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Un italiano su tre nell'ultimo anno ha assunto integratori per migliorare la propria alimentazione e il proprio benessere. Un mercato, questo, in forte espansione a cui era dedicata la quarta edizione di “Pianeta Nutrizione & Integrazione” che ha impegnato per tre giorni gli spazi di Fiere di Parma. Qui sono stati presentati i risultati dello studio clinico Physicians’ Health Study II sulla sicurezza, qualità ed efficacia dell’integrazione multivitaminica, promosso dal National Institute of Health americano

 

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L'intervento di Samatha Biale sulla sua "Dieta B factori - Una dieta per amica” e tutte le altre novità

 

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Sono oltre 14.000 i medici americani, di età superiore ai 50 anni, che hanno partecipato volontariamente  questo primo e unico trial clinico che, ad oggi, ha raccolto evidenze circa i benefici e il profilo di sicurezza correlati all’assunzione quotidiana e prolungata di un integratore alimentare multivitaminico-multiminerale. I partecipanti allo studio hanno assunto giornalmente, per oltre 11 anni, un integratore alimentare multivitaminico-multiminerale completo e di qualità (Centrum Silver negli USA, in Italia il prodotto corrispondente da un punto di vista qualitativo è chiamato Multicentrum Select 50+). Si tratta di uno studio clinico gold standard, randomizzato, condotto in doppio cieco controllato verso placebo, ideato, scritto, condotto e pubblicato da un ente di ricerca indipendente ed autorevole, quale il National Institute of Health statunitense.
 

“Piu’ di metà della popolazione americana assume un integratore alimentare e tra questi i multivitaminici sono quelli più diffusi. Nessuno fino ad oggi aveva condotto uno studio di lungo termine per determinare gli effetti sulla salute legati ad un loro impiego costante e continuativo nel tempo”  - spiega il professor Howard Sesso, Associate Professor of Medicine, Harvard Medical School e Associate Epidemiologist, Brigham and Women's Hospital di Boston, uno dei direttori del progetto PHSII, che in occasione del congresso Pianeta Nutrizione & Integrazione ha presentato alla comunità scientifica italiana i risultati del trial. “Questo studio ci ha consentito di valutare l’impatto dell’integrazione multivitaminica nella prevenzione di alcune gravi patologie croniche. Ad oggi, sono emerse evidenze positive e significative in particolare rispetto al cancro: nei soggetti che assumevano quotidianamente il multivitaminico è stata infatti riscontrata una riduzione pari all’8% del rischio di cancro rispetto al gruppo trattato con placebo. Questo risultato suggerisce che l’integrazione multivitaminica può essere raccomandata a soggetti adulti per favorire dei benefici in termini di prevenzione del cancro, in aggiunta al già consolidato ruolo svolto nella prevenzione delle carenze vitaminiche e minerali.”
 


“Occorre sottolineare che i partecipanti arruolati in questo importante trial clinico americano erano soggetti a basso rischio di sviluppare il cancro, in quanto medici con stili di vita decisamente sani (basso consumo di alcol e tabacco, BMI corretto, dieta sana, abitudine all’esecizio fisico). Ciò attribuisce un valore particolare alla riduzione dell’incidenza del cancro osservata tra i gruppi randomizzati: una differenza che in una popolazione meno sana potrebbe risultare ancora più significativa. Lo studio offre quindi un’ulteriore conferma del ruolo fondamentale che i corretti stili di vita possono giocare nella prevenzione delle patologie oncologiche e dei benefici aggiuntivi che possono essere offerti dall’integrazione multivitaminica”– commenta il professor Francesco Cognetti, Direttore del Dipartimento Oncologia Medica dell’Istituto Regina Elena di Roma, intervenuto nel corso della tavola rotonda dedicata a “Nuove evidenze scientifiche e cliniche dell’uso dei multivitaminici e multiminerali per la salute e la prevenzione di patologie croniche. Ruolo dei vari operatori”, seguita alla lecture del Professor Howard Sesso e alla quale hanno partecipato anche altri autorevoli esperti italiani quali Claudio Cricelli, Presidente SIMG e Andrea Mandelli, Presidente Fofi.
 
“A fronte del progressivo aumento dell’età media della popolazione e di aspettative di vita sempre più lunghe, la promozione della salute e della prevenzione in particolare nella fascia d’età adulta e intorno ai 50-60 anni, si configura sempre più come una priorità sanitaria, anche in un’ottica di risparmio sui costi terapeutici ed assistenziali. Il medico di famiglia che spesso è il primo referente per questa tipologia di pazienti – è chiamato a svolgere un ruolo chiave su questo fronte.” - spiega il dottor Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale - “L’adozione di stili di vita sani, di movimento fisico adeguato e di una dieta il più possibile bilanciata e completa, a cui può aggiungersi anche l’impiego di un integratore multivitaminico pensato per compensare le specifiche esigenze nutrizionali di questa fascia d’età quando la sola alimentazione si rivela insufficiente, rappresentano dei veri e propri strumenti di prevenzione che il medico di base ha l’opportunità di prescrivere ai propri pazienti, per promuovere il loro benessere e ridurre il rischio di sviluppare patologie croniche.”
 
“E’, infatti, scientificamente dimostrato che carenze, anche minime, di macronutrimenti essenziali come le vitamine e i minerali, possono rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose patologie croniche (diabete, obesità, etc.).” - spiega il prof. Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ricerca sull’obesità dell’Università di Milano, intervenuto in un incontro stampa a margine della tavola rotonda - “Una dieta completa ed equilibrata può assicurare all’organismo il corretto apporto di questi elementi, così importanti per la nostra salute. Purtroppo anche recenti indagini condotte sulla popolazione italiana confermano che la maggioranza delle persone ha difficoltà a seguire una dieta sana tutti i giorni e non sempre riesce, per esempio, ad assumere la giusta dose di frutta e verdura. Il problema delle carenze nutrizionali, con i rischi ad esse associati, risulta essere particolarmente diffuso nella popolazione più anziana. In questi casi, è necessario intervenire modificando le abitudini alimentari e, ove opportuno, ricorrendo anche al supporto aggiuntivo offerto dagli integratori alimentari.”
 
“A fronte dei bisogni di questa parte della popolazione, anche il ruolo del farmacista deve evolvere” - spiega il Sen. Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI) - “Operando  in sinergia con i medici e gli specialisti, il farmacista può, infatti, offrire a sua volta un contributo prezioso alla diffusione di questi strategie preventive, fornendo una corretta informazione e collaborando al controllo dello stato di salute della persona, che parta dalla prevenzione e non aspetti l’emergere di un bisogno terapeutico.”

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