Aumenta vertiginosamente il numero delle due ruote nella Capitale, ma in parallelo sono in maggioranza proprio i centauri a pagare il prezzo più alto sulle strade romane. Se è vero, come certificano i dati Istat-Aci, che le vite perse tra le viuzze del centro e le arterie ad alto scorrimento sono in netta diminuzione nella metropoli, resta confermato che i motociclisti rappresentano la categoria più esposta. Tanto che anche quest’anno, a fronte di un calo di decessi costante, la metà dei 68 morti a causa di incidenti stradali riguarda conducenti di due ruote. Cifre drammatiche dietro cui ci sono famiglie in lutto e progetti di vita sfumati, dati peraltro parziali perché non includono le vittime della provincia e del Grande Raccordo Anulare.
La città presenta da sola un amaro conto tra buche, incroci da mettere in sicurezza e segnaletica poco visibile. Ciononostante, per muoversi tra sanpietrini e dissesti, moltissimi romani scelgono la moto per schivare il traffico impazzito e la caccia al parcheggio. Oltre 400mila mezzi a due ruote sfilano quotidianamente sulle strade capitoline, cifra che sale a quasi 600mila considerando i pendolari dell’hinterland, su un totale di due milioni di veicoli in circolazione.
I dati Ancma: immatricolazioni in crescita del 10% all’anno
A confermare l’andamento espansivo del mercato romano intervengono i dati dell’Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori), che certificano oltre 13.700 nuove immatricolazioni nei primi otto mesi del 2026, di cui quasi 10mila nella categoria scooter. Si tratta del mezzo preferito per districarsi nel caos urbano e resistere all’asfalto critico di Roma. Il trend del boom delle due ruote registra picchi tra aprile e luglio, posizionando la Capitale su un incremento costante del 10% di nuovi acquisti ogni anno. Oggi oltre 140 cittadini ogni mille salgono quotidianamente in sella per lavoro o svago. Tuttavia, basta un attimo legato a una radice sporgente, all’alta velocità o alla distrazione per trasformare uno spostamento in tragedia.
Strade killer e mortalità: i numeri della sicurezza stradale
Andando piano o indossando il casco, il rischio resta altissimo se un automobilista non rispetta la precedenza o taglia la strada. La moto garantisce libertà di movimento ma rimane il mezzo più pericoloso. Un terzo dei decessi dello scorso anno ha riguardato centauri, confermando i numeri precedenti: sugli oltre 13mila incidenti del 2024 si sono registrate 134 vittime, di cui 56 su due ruote. Nel 2023 i motociclisti deceduti erano stati 39 su un totale di 154 morti. La tendenza mostra una generale riduzione della mortalità ma un’incidenza sempre più alta per chi viaggia su due ruote.
A Roma ogni anno muoiono mediamente 30 persone che viaggiano su due ruote, come evidenziato da Giuseppina Fusco, alla guida di Aci e presidente della Fondazione Filippo Caracciolo, in prima linea per promuovere la sicurezza stradale nelle scuole. I passi avanti rispetto al passato restano comunque evidenti: nel 2004 si toccò il picco di 222 morti sulle strade capitoline, un’ecatombe che contò 71 motociclisti deceduti in città e 146 compresa la provincia.


