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Perché tanto livore, gentile Sallusti, contro una signora?

Di Attilio Doni

Faceva persino tenerezza vedere un direttore di giornale arrampicarsi sui vetri per sostenere l’insostenibile, calpestando ragione, buon senso e, magari senza rendersene conto, la propria dignità. E’ accaduto durante la trasmissione In Onda (La7 – 12 maggio), condotta da Luca Telese e Nicola Porro. Alessandro Sallusti, per dimostrare che è cosa giusta e normale che il ministro dell’Interno partecipi ad una manifestazione palesemente contro la giustizia, ha detto che Angelino Alfano è segretario di partito, come se si fosse trattato in un altro Alfano: quello che era a Brescia non era il ministro dell’Interno, era solo il segretario di partito… Era fuori di sé il buon Sallusti, avvelenato al punto da scagliarsi contro la presidente della Camera, Laura Boldrini, con una volgarità: “Deve smetterla di rompere i c… “. Quale la colpa di Laura Boldrini? Domenica sera, alle ore 22, vale a dire poche ore dopo il termine della manifestazione, non aveva ancora detto una parola contro i fascisti (così li ha definiti Sallusti), che a Brescia avevano insultato donne del Pdl. E se la presidente della Camera non era ancora informata? E se avesse intenzione di parlarne l’indomani? Perché tanto precipitoso livore, gentile direttore, contro una signora? Io capisco il suo amore per Silvio Berlusconi, ma perché tanto livore?