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lavoro stress

Sindrome da burnout. Essere ko in ufficio. Soffrire di stress da lavoro correlato. Insomma, che la si chiami in modo più o meno scientifico, la sostanza non cambia: in ufficio non si regge più e si "scoppia". Magari per colpa di improvvisi cambiamenti organizzativi, legislativi o culturali, oppure per un carico eccessivo di lavoro, o per la mancanza di armonia con i colleghi. Risultato: si sente di non avere più le risorse sufficienti per rispondere alle richieste del datore di lavoro. Un problema che colpisce tutti, anche i famosi. L'ultimo in ordine di tempo è stato l'attore comico Thierry Meury, ma prima di lui ci sono stati Demi Moore e Mariah Carey.

LA SINDROME DEL SECOLO - Se le più colpite inizialmente sembravano  le persone che esercitano professioni d'aiuto (insegnanti, psicologi, assistenti sociali) oggi il problema è così diffuso da essre definito dagli esperti "la sindrome del secolo". Non ne sono immuni i manager che operano nel campo della finanza, del mondo accademico, della medicina e di altri ambienti dove la tensione è alta e costante. In Svizzera il 39% dei lavoratori ha in qualche modo sperimentato questa sindrome. Per quanto riguarda l'Italia Affari ne aveva già parlato lanciando l'allarme nella scuola, uno degli ambienti più colpiti: ben sei professori su dieci.

Stress da Lavoro Correlato (SLC): quattro punti per riconoscerla/ La condizione è stata riconosciuta quale risultante di quattro elementi principali, come ha spiegato ad Affari Vittorio Lodolo D'Oria, membro del Collegio Medico della ASL milanese preposto al riconoscimento dell'inabilità al lavoro per causa di salute:

- affaticamento fisico ed emotivo (emotional exhaustion and fatigue)

- atteggiamento distaccato e apatico nei confronti di studenti, colleghi e nei rapporti interpersonali (depersonalisation and cynical attitude)

- sentimento di frustrazione dovuto alla mancata realizzazione delle proprie aspettative (lack of personal accomplishment)

- diminuzione dell'autocontrollo (reduced self-control)

Tuttavia è fondamentale sottolineare come il burnout sia una diagnosi psicologica e non medica. L'universo medico-psichiatrico in particolare è assai indietro sull'argomento. Basti dire che le pubblicazioni su riviste di psicologia in materia di burnout degli insegnanti sono oltre 10.000, mentre le pubblicazioni medico-scientifiche sulle patologie psichiatriche dei docenti sono in tutto una decina".

 

 

Ma il problema si sta facendo sempre più allarmante. Se ne parlerà  anche lunedì 4 novembre a Gricignano, in Campania (I.T.C. Gallo, dalle ore 14:30 alle 18:30), all'interno di un  convegno dedicato proprio alla sindrome da burnout. Si sente sempre più la necessità di studiare questo fenomeno e di realizzare adeguati programmi di prevenzione, anche se ufficialmente la sindrome da burnout non è riconosciuta come una malattia. A livello lesgislativo in Italia il datore di lavoro è però obbligato a valutare, tra gli altri, anche il rischio collegato allo stress lavoro-correlato (art. 28 D. Lgs. 81/2008). Le strategie di intervento si ispirano sempre più al coaching e al fitness cognitivo-emotivo, con l'obiettivo di rendere l’individuo più consapevole delle risorse di cui dispone e migliorare la sua capacità di gestire e sviluppare la propria mente.

LE SOLUZIONI - Tra le strategie per rendere l'ambiente di lavoro più piacevole un'idea arriva dagli Stati Uniti e si chiama "rotazione delle scrivanie". Come racconta il Wall Street Journal, ogni mattina (oppure ogni settimane o mese, a seconda delle scelte) si arriva in ufficio e si scopre chi sarà il collega al proprio fianco. Un modo, dicono gli esperti, per stimolare la creatività, la produttività e la collaborazione. In realtà anche in Europa se ne parla. Desigual, la casa di moda di Barcellona, la sta già sperimentando.  Nessun dipendente ha una scrivania fissa e ogni giorno tutti cambiano postazione. Il personale può anche liberamente sedersi su divanetti e discutere. L'obiettivo? Far circolare le idee e creare complicità. E a fine giornata, quando si "timbra", si schiaccia perfino un pulsante per indicare se si è felici oppure no...
 

 

 

  
 

 

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