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Costume
Bere sangue umano come i vampiri. Nuova moda tra i giovani: l'allarme

Bere sangue umano, imitando i protagonisti delle recenti saghe sui vampiri. E' questa la nuova, inquietante moda che dilaga tra gli adolescenti insieme alla mania dei "selfie". L’allarme è stato lanciato dalla pediatra Teresa de Toni, dell’Università di Genova, insieme con Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia, in occasione dell’XI corso interdisciplinare di aggiornamento in ‘Adolescentologia’  a Genova.

IL VAMPIRISMO - Non c'entrano le sette né il Satanismo. Piuttosto i mass media che raccontano storie di vampirismo. Come Dracula. Come Edward, il protagonista di Twilight, una delle saghe cinematografiche più amate dai giovanissimi negli ultimi anni. O ancora come Chica Vampiro, nell’omonimo telefilm che è diventato un appuntamento imperdibile anche per i bambini. “C’è proprio un’emulazione dei vampiri - spiega Bianchi di Castelbianco - ed esiste addirittura una categoria di giovani donatori, che si procurano ferite o utilizzano siringhe per estrarsi il sangue dalle braccia, e una di giovani bevitori. Il tutto avviene in fortissimo segreto: vietato parlarne con chi non è nella cerchia".

Gravi i conseguenti rischi che derivano dal bere sangue, che può trasmettere malattie o contenere sostanze tossiche e tracce di medicinali.  Una pratica in crescita soprattutto tra i 15 e i 19 anni. "Sono i bevitori di sangue a ricevere il massimo del riconoscimento dal gruppo dopo essersi sottoposti al rito - specifica Bianchi di Castelbianco -. Bere sangue significa essere bello, forte, coraggioso. Insomma, è un modo per sentirsi inclusi. Per entrare a far parte del gruppo. Chi non accetta di farlo è fuori". I ragazzi non sono però sempre soggetti da curare, ma spesso sono solo deviati dalle mode: "L’unica cosa che si possa realmente fare per fronteggiare queste problematiche è realizzare attività di informazione rivolte ai ragazzi. Solo così si possono ottenere risultati veri e immediati, evitando soluzioni fittizie", conclude l’esperto.

I SELFIE - "La ‘selfite’ è una vera e propria patologia legata al mancato riconoscimento del proprio corpo, ed è stata addirittura inserita nel dizionario di Oxford", ha spiegato de Toni. Gli adolescenti, alla ricerca della loro identità, arrivano a trascorrere fino a 10 ore al giorno nel farsi autoscatti, per poi trovare la foto più "appetibile". "Ragazzi che non riescono ad essere quello che vogliono", avverte l’esperta.

 

IL CASO/ I vampiri esistono davvero. A 23 anni beveva sangue umano - Beveva il suo sangue e anche quello di altre persone. Un ragazzo di 23 anni a causa di gravi problemi psicologici era diventato un vampiro. Ora è guarito grazie a cinque mesi di terapia. I medici dell'ospedale militare di Denizi, nella Turchia sud-occidentale, lo hanno curato per un disordine di 'vampirismo'. In un articolo pubblicato sul Journal of Psychoterapy and Psychosomatics il dottor Direnc Sakarya e tre suoi colleghi hanno spiegato che l'uomo, sposato e padre di famiglia, si tagliuzzava con una lametta le braccia, il torace e l'addome per fare colare in una tazza il proprio sangue, che poi beveva. Non solo, aveva anche convinto il padre a procuragliene altro alla banca locale del sangue. Poi aveva tentato di aggredire parenti e amici e bere anche il loro sangue. Per questo era stato arrestato più volte.

Secondo i medici, il 'Dracula' turco era affetto da disturbi postraumatici e dissociativi dell'identità, come pure da un problema di personalità multipla, da una depressione cronica mista a problemi con l'alcol. A fare scattare i disordini, stando agli psichiatri dell'ospedale militare, erano stati diversi eventi traumatici. In pochi mesi il giovane aveva perso la figlia, morta a soli quattro mesi, poi aveva dovuto superare il lutto per la morte di un suo zio, infine era stato testimone dell'assassinio di un uomo da parte di un amico.

Dopo un trattamento durato cinque settimane il giovane è considerato guarito, perlomeno Invece gli psichiatri ne incontrano talvolta qualcuno, come racconta sulle pagine di Psychoterapy and Psychosomatics Vedat Sar, medico del Dipartimento di Psichiatria dell'università di Istanbul.

Il ragazzo, come scrive il Corriere della Sera, provava piacere ad "assaggiare" la carne di persone ferite. "Il paziente durante le “crisi” dice di sentire il bisogno di bere immediatamente sangue, una necessità impellente tanto quanto quella di respirare. Questo benché consideri tale comportamento assurdo", spiega il suo psichiatra.

"Casi analoghi di pazienti che bevono sangue umano sono riferiti in psichiatria fin dagli anni '60, di solito associati a schizofrenia, psicopatie, ritardo mentale – spiegano gli psicologi –. Nel ragazzo, invece, abbiamo potuto verificare che il vampirismo è correlato a un disturbo post-traumatico da stress associato a un disturbo dissociativo dell'identità diverso dalla schizofrenia, instauratosi probabilmente come conseguenza di un'infanzia di abusi e abbandono: non a caso il giovane ha completamente rimosso i ricordi del periodo fra i 5 e gli 11 anni".

 

 

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