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Di Sara Severini

Separazioni e divorzi in Italia sono in crescita continua: negli ultimi anni sono quasi raddoppiati sia il numero delle separazioni che dei divorzi. Sono sempre più numerose le coppie che si separano in età “avanzata” e frequenti sono le battaglie legali a colpi di dichiarazioni dei redditi poco veritiere. Soprattutto nelle regioni italiane vicine alla Svizzera, come nel Comasco, dove il trasferimento dei fondi all'estero è un fenomeno diffuso. “In questi casi rimetto gli atti alla Polizia Tributaria e all'agenzia delle entrate per gli opportuni accertamenti”, spiega ad Affaritaliani.it il Presidente del Tribunale di Como, dott. Nicola Laudisio, uno dei più autorevoli esperti della materia, con il quale cerchiamo di far luce sulla situazione e sui  possibili correttivi. “Non credo nel divorzio breve – avverte -. Tre anni sono già pochi e ridurli ulteriormente sarebbe eccessivo”.

Qual è la situazione delle separazioni nel Tribunale di Como di cui lei è il Presidente? E a cosa sono dovute?

Le separazioni sono in costante, per non dire spaventoso aumento: io tratto circa 100 separazioni al mese in un comprensorio di circa 600.000 abitanti. Ciò è dovuto alla crisi economica che morde ed è causa di continui litigi e contrasti tra i coniugi. Si perde il lavoro e non si è più in grado di provvedere alle necessità dei familiari ed anziché avvicinarsi purtroppo ci si allontana. Inoltre un altro fattore determinante è la caduta dei valori che vive la società dei nostri tempi e che si riflette sulla stabilità della coppia: appena vi è un contrasto si va dal Giudice! Anche l'infedeltà coniugale, ormai parificata tra uomini e donne, è una ricorrente causa di separazione.

Qual è la tipologia maggiormente scelta?

La maggior parte delle coppie, circa l'80%, sceglie la via consensuale.

Quali sono i comportamenti da evitare?

Assolutamente da evitare è far ricadere i contrasti tra i coniugi sui figli. Evitare di farne strumento di scambio e contenderseli. Le conseguenze psicologiche sui minori sono terrificanti, ad esempio il mancato rendimento scolastico.

Parlando di figli: cosa pensa della riforma dell'affido condiviso?

È stata una riforma utile nell'ottica di far collaborare i genitori nell'interesse dei figli: si ispira al principio che nonostante i dissidi tra i coniugi, la famiglia resiste! Nella mia esperienza mi è capitato di dover affidare i figli ai nonni quando i genitori non erano all'altezza del loro compito educativo.

Si parla spesso del dramma dei padri separati, ridotti in povertà dopo una separazione. E' un fenomeno presente anche a Como?

Il problema esiste: vi sono padri che spesso si ritrovano a dormire in macchina o in ricoveri presenti nella città. É senza dubbio una situazione angosciosa. Personalmente ritengo tuttavia che una cattiva madre sia sempre meglio di un cattivo padre: la madre è sempre più all'altezza del suo ruolo educativo. Solo in rari casi ho disposto l'affido al padre quando la madre aveva creato altre realtà familiari e questo rappresentava un fattore negativo per la crescita del bambino. É necessario però che ci si abitui al fenomeno delle famiglie allargate, le quali sono in costante aumento nella nostra società.

Parliamo di tempi della giustizia familiare. Quali sono le tempistiche nel Suo Tribunale?

Le udienze sono fissate a settembre per le separazioni giudiziali ed a maggio /giugno quelle consensuali. Un fattore di allungamento dei tempi per le prime è sicuramente quello economico. Una regola da me applicata quando mi rendo conto che le dichiarazioni dei redditi prodotte non rispecchiano il tenore di vita condotto dalla coppia è rimettere gli atti alla Polizia Tributaria e all'agenzia delle entrate per gli opportuni accertamenti. Avendo la Svizzera vicino, il trasferimento dei fondi all'estero è un fenomeno frequente.

Inoltre la recente riforma sui figli naturali che trasferisce la competenza al Tribunale ordinario  incide sull'allungamento dei tempi delle separazioni giudiziali: il legislatore, a mio avviso, avrebbe dovuto ridurre gli organici dei Tribunali dei minori ed incrementare gli addetti nei Tribunali ordinari.

Le coppie di fatto sono un fenomeno in costante aumento nel nostro Paese ed adesso le problematiche legate ai figli delle coppie non coniugate ricadono sul Tribunale ordinario. Il legislatore dovrebbe prendere coscienza di queste nuove realtà e adeguarsi: ad esempio, una riforma utile potrebbe essere  proporre le  separazioni consensuali innanzi ad avvocati e notai sgravando così l'amministrazione della giustizia.

Questi disservizi legati ai tempi della procedura sono la causa del cosiddetto “turismo dei divorzi”. Cosa ne pensa e cosa suggerirebbe per evitarlo?

Personalmente ritengo che l' Unione Europea dovrebbe adottare una legislazione comune per i paesi membri al fine di evitare tali fenomeni.

Altri mali della giustizia familiare nel territorio comasco?

Un problema  presente nel mio Tribunale è che molte persone creano altre attività in Svizzera e quindi si pone il problema di dove eseguire le decisioni del Giudice. Trovano lavoro in Svizzera e si dimenticano della famiglia in Italia! Devo però riconoscere che l'assistenza delle autorità elvetiche è molto valida ed in molti casi si dimostra più rigorose di quelle italiane.

Si parla di divorzio breve: è una riforma utile?

Sono valutazioni politiche che non spettano a me. Posso però dire che tre anni sono già un periodo breve e ridurlo ulteriormente sarebbe eccessivo. Nel nostro Paese è molto forte la presenza della Chiesa cattolica, a cui io stesso sono aderente, e che rende inopportuno qualsiasi passo verso la dissoluzione breve del vincolo coniugale. Pertanto non condivido neanche l'ipotesi del divorzio immediato .

Un'ultima domanda: cosa consiglia ad una coppia che vorrebbe separarsi?

La separazione deve essere considerata come ultima ratio: prima è fondamentale cercare un supporto da psicologi o associazioni specializzate che possono  essere in grado di aiutare una coppia  a superare una crisi che talvolta è solo passeggera e non determinante per una rottura. C' è una frase che dico sempre: “Il matrimonio è come una fortezza: chi è dentro vorrebbe uscirne e chi è fuori vorrebbe entrare”, ma la maggior parte delle volte è meglio lasciare le cose come stanno. Soprattutto per il bene dei figli, perché crescano bene e coltivino l'interesse per la propria famiglia.

 

 

 

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