A- A+
Costume
Martello Copertina definiti

 

Di Maria Martello*

 

"Se non sei con me, sei contro di me!". Quante volte lo diciamo, in modi vari e in varie situazioni, senza avvedercene o in piena consapevolezza! Altre volte lo subiamo: eravamo andati in cerca del dialogo, e non avremmo affatto voluto che la diversità di opinione fosse posta in termini così drastici!

Qualche volta lo rilanciamo come accettazione della sfida, dovunque questa conduca! E allora qualcosa si spezza dentro di noi. Un brandello della nostra umanità si stacca e finisce sull'altare della discordia.

E' certo che il conflitto nella nostra vita apre una grossa falla in noi e in chi ci sta intorno che, quand'anche non sia coinvolto in prima persona, patisce lo stesso ciò che esso porta con sé: racconti estenuanti di situazioni problematiche, rabbia di non riuscire a disincagliarsi dallo scoglio che ci impedisce di continuare il nostro viaggio esistenziale, rammarico di non poter far fuori il nemico. Chi lo vive direttamente sente affievolirsi la disponibilità alle relazioni in generale, aumenta così la tendenza all'aggressività e alla contrapposizione. Così si riduce la capacità di espressione, si convogliano tutte le energie verso la difesa e l'offesa subita o agita. Anche la motivazione al lavoro precipita.
Troppo spesso, travolti dagli effetti immediatamente dannosi del conflitto, non si ha consapevolezza delle conseguenze che esso produce sulla qualità della nostra vita e il nostro stile di relazione. È così che a volte il conflitto si esaspera, si ingigantisce e può degenerare fino al reato penale.

Si pensi ai problemi di vicinato, alle incomprensioni fra genitori e figli, tra scuola e famiglia, o ai litigi fra marito e moglie, fra suocera e nuora: apparentemente evidenziano una conflittualità di poco interesse, un semplice quotidiano malessere relazionale. Sappiamo dai giornali però che purtroppo tali incomprensioni sono anche la radice di successivi fatti delittuosi. Si tratta di situazioni in cui le mancate risposte a un dialogo cercato, magari malamente, hanno alimentato forme di isolamento, di sfiducia, di esagerata trasgressione delle regole.
 

Si può rifuggire la barbarie dei conflitti?

Torniamo a costruire delle vere relazioni

Facciamo come Kafka. Guardare il passato per andare avanti

 

copertina Libro Sanare conf

 

 

martello

 

 


Esperimenti scientifici hanno dimostrato che delle pulci, rinchiuse in un barattolo di vetro, dopo aver sbattuto ripetutamente la testa contro il coperchio nel tentativo di spiccare il salto, per non provare dolore,  si condizionano a fare dei salti di 19 cm, un centimetro in meno dell'altezza del vetro (eppure le pulci possono arrivare fino a 2 metri). E successivamente senza vetro quindi hanno continuato a saltare 19 cm: si sono convinte del loro limite.

Anche gli esseri umani spesso si comportano come le pulci. L'esperienza del dolore che ci viene dagli altri, riducendo la fiducia nell'umanità, condiziona i nostri comportamenti. A volte si esterna il proprio malessere, altre volte lo si tiene dentro. Ma la sofferenza è sempre alta. Mettiamo in atto un meccanismo automatico che apparentemente seppellisce il dolore e non ci rendiamo conto di quanto questo sia costoso, dannoso e limitante.   

In ciò la causa di  varie forme di disagio o di fratture insanabili che portano a decisioni drastiche. Quando ne vediamo i sintomi manifesti, di tipo fisico e/o emotivo, difficilmente riusciamo a vederne le radici, ormai troppo profonde, troppo sepolte dal susseguirsi di interventi inefficaci, di azioni controproducenti.

Per meglio comprendere il conflitto invito a decidere e  scegliere di guardare la vita quotidiana perché piccoli conflitti sono il punto di partenza per comprendere eventi di più vasta portata: nei suoi interstizi  avviene tutto ciò che è importante per la vita sociale. Ogni giorno, tutti i giorni, compiamo gesti abituali e ripetitivi. E come noi tutti gli altri. Eppure in questa trama minuta di tempi, di spazi, di gesti e di relazioni avviene quasi tutto ciò che è importante per la vita sociale. Qui si produce il senso di quello che facciamo e stanno le radici dei eventi ben più grandi.

Una personale mappatura del conflitto nei propri ambiti di vita, sociale, familiare, lavorativa,  farebbe venire alla luce in concreto la vastità e la vicinanza del fenomeno e prenderne atto. Così anche  lo si oggettiverebbe, gli si darebbe rilievo.

Ben si metterebbero in evidenza i motivi occasionali che più frequentemente lo determinano, le modalità in cui solitamente lo si gestisce, nonché gli effetti, le conclusioni a cui essi conducono.
Tale consapevolezza, a sua volta, costituirebbe già di per sé un volano del cambiamento, un elemento propulsivo nella ricerca di ipotesi comportamentali diverse. 


* Docente di Psicologia dei rapporti interpersonali. Formatrice A.D.R. Mediatrice dei conflitti. Autrice di Sanare i conflitti (Guerini e Associati Editore, Milano, 2010) nonché di Oltre il conflitto; Intelligenza emotiva e mediazione (McGraw-Hill, Milano, 2003); Conflitti, parliamone. Dallo scontro al confronto (Sperling e Kupfer, Milano, 2006); Mediazione dei conflitti e counselling umanistico. Lo spazio della formazione (Giuffrè, Milano, 2006); L'arte del mediatore dei conflitti Protolli senza regole, una formazione possibile (Giuffrè, Milano, 2008); Educare con SENSO senza disSENSO. La risoluzione dei conflitti con l'arte della mediazione (Franco Angeli, Milano, 2009); Mediatore di successo. Cosa fare/Come essere (Giuffrè Editore, Milano, 2011).

www.istitutodeva.it
maria.martello@tiscali.it

 




 

 

 

 

 

 

Iscriviti alla newsletter
Tags:
relazionecoppiaamorerapporti
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

i più visti
in vetrina
CDP, approvato Piano Strategico. Gorno Tempini: "Occasione senza precedenti"

CDP, approvato Piano Strategico. Gorno Tempini: "Occasione senza precedenti"


casa, immobiliare
motori
Toyota svela la nuova Yaris GR SPORT

Toyota svela la nuova Yaris GR SPORT


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.