Forestale e Penitenziaria sotto il ministero degli Interni: il passaggio è ormai scontato nell’ambito della riorganizzazione delle forze di Polizia. C’è chi ipotizza che la Guardia di Finanza possa finire con i Carabinieri ma il governo smentisce…
Se ne parla da qualche tempo, ma ora sembra che i tempi stiano davvero maturando per una riorganizzazione, o quantomeno una revisione, delle nostre forze di Polizia. Se in meglio o in peggio sarà il tempo a dirlo, ma certamente un cambiamento ci sarà. La fusione della Forestale con la Polizia di Stato è ormai scontata anche se c’è chi ipotizza, voce non confermata dal governo, che da cinque corpi di Polizia, escludendo dal conteggio le polizie locali e la Guardia Costiera, si possa passare a due, con Forestale e Penitenziaria sotto, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza con i Carabinieri. Provvedimenti che di certo faranno, e fanno già discutere. Anche se non tutto viene al momento confermato da fonti governative che, se ammettono il passaggio della Forestale sotto la direzione del Viminale, affermano che una riorganizzazione delle Fiamme Gialle non è all’ordine del giorno.
Chi vivrà vedrà, nel frattempo in ambienti sindacali delle forze di Polizia si rumoreggia. E c’è anche chi sostiene che esiste un rischio, vale a dire che il cambiamento complessivo sia eterodiretto o quantomeno influenzato da quanto starebbe per succedere a livello transnazionale e in particolare europeo. In particolare, c’è chi fa riferimento a competenze sempre più delegate a Eurogendfor, quella forza di polizia transnazionale europea partita da un progetto del 2003 e ratificata con il trattato di Velsen del 2010. Ne fanno parte Italia, Francia, Germania, Portogallo e Spagna con l’aggiunta in seguito di Romania e Polonia.
L’obiettivo originario di Eurogendfor, che ha la sede proprio in Italia (a Vicenza), è quello di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali fuori dai confini dell’Ue (tanto che le forze di Eurogendfor sono state utilizzate negli scorsi anni in Afghanistan e Haiti). C’è chi sostiene che il progetto, non si sa quanto futuribile, di Italia e Ue in generale sia quello di ampliare poteri e campo d’azione di un corpo di Polizia già dotato di ampia autonomia, visto che non è soggetto ai parlamenti nazionali ed europei ma solo ai governi.
