaminerò a dicembre nella seconda seduta individuale con il counselor. Il training mi è utile; non mi aiuta soltanto a fare meglio i miei due lavori, quello in Whirlpool e quello a casa, come madre, ma ha contribuito anche a rafforzare l'intesa con il mio team. Infatti, avendo condiviso da subito con i miei collaboratori questa esperienza, l'allineamento, sulle base delle mie nuove esigenze, è ancora più puntuale».

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Anche Francesca Montefusco, Manuela Amorese e Alessandra Grimoldi, dipendenti Whirlpool EMEA che nel Centro Europeo della multinazionale a Comerio (VA), con altre tre neomamme, stanno seguendo il "Welcome Back Training", il programma di Whirlpool per supportare le persone al rientro dopo lunga assenza.

«È stato un corso particolarmente utile, per me che rientravo da 2 maternità consecutive, e quindi dopo un periodo di lontananza dall'azienda piuttosto lungo -riferisce Manuela Amorese-; mi è servito soprattutto per riflettere sulla gestione del tempo e le priorità lavorative e personali. I rientri sono sempre abbastanza traumatici, ma devo riconoscere l'utilità di questo training nel rendere il re-inserimento in azienda più agevole e il bilanciamento lavoro/famiglia più equilibrato». Welcome back Training è un'iniziativa che rientra nel progetto "Whirlpool per la famiglia" (comprendente il servizio dei campi estivi e le convenzioni con gli asili nido del territorio di Varese) con cui l'azienda ha partecipato al bando del dipartimento per le Politiche della famiglia e che è stato finanziato per un importo di circa 250mila euro. Si tratta di un servizio supplementare che Whirlpool mette a disposizione delle dipendenti, oltre alla flessibilità oraria in ingresso e in uscita e agli asili convenzionati nel Comuni di Biandronno e Ternate.

 

 

«Whirlpool è un'azienda che ha storicamente sviluppato quello che oggi chiamiamo un welfare di secondo livello per i dipendenti, di cui la conciliazione tra lavoro e famiglia è un capitolo fondamentale -spiega Anna Binda, Manager Learning and Development EMEA-. Con questo training Whirlpool ha voluto qualificare ulteriormente il supporto alle dipendenti in un momento delicato delle loro vita professionale, quello del rientro».

La formazione di gruppo per le sei partecipanti è cominciata con una giornata intera di training strutturata in due parti: prima con il personale interno, che ha illustrato i cambiamenti avvenuti in azienda nell'ultimo anno e ha dato informazioni sugli aspetti pratici connessi al rientro post maternità; poi con una figura esterna all'azienda specializzata in work life balance.

Tre i focus del lavoro in questo secondo momento: la fase del rientro; il bilanciamento del tempo vita-lavoro; le relazioni sul lavoro al rientro. «Mi è servito avere un'opinione esterna su pensieri e idee che avevo sul mio rientro al lavoro -dice Alessandra Grimoldi-: è stato interessante confrontarmi e poter sentire un giudizio più obiettivo e ponderato su un fatto che sto vivendo in prima persona». Se tutte le partecipanti hanno trovato utile fare il punto sugli sviluppi aziendali e l'informazione sulle convenzioni e le agevolazioni previste in accordo con il Dipartimento Politiche per la famiglia, è stato nella seconda parte della giornata di formazione che il training ha cominciato a personalizzarsi.

«Sono uscita da questa giornata con un'autodiagnosi sui miei punti di forza e di debolezza -racconta Francesca Montefusco-; in base a questi ho chiesto il primo dei due gettoni di counseling individuale per tradurre in azioni i miei obiettivi, la gestione del tempo e l'adattamento delle best practice aziendali alla nuova situazione che vivo». La seconda parte del Welcome back training è infatti strettamente individuale e consiste in due momenti di counseling, a distanza di due mesi, per mettere a punto e perfezionare il rientro. Conclude Montefusco: «Steso il piano degli obiettivi e delle azioni, che ho focalizzato sull'efficacia della comunicazione in azienda e fuori, oltre che sull'ottimizzazione delle competenze, monitoro tutti i giorni quello che succede tenendo un diario. Lì registro i progressi fatti e le difficoltà incontrate che esaminerò a dicembre nella seconda seduta individuale con il counselor. Il training mi è utile; non mi aiuta soltanto a fare meglio i miei due lavori, quello in Whirlpool e quello a casa, come madre, ma ha contribuito anche a rafforzare l'intesa con il mio team. Infatti, avendo condiviso da subito con i miei collaboratori questa esperienza, l'allineamento, sulle base delle mie nuove esigenze, è ancora più puntuale».

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