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Costume
Studenti lavoratori, mai così pochi in Italia: - 51% in dieci anni, dato Istat
Diminuisce in Italia il numero di studenti lavoratori

Pochi studenti lavoratori in Italia, in dieci anni -51%.  Tra i giovani studenti under 25 lavora solo il 2%

 

Studenti lavoratori: non è stato mai registrato un dato così basso in Italia. Nell'arco di dieci anni il loro numero tra gli under 25 si è dimezzato (-51,3%) e ora se ne contano appena 75 mila.

 

In calo il numero di studenti lavoratori in Italia: le cause 

 

Si potrà obiettare che sono diminuiti gli studenti, ma non è così: in quella fascia d’età sono senz'altro aumentati. O ancora, la responsabilità potrebbe essere scaricata su percorsi formativi sempre più lunghi, tra master e simili, neppure questa è la risposta esatta: alzando l'asticella dell’età il risultato non cambia, la freccia guarda sempre in giù. 

Sicuramente c’è lo zampino della crisi, dopo il 2008 la situazione è precipitata, tuttavia, con i dati aggiornati al 2015, ancora non c’è cenno di un'inversione di tendenza, anzi. Le cifre sono dell'Istat e arrivano dalla mega indagine sulle forze lavoro. Sotto i 25 anni solo il 2% di chi studia lavora anche, a indicare che si tratta di due mondi separati, chi fa una cosa non fa l'altra. Insomma lavorare nel nostro Paese sembra un affare da 'grandi'. 

 

Meno studenti lavoratori in Italia: le possibili soluzioni

 

Che il problema sia sentito e non sia solo un fatto di numeri lo dimostrano tutti i progetti orientati a sfondare i confini tra le due realtà. In primis c’è l'alternanza scuola lavoro, resa obbligatoria con la 'Buona scuola', per cui i ragazzi delle superiori devono fare esperienze, con un tot di ore certificate, prima di prendersi la maturità. Sulla stessa lunghezza d'onda le sperimentazioni per il cosiddetto 'liceo breve' (ridotto a quattro anni invece che cinque). In generale, possono dare una mano a risollevare le cifre tutte le iniziative finalizzate a contrastare la disoccupazione tra i ragazzi, come Garanzia Giovani. 

 

Diminuiscono gli studenti lavoratori in Italia: gli universitari si dedicano solo allo studio

 

Certo al peggio non c’è mai limite e almeno chi studia non è un 'Net', fuori da ogni programma d'istruzione o impiego. Ovviamente prima della maggiore età non c’è alcuna pretesa, almeno per chi è ancora tra i banchi. E, infatti, il numero di chi lavora è molto contenuto (11 mila in tutto) anche se magari già c’è chi a 19 anni si è iscritto all’università.

Ed è proprio durante il percorso accademico che può diventare auspicabile iniziare a guadagnare o almeno a familiarizzare con l'ambiente professionale: ma tra i 20 e i 24 anni gli studenti con un'occupazione sono solo 64 mila, anche questo il valore più basso registrato dall'Istat da quando è partito il monitoraggio sul fenomeno (era il 2004).

Allargando il range agli under30, il numero assoluto di chi lavora e studia insieme sale (166 mila tra i 15 e 29 anni) ma rapportando il dato agli anni passati sempre di caduta si tratta (-41,1% in 10 anni e -51% dal valore massimo). In drastica riduzione non solo gli occupati ma anche chi ci prova, chi tra un esame e l'altro tenta di trovare un impiego. E lo stesso vale per i cosiddetti lavoratori potenziali, quanti pur non cercando un lavoro nel caso spuntasse fuori, gli venisse offerto, non lo rifiuterebbero. A riprova della distanza, del solco, che divide i due mondi. Unica nota di conforto, se così si può definire, è l'assenza di differenza tra donne e uomini, o meglio le donne sembrano essere un po' più in vantaggio: le studentesse occupate under25 battono i loro coetanei (40 mila contro 35 mila).

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