Roma, ormai, sembra avere anche una nutrita popolazione di pendolari a quattro zampe. Come se la Capitale non fosse già abbastanza affollata, i cinghiali ora attraversano le strade, si fermano sotto i nasoni per rinfrescarsi e arrivano persino alle fermate degli autobus. Un po’ ciò che è accaduto domenica pomeriggio a Prima Porta, dove cinque esemplari, tra adulti e cuccioli, hanno attraversato la corsia riservata ai mezzi pubblici con i passeggeri che li guardavano e alcuni di loro con il telefono in mano per riprendere la scena. Una piccola “gita” fuori programma che, però, arriva proprio mentre nell’area metropolitana, più precisamente a Riano, accertamenti sanitari condotti su una carcassa di cinghiale, rinvenuta lo scorso 20 agosto, ne hanno riscontrato la positività alla peste suina africana, facendo scattare le procedure per delimitare una zona infetta e rintracciare ulteriori animali contagiati.
A Riano si cerca il virus prima che possa diffondersi

Le attività di ricerca sono già cominciate e al momento non risultano altri casi, sebbene i controlli proseguiranno. La Asl Roma 4 effettuerà inoltre un sopralluogo all’ecocentro di via Piana Perina, a Castelnuovo di Porto, per valutare l’utilizzo della struttura per la gestione degli infetti. Il perimetro esatto dell’area a rischio dovrà essere definito attraverso un’ordinanza e nel frattempo, per chi vive o frequenta quelle campagne, arrivano alcune precauzioni, nella speranza di riuscire ad evitare che il virus continui a spostarsi da un ambiente all’altro.
È bene sottolineare che il virus non può essere trasmesso all’uomo, perciò chiunque dovesse entrarvi in contatto non rischia di ammalarsi. Il problema, invece, riguarda i suini domestici e selvatici, per i quali può risultare particolarmente grave e portare all’insorgenza di febbre alta, forte debolezza, perdita dell’appetito, vomito, diarrea, difficoltà respiratorie, emorragie e, nella peggiore delle ipotesi, condurre alla morte. Al di là dei sintomi, a rendere particolarmente complicata la gestione della malattia è la capacità del virus di viaggiare indirettamente. Può infatti essere trasportato attraverso scarpe, vestiti, attrezzature, pneumatici e qualsiasi altro materiale contaminato. Proprio per questo, fra le prime raccomandazioni ci sono quelle di limitare il trekking ai sentieri tracciati, portare a spasso i cani esclusivamente al guinzaglio, far sostare le auto solamente nei posteggi autorizzati e disinfettare, dopo una passeggiata, calzature e indumenti.
Il problema non è soltanto la peste

Insomma, l’invito è alla prudenza e a segnalare carcasse qualora se ne incontrasse una. Tuttavia, gli episodi di Riano e di Prima Porta sono soltanto gli ultimi capitoli di una storia piuttosto lunga. Da tempo, specialmente in quel territorio, si registra una presenza consistente di cinghiali. Cercano cibo, acqua e riparo, partoriscono o addirittura allattano i propri cuccioli per strada, finendo per avvicinarsi sempre più spesso alle abitazioni e rappresentando un pericolo per la viabilità, soprattutto se consideriamo i numerosi incidenti stradali che potrebbero provocare.
Insomma, nell’Urbe pare che sia divenuta una cosa normale, eppure qualche accortezza che non implichi l’abbattimento di nessun animale forse andrebbe presa. Probabilmente delle recinzioni nei punti più esposti, una maggiore manutenzione delle aree verdi, dei sistemi per impedirne l’avvicinamento alle carreggiate o un monitoraggio delle popolazioni potrebbero rivelarsi di grande aiuto, perché se ormai hanno imparato a muoversi liberamente per le vie cittadine, bisognerà di certo trovare il modo per gestirne la presenza.


