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Cronache
Test taroccati e aumento dei tumori. Bufera sulla discarica dei veleni

Non si placano le polemiche sulle falde acquifere permeate dai veleni della discarica di Bussi sul Tirino. Una bomba ecologica. La più grande d'Europa, che avrebbe contaminato 700 mila consumatori. La relazione dell'Istituto superiore della sanità (Iss) che per la prima volta, dal sequestro del sito avvenuto nel 2007, ha messo nero su bianco, in una relazione di 70 pagine, i veleni di Bussi,  sta scuotendo tutto l'Abruzzo ma non solo
 

I DOCUMENTI CHOC
"Predisposizione di analisi ad hoc senza esiti negativi", "reticoli aggiustati". Ci sono fogli di carta scritti a penna  che gettano nuove ombre nell'inchiesta sulla discarica più grande d'Europa. Materiale, secondo quanto riporta la Repubblica, sequestrato negli uffici dell'ex Montedison Ausiliari a Spinetta Marengo. Secondo la procura di Pescara i risultati di alcune analisi sull'inquinamento del polo chimico-industriale di Bussi sarebbero  state taroccate.

I TUMORI
"Nella zona di Bussi abbiamo rilevato una maggiore concentrazione di tumori urologici rispetto al resto dell'Abruzzo". A parlare con il Centro è Marco Lombardo, presidente della Lega italiana tumori (Lilt) di Pescara, e per molti anni direttore del dipartimento di Oncologia dell'ospedale pescarese. "L'incidenza di neoplasie alla vescica in quel territorio è sicuramente superiore al resto della regione", ha sottolineato Lombardo.

LE INDAGINI
e acque contaminate della discarica vengono messe in relazione con "la pericolosita' per la salute umana". Acqua di cui hanno usufruito cittadini e utenze sensibili come ospedali e scuole. Nel sito sono state interrate circa 250 mila tonnellate di rifiuti tossici e scarti industriali della produzione di cloro, soda, varechina, formaldeide, percolati, cloruro di vinile, tricloroetilene e cloruro di ammonio dell'ex Polo chimico Montecatini Edison. Il danno ambientale stimato e' di circa 8 miliardi e mezzo mentre per la bonifica occorreranno 600 milioni. Per il mega inquinamento sono sotto inchiesta 19 persone, quasi tutti ex amministratori della Montedison, accusati di avvelenamento delle acque. Il processo si sta svolgendo in Corte d'Assise a Chieti e la prossima udienza si terra' il 28 marzo.

La relazione, datata gennaio 2014, e' stata depositata proprio nel corso del processo dall'avvocatura dello Stato che difende il ministero dell'Ambiente, parte civile nel processo. Il documento, redatto da Riccardo Crebelli e Luca Lucentini, consulenti tecnici dell'avvocatura dello Stato, parte dalla definizione generale di "pericolista' della salute", illustra i dati di riferimento, mettendo insieme quelli dell'Arta, della forestale, di campioni prelevati dai pozzi Sant'Angelo, dalle fontane pubbliche di Torre de' Passeri e in corso Umberto a Pescara, poi a Chieti, a Tocco, a Castiglione e a Popoli. In un punto viene sottolineato come "La serie di azioni poste in essere nel sito industriale e nella mega discarica hanno pregiudicato tutti gli elementi fondamentali che presiedono e garantiscono la sicurezza delle acque, determinando cosi' un pericolo reale e concreto per la salute". La relazione, infine, punta il dito anche contro la mancata informazione: "La qualita' e la protezione della risorsa di origine e stata indiscutibilmente compromessa" e "del significativo rischio non e' stata data comunicazione ai consumatori che non sono stati in condizioni di conoscere la situazione ed effettuare scelte consapevoli".

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