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Costume
Miss Italia, insulti razzisti e minacce alla candidata dell'Umbria: "Denuncio"

Ibsulti razzisti e omofobi alle candidate di Miss Italia, che denunciano tutto sui social e anche alla Digos

"Anche se hai un cognome italiano, non lo sei italiana, sei una meticcia", "sei mezza araba", "iscriviti al concorso del tuo paese!", ha scritto un hater anonimo su Instagram alla diciottenne ternana Anna Giulia Fossatelli, che si è già rivolta alla Digos per sporgere denuncia. A riportare la notizia è l'agenzia Ansa.

La giovane, che in realtà non ha alcuna origine straniera, contattata dall'Ansa, ha spiegato così la sua decisione: "Non è tanto per una questione personale, essendo italiana, ma per le ragazze che hanno realmente origini straniere e che per questi fatti possono avere seri problemi. Queste cose devono essere denunciate perché non possono accadere".

Nell'ambito delle selezioni di Miss Italia la diciottenne, che frequenta l'ultimo anno del liceo classico, ha conquistato la scorsa settimana la fascia di Miss Sorriso Umbria. Ad accompagnarla in Questura sono stati i genitori. Alla polizia la ragazza ha spiegato di aver ricevuto dallo stesso profilo social anche messaggi privati, sempre a sfondo razzista.

"Spero che con l'aiuto della polizia riusciremo a identificare questa persona e che ci siano delle conseguenze anche a livello legale - ha spiegato - E' giusto che paghi per quello che ha fatto. Non è una scemenza come può essere un 'semplice' insulto sul social, ma ha continuato ad insultare e minacciare in privato, anche con salmi religiosi, me e la mia famiglia. Sono preoccupata".

Pochi giorni prima, lo sfogo di Giulia Talia, anche lei aspirante al titolo. "Dover spiegare perché per me é normale la mia quotidianità non è normale per niente", aveva detto dopo aver reso pubblica la propria omosessualità.

"Penso che molte persone si trovino nella mia stessa condizione - le sue parole - Ho deciso di partecipare a Miss Italia per una promessa fatta a mia nonna tempo fa. Poi ho pensato, vista la visibilità, di mandare un messaggio positivo raccontando me stessa perché poteva essere d'aiuto a qualcun altro. Non voglio essere diversa, era solo un modo di raccontare chi sono, come hanno fatto le altre.

Non pensavo di fare notizia nel 2021, invece dopo che è uscito il primo articolo è arrivata la valanga, compresi messaggi negativi sui social. Identità di genere e diritti? Rispetto ad altri Paesi europei l'Italia è ferma e spero che questo messaggio aiuti a fare un passo avanti".
 

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Tags:
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