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Costume
Più frutta nei succhi? No della Camera. "Così non si pensa alla salute"
La commissione Politiche Ue della Camera ha bocciato l'emendamento del Pd alla legge comunitaria che porta al 20% il minimo di frutta (attualmente il 12%) nelle bevande analcoliche a base di frutta prodotte e commercializzate in Italia.

"Innalzare la percentuale di frutta nei succhi non e' solo una questione economica ma anche di salute pubblica". Lo ha sottolineato la deputata Pd, Colomba Mongiello, intervenendo a un incontro sul tema della prevenzione dei tumori attraverso l'alimentazione, organizzato dal ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, insieme alla Lega italiana per la lotta ai tumori, a Coldiretti e alla Fondazione Campagnamica. Nel giorno della bocciatura, in commissione Affari europei, dell'emendamento democratico sull'innalzamento della percentuale di frutta nei succhi, la senatrice ha ricordato che "tale aumento non permetterebbe solo di non sprecare tonnellate di frutta che viene prodotta ma poi mandata al macero, ma anche di ridurre la quantita' di acqua e zucchero in queste bevande, cosi' da ridurre i danni alla salute dei consumatori, soprattutto dei bambini. Un elemento di non secondaria importanza - ha proseguito - se pensiamo che i nostri bambini sono i piu' obesi d'Europa".

A proposito dell'approccio all'alimentazione dei piu' piccoli, in forza della sua esperienza di insegnante, Mongiello ha affermato di voler presentare un disegno di legge che renda l'educazione alimentare una materia curricolare nelle scuole italiane e non solo materia sperimentale, come sara' il prossimo anno in occasione dell'Expo Milano 2015. "I nostri bambini e ragazzi devono imparare che la dieta mediterranea non significa solo produzione di alimenti ma che e' anche uno stile di vita di cosi' alto valore - ha ricordato in conclusione - da essere stato riconosciuto dall'Unesco come patrimomio dell'umanita'". 

Guidi, piu' frutta nei succhi questione a Bruxelles - "Non sorprende la bocciatura della Commissione Politiche Ue della Camera dell'emendamento volto ad aumentare la percentuale di frutta in succhi e bevande analcoliche a base di frutta portandola dal 12 al 20 per cento". E' questo il commento di Confagricoltura. "La Commissione europea, gia' in passato, si e' piu' volte pronunciata sulla questione - spiega l'Organizzazione degli imprenditori agricoli - ritenendo tale disposizione inapplicabile in quanto lesiva delle norme europee in materia di libera circolazione delle merci".

"E' evidente - osserva ancora Confagricoltura - che la situazione meriterebbe di essere affrontata, ma nelle giuste sedi, quelle comunitarie, con un'azione determinata da parte del governo. Va in tal senso il richiamo alle regole europee che anche il ministro Martina ha fatto oggi, al 'question time" alla Camera sull'etichettatura". Se una bibita si chiama aranciata o limonata, ad avviso di Confagricoltura, "e' giusto che abbia una percentuale minima di succo di arancia o di limone e non solo bollicine". "Confagricoltura - conclude la nota di Palazzo della Valle - non puo' che essere favorevole ad una soluzione in questi termini, che porterebbe benefici a tutti: un prodotto piu' sano e piu' gustoso, che avrebbe sicuramente un maggiore appeal verso il consumatore e un canale di sbocco piu' ampio per le nostre imprese".

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