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La città si svuota, case sotto osservazione: quando un post si trasforma in un invito per i ladri

Durante le vacanze aumenta il rischio di furti nelle case di Roma. Porte chiuse correttamente, impianti di sicurezza, collaborazione tra vicini e luci programmate possono ridurre i pericoli.

La città si svuota, case sotto osservazione: quando un post si trasforma in un invito per i ladri

Con l’esodo estivo aumentano le abitazioni lasciate vuote e cresce la paura dei furti negli appartamenti. Serrature, allarmi e vicinato possono aiutare, ma la prima difesa passa anche dalla prudenza sui social network.

Agosto porta i romani verso il mare e lascia interi pianerottoli nel silenzio. Per chi organizza furti in appartamento, però, una casa vuota non si riconosce soltanto dalle persiane abbassate o dalla posta accumulata. Oggi può bastare controllare un profilo social e scoprire che i proprietari sono appena arrivati in aeroporto, in spiaggia o dall’altra parte del mondo.

Il consiglio è semplice: evitare di pubblicare in tempo reale fotografie, localizzazioni e programmi di viaggio. Annunciare la partenza, mostrare il luogo delle vacanze o raccontare quanti giorni si resterà lontani equivale, in alcuni casi, a comunicare pubblicamente che l’abitazione è incustodita. Le immagini possono essere condivise al ritorno, quando non rappresentano più un’informazione utile per chi osserva gli spostamenti.

Furti in casa a Roma, i ladri studiano abitudini e serrature

Prima di entrare in azione, i malviventi possono effettuare sopralluoghi nei condomini, osservare gli orari dei residenti e controllare se una porta venga aperta regolarmente. Tra i sistemi di verifica vengono segnalati piccoli fili di colla, pezzetti di carta o altri marcatori sistemati tra lo stipite e il battente.

La porta d’ingresso rimane uno dei punti più delicati. Chiudere sempre con tutte le mandate, anche durante un’assenza breve, rende più complesso il tentativo di apertura. Porte blindate, cilindri di sicurezza aggiornati, inferriate, sensori e telecamere possono aumentare la protezione, senza tuttavia sostituire le normali precauzioni.

È utile evitare di conservare in casa grandi somme di denaro, gioielli o documenti importanti in luoghi prevedibili. Anche le chiavi non dovrebbero essere lasciate sotto zerbini, vasi o contatori, nascondigli conosciuti da chiunque abbia una minima esperienza.

Vicini, luci e social: la sicurezza comincia dalle abitudini

Una persona fidata può ritirare la posta, aprire occasionalmente le finestre e controllare che non vi siano segni sospetti. Le luci temporizzate e i sistemi domotici possono simulare la presenza degli abitanti, mentre la collaborazione tra vicini resta uno degli strumenti più efficaci per individuare rumori insoliti o sconosciuti sulle scale.

Nel frattempo la paura dei furti è diventata anche un fenomeno televisivo. Negli intervalli pubblicitari si sono moltiplicati quasi esponenzialmente gli spot dedicati agli impianti d’allarme domestici: villette osservate dallo smartphone, sirene che scattano e centrali operative pronte a intervenire. La sicurezza è ormai un genere pubblicitario, venduto insieme alla serenità familiare. Ma nessun dispositivo può compensare completamente un comportamento imprudente. Prima di proteggere la porta con la tecnologia, conviene evitare di lasciare aperta, sui social, una finestra digitale sui propri movimenti.