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Costume
Scandalo Weinstein, Rose McGowan fa tremare Hollywood. Libero-verità in arrivo
Rose McGowan ha paragonato Harvey Weinstein a un mostro, ha accusato Ben Affleck, Matt Damon e Jeff Bezos di non aver detto nulla, si è ritrovata con l'account Twitter bloccato. 
 
E' lei una delle prime e più convinte donne che hanno deciso di raccontare pubblicamente gli incontri umilianti con Weinstein. Diventata famosa per la serie tv Streghe e i film della saga Grindhouse, ha scritto pochi giorni fa su Twitter: "Questa è la ragazza che è stata vittima di un mostro. Questa è la ragazza che avete coperto di vergogna con il vostro silenzio". E ancora: "Donne di Hollywood, il vostro silenzio è assordante".
 
Il suo account Twitter, come ha rivelato tramite Instagram, è stato sospeso per 12 ore per "violazione dei termini del servizio", come le ha fatto sapere il social network, senza però specificare quali violazioni avrebbe commesso l'attrice. Subito è partita una campagna social a suo sostegno.
 
In pochi giorni Rose McGowan è diventata la portavoce della comunità di attrici che hanno subito abusi nel sistema del cinema hollywoodiano.
 
Rose McGowan non solo ha voluto testimoniare contro Harvey Weinstein, ma anche contro l'entourage che ha protetto il produttore. Denunciando pubblicamente Matt Damon e Ben Affleck, i due "puledri" di Weinstein - dal momento che li ha lanciati nel 2004 con il film vincitore dell'Oscar "Will Hunting" - ha aiutato molta gente a parlare. 
 
L'attrice non ha mai avuto paura di lottare contro il sessismo a Hollywood. Nel 2015 il suo agente l'ha lasciata dopo che lei aveva criticato pubblicamente un casting di Adam Sandler che chiedeva alle candidate di presentarsi in "abiti leggeri". Oggi lei chiede le dimissioni di tutto il cda della Weinstein Company e chiede che indagini vengano condotto anche nei confronti del fratello di Harvey Weinstein, Bob Weinstein, perché è inconcepibile che non sapesse. "Tacere è rendersi complice", ha spiegato su Twitter. Il 27 febbraio 2018 uscirà il suo mémoire, Brave. L'attrice è determinata a dire la verità sull'industria dell'intrattenimento e a mettere in luce tutti gli aspetti di un'impresa di miliardi e miliardi di dollari costruita su una misoginia sistemica.
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