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Costume
Salento, non solo Gallipoli: 4 città per scoprire le altre Puglie
Di Giuseppe Morello
 
Le Puglie sono tante. Dialetti, cibi, mentalità e bellezze possono cambiare nel giro di pochi chilometri. Per questo è impossibile cristallizzare la regione in un unico stereotipo. Sarebbe comodo se bastassero i trulli, le cime di rapa, il mare del Salento e Castel del Monte a racchiudere in un'unica cartolina una regione che invece nei secoli ha stratificato culture e attitudini, valorizzando qua le spiagge e là la campagna dell'entroterra fitta di ulivi, da un lato il barocco e dall'altro il romanico, la scaltrezza barese e le mollezze leccesi, il Tavoliere e l'appennino. 
 
Viaggiare in Puglia permette di scegliere percorsi diversi, intrecciarli tra loro, cambiare scenario, affacciarsi sullo Ionio o ritrovare un Adriatico molto diverso da quello che si ripete quasi identico a se stesso dal Molise al Veneto. 
 
Se avete ancora voglia di Puglia anche se ne avete già vista tanta, ignorate per una volta il mare di Gallipoli e virate verso Ostuni, superba nella sua altitudine (che però non vi negherà la vista del mare) e abbagliante col bianco delle sue costruzioni. La visita al Museo Civico mette i brividi, specie quando ci si trova al cospetto dello scheletro di una donna di 28mila anni fa, distesa accanto al bambino che aveva appena partorito morendone e rinvenuta nella Grotta di Santa Maria di Agnano (oggi parco archeologico). 
 
Pranzate all'Osteria del Tempo Perso e poi andate a godervi, in uno di punti più alti della città, la facciata dalle gotiche forme arrotondate e gli interni della Cattedrale quattrocentesca dedicata alla Madonna Assunta.
 
Se volete soggiornare in zona, puntate dritto al Frantoio, una masseria immersa tra gli ulivi che, grazie alle sapienti tecniche costruttive di chi la ideò nel '500, vi offrirà un microclima e una vegetazione diversa ad ogni angolo della tenuta.  Vi accoglierà il padrone di casa, Armando Balestrazzi, un ex dirigente di impresa che diversi anni fa ha lasciato la vita da manager per dedicarsi a questo posto magico, dove oggi affabula i suoi ospiti con ironia e aneddoti intriganti. Ottima la cucina, ovviamente del territorio ma con rivisitazioni originali. 
 
Lasciate ora la costa adriatica (ci tornerete, in questo angolo di Puglia il coast to coast è facile e breve) e puntate su Taranto, non solo per mangiare le celebri cozze della zona. Non potrete che incappare nella Cattedrale di San Cataldo per rimanere incantati col naso all'insù dalla splendida cappella e dai suoi marmi colorati. Ma ancora più suggestivo è il Marta, un museo archeologico nato nel 1887 sulle spoglie di un antico convento e che brilla degli ori che lo hanno reso celebre, oltre che di interessanti collezioni greche e romane. 
 
A pochi chilometri da Taranto merita un passaggio Grottaglie, famosa per le ceramiche. Le botteghe del paese saranno liete di ospitarvi e orgogliose di mostrarvi la sapienza racchiusa nelle loro mani. Uno dei ceramisti più noti della zona è Antonio La Grotta che, dopo aver fatto sfoggio della sua arte, vi lascerà sperimentare la manipolazione della informe materia prima che al tocco delle vostre mani doventerà piatto o vaso da decoraree da riportare a casa a mo' di trofeo. 
 
Tornate ora a Brindisi, dove probabilmente siete arrivati e da dove ripartirete. Città strana, portuale e di confine, porta d'oriente con lo sguardo rivolto alla Grecia e alla Turchia, crocevia di culture punto terminale della via Appia (Regina Viarum per i romani che le attribuivano grande importanza) che parte da Roma e attraversa tutta la Puglia segnalato da due colonne romane sul porto (una delle due colonne collassò nel 1528 e i resti furono riutilizzati per edificare la colonna dedicata a Sant'Oronzo a Lecce). Proprio in prossimità della colonna sopravvissuta si erge la suggestiva scalinata Virgilio. Bella la passeggiata sul lungomare inzeppato di locali e ristoranti dove si guarda lo stesso mare che ammaliò il poeta Virgilio che qui morì. 
 
Prima di ripartire fate una passeggiata in Piazza del Duomo. Se poi vi aggirate nei dintorni scoprirete altre chiese come quella di san Giovanni, a pianta circolare, e quella di San Benedetto, col suo oroginale campanile a trifore. Poi riempite il bagaglio di bontà del posto (come molti, vi pentirete di non averlo fatto una volta rincasati): olio, vino, taralli, pasta fresca, dolcetti di mandorle e tutto quanto vi aiuterà a ricordarvi questo angolo di Puglia, dove molto presto vi verrà voglia di tornare.
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