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Lotito gioca in difesa (ma nel bunker): la sua villa s’allarga sotto terra

Il giallo del bunker sotterraneo di Claudio Lotito all’Appia Antica: tra tunnel di 50 metri, sale da gioco e discoteche, spuntano i dubbi sui vincoli archeologici e le autorizzazioni edilizie

Lotito gioca in difesa (ma nel bunker): la sua villa s’allarga sotto terra
claudio lotito

Un corridoio di cinquanta metri total white, pareti decorate da colonne in rilievo e rose dei venti rossastre a impreziosire il soffitto. Sembrerebbe l’ambientazione sfarzosa della villa di Scarface, e invece si tratta del caveau ipogeo nascosto sotto la residenza romana di Claudio Lotito. Il patron della Lazio e senatore di Forza Italia finisce di nuovo al centro dei riflettori per la sua maxi-proprietà immersa nell’area archeologica e super-vincolata del Parco dell’Appia Antica, a due passi dalle Mura Aureliane.

A riaccendere i riflettori su questo misterioso cantiere a cielo aperto, che andrebbe avanti da oltre vent’anni, è stata un’inchiesta di Report andata in onda nel maggio scorso.

La vicenda ha inizio tra il 1997 e il 2000, quando Lotito acquista prima la villa principale con piscina per 5 miliardi di vecchie lire, poi un secondo lotto con villette e cappella annessa. Un’area gravata da rigidi vincoli di tutela, oggi regolata dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Dalle foto satellitari alle indagini: l’ombra degli abusi

A far sollevare più di un dubbio sono i rilievi aerei: dove nei primi anni Duemila c’era un fitto bosco, nel 2019 è comparsa una gigantesca struttura nera, che “gli informati” descrivono come la guaina di protezione dell’area bunker, poi ricoperta da terra e sormontata da una fontana.

Tra il 2020 e il 2023 le immagini mostrano demolizioni, ricostruzioni e ampliamenti (compreso quello della cappella di culto). Movimenti che nel 2023 fecero scattare un fascicolo per abuso edilizio su denuncia della Polizia Locale, poi finito in archiviazione, parziale, per la sola villetta centrale, con il presidente biancoceleste che sarebbe riuscito a sanare le irregolarità contestate.

Discoteca, cinema e i dubbi della Soprintendenza

Ma i cantieri non si fermano e i punti oscuri restano parecchi. Nel sottosuolo, oltre al tunnel, l’inchiesta televisiva segnalò una sala cinema, un salotto, una discoteca e una sala da gioco di cui non vi sarebbe traccia nelle carte catastali. Resta da capire se la realizzazione di questo corridoio sotterraneo, scavato in una zona ad altissimo rischio di reperti e tombe romane, abbia mai ottenuto il via libera della Soprintendenza.