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Villa Borghese, il Campidoglio rischia di doverla restituirla al Demanio

Il Comune di Roma rischia di dover restituire Villa Borghese al Demanio a causa di una diffida dell’associazione Amici di Villa Borghese, che contesta l’uso del parco per eventi privati a pagamento come i concerti di Claudio Baglioni e la manifestazione Vinoforum

Villa Borghese, il Campidoglio rischia di doverla restituirla al Demanio

Il Comune di Roma rischia di dover riconsegnare le chiavi di Villa Borghese allo Stato e di dover cancellare con effetto immediato l’intero palinsesto di eventi previsti nei prossimi mesi.

A far tremare gli uffici del Campidoglio è una durissima diffida formale presentata dall’associazione “Amici di Villa Borghese” e notificata al sindaco Roberto Gualtieri, al governatore del Lazio Francesco Rocca e al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il documento richiede la revoca in autotutela di tutte le autorizzazioni concesse per lo svolgimento di manifestazioni a pagamento all’interno della villa storica, preannunciando l’impugnazione al Tar e l’avvio dell’iter per la perdita della concessione comunale.

Tutti gli appuntamenti a rischio

La scure dei ricorsi rischia di travolgere appuntamenti già sold out e attesi da decine di migliaia di persone. Tra le manifestazioni in bilico compaiono le sette date evento di Claudio Baglioni previste tra ottobre e novembre per i suoi concerti d’addio, ma anche kermesse di grande richiamo come Vinoforum e l’allestimento natalizio di Christmas World.

La tesi sostenuta dai legali dell’associazione evidenzia come il parco debba restare per statuto a fruizione libera e gratuita per la cittadinanza. Nemmeno l’apposizione del vincolo di pubblico interesse promossa dall’assessorato all’Ambiente guidato da Sabrina Alfonsi verrebbe considerata valida per superare l’illegittimità dell’occupazione di suolo pubblico con biglietto d’ingresso.

Le norme storiche e le sentenze che regolano la concessione

L’ostacolo principale per il Comune è rappresentato da una blindatura legislativa che affonda le radici nella storia d’Italia. Il passaggio della villa al patrimonio comunale avvenne tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento a condizione che l’area non perdesse mai la sua destinazione di parco pubblico privo di aree interdette o a pagamento.

A confermare l’intoccabilità del vincolo esistono la sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo 1887, il Regio Decreto del 17 luglio 1903 e le successive conferme normative del decreto legge del 7 aprile 1994. La violazione di questi principi comporta come sanzione diretta la revoca della concessione perpetua e l’obbligo per Roma Capitale di restituire il parco al Demanio dello Stato.

Dagli uffici comunali fanno sapere che la situazione è attualmente al vaglio dell’avvocatura e degli assessorati competenti per esaminare i margini di manovra e scongiurare la cancellazione del calendario di eventi. Nel frattempo l’associazione prosegue l’azione di contrasto invitando anche i privati cittadini a inviare formali lettere di protesta agli organi amministrativi capitolini.