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Sesso chimico, è allarme nella Capitale: il piacere che può trasformarsi in dipendenza

Il chemsex non va raccontato come scandalo di costume. È una nuova frontiera delle dipendenze, dove sessualità e droghe sintetiche si intrecciano. E Roma farebbe bene ad accorgersene prima che l’emergenza esca definitivamente dalle camere da letto.

Sesso chimico, è allarme nella Capitale: il piacere che può trasformarsi in dipendenza

Droghe sintetiche utilizzate per disinibirsi e prolungare i rapporti, incontri organizzati attraverso app e chat, rischi di dipendenza e infezioni sessualmente trasmissibili. Nella Capitale il fenomeno comincia a preoccupare medici e operatori sanitari.

Il problema non è il sesso. E neppure ciò che liberamente fanno degli adulti consenzienti tra quattro mura. Il problema comincia quando al sesso si aggiunge un cocktail chimico capace di cancellare freni, stanchezza e percezione del rischio. È il chemsex, fenomeno ormai uscito dalla clandestinità delle definizioni specialistiche per diventare una questione di salute pubblica.

A Roma il tema è tornato prepotentemente alla ribalta anche dopo il recente caso di un docente universitario arrestato nella zona Marconi: nella sua abitazione, secondo la ricostruzione della polizia, venivano organizzati incontri attraverso chat, mentre nel frigorifero erano conservate metanfetamine e altre sostanze sintetiche.

Quando un rapporto ha bisogno della droga

Con chemsex si indica l’assunzione intenzionale di sostanze psicoattive per aumentare disinibizione, durata e intensità dei rapporti. Tra quelle maggiormente associate al fenomeno ci sono metanfetamina, mefedrone, GHB/GBL e nuovi catinoni sintetici.

Ed è qui che la festa può cambiare rapidamente faccia: uso compulsivo, perdita di controllo, disturbi psichici, problemi cardiovascolari e una maggiore esposizione a comportamenti sessuali a rischio.

Il pericolo è soprattutto non parlarne

Lo Spallanzani segnala da tempo la crescita delle infezioni sessualmente trasmissibili tra i più giovani e richiama l’attenzione anche sul chemsex. Nel Lazio, già nel 2023, oltre il 10% delle nuove diagnosi di HIV riguardava persone sotto i 25 anni, un dato che naturalmente non può essere attribuito al solo sesso chimico ma che conferma la necessità di investire sulla prevenzione.

Servono quindi test, informazione e servizi capaci di intercettare il problema prima che la ricerca di una notte senza limiti diventi l’impossibilità di vivere il sesso senza una sostanza.