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Per le vecchie, care edicole Roma punta su tecnologia e pubblicità per salvarle dalla crisi

La Giunta capitolina apre ai display digitali sui chioschi di giornali: nuove entrate per gli edicolanti e un piano di rilancio che trasforma le edicole in hub di quartiere, tra tecnologia e servizi

Per le vecchie, care edicole Roma punta su tecnologia e pubblicità per salvarle dalla crisi

Un’iniezione di tecnologia e di ricavi commerciali per sottrarre le edicole romane alla crisi della stampa e trasformarle in punti di riferimento multifunzionali. È l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta di Roma Capitale, che modifica il regolamento sugli impianti pubblicitari e consente l’installazione di schermi e supporti digitali direttamente sui chioschi di quotidiani e riviste.

La novità più rilevante è la cancellazione del vincolo dei cento metri di distanza minima tra display pubblicitari digitali: una limitazione che non si applicherà più alle strutture dedicate alla vendita della stampa, permettendo agli edicolanti di accedere a un canale di ricavi finora precluso.

Tecnologia e tutela della rete storica

L’intervento si inserisce nel piano strategico avviato dal Campidoglio per salvaguardare una rete di edicole diffusa dal centro alle periferie. Già nel 2025 era stato approvato un atto d’indirizzo che garantiva la tutela delle postazioni storiche e regolava eventuali trasferimenti.

La possibilità di ospitare spot e messaggi promozionali in alta definizione punta a diversificare gli introiti dei gestori, compensando il calo delle vendite cartacee. La deroga al limite dei cento metri si giustifica con la natura particolare dei chioschi, concessi per l’editoria e non assimilabili ai cartelli stradali: non si aggiungono nuovi pali, ma si modernizzano strutture già esistenti.

Le edicole come presìdi di comunità

«Mettiamo a disposizione degli edicolanti un aiuto concreto per rafforzarne la tenuta finanziaria», spiega Valeria Baglio, assessora alle Attività produttive e al Decoro del Centro Storico. «Le edicole non sono semplici punti vendita, ma un patrimonio identitario della città, presìdi culturali e sociali fondamentali per la vita dei quartieri».

Il piano del Comune guarda oltre la pubblicità: «Proseguiamo il dialogo con le associazioni di categoria – aggiunge Baglio – per ampliare i servizi ai cittadini, dalle pratiche di sportello agli eventi culturali e alle presentazioni di libri. Vogliamo che le edicole tornino a essere spazi vivi e centrali nella quotidianità romana».