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Addio a Luisa Muraro: si spegne a 86 anni la storica figura del femminismo italiano

Autrice di saggi fondamentali e storica attivista, si è spenta alla vigilia del compleanno. Il ricordo affettuoso di colleghe, scrittrici e istituzioni

Addio a Luisa Muraro: si spegne a 86 anni la storica figura del femminismo italiano
Foto presa dal video Youtube ’21/11/2020 Pensare il presente – intervento di Luisa Muraro’ di Libreria delle donne di Milano

Lutto nel mondo della cultura: addio a Luisa Muraro, colonna del femminismo italiano

È deceduta all’età di 86 anni, che avrebbe festeggiato proprio domani, Luisa Muraro, figura chiave nella nascita della Libreria delle donne a Milano. Lascia in eredità una ricca produzione di volumi, saggi, contributi giornalistici, lezioni e conferenze.

Il cordoglio della Libreria delle Donne

Sulla pagina Facebook della Libreria delle Donne, sommersa da testimonianze di dolore e vicinanza, si legge: “Luisa era una maestra, lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all’Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita con altre alla comunità filosofica Diotima, per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei”.

Gli studi, l’insegnamento e i collettivi

Nata a Montecchio Maggiore il 14 giugno 1940, Muraro consegue il titolo in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano. Nel corso degli anni Settanta decide di dedicarsi all’insegnamento nella scuola dell’obbligo, prendendo parte con Elvio Fachinelli e Lea Melandri al progetto educativo antiautoritario de ‘L’erba voglio’. Nel 1975 dà vita, insieme a Lia Cigarini e ad altre compagne, alla Libreria delle Donne di Milano e partecipa alla stesura di ‘Non credere di avere dei diritti’ (1987). Lavora a lungo come docente di Filosofia presso l’Università di Verona, ateneo in cui nel 1984 fonda, con Adriana Cavarero, Anna Maria Piussi, Elvia Franco e altre studiose, il collettivo Diotima, tuttora impegnato nelle recherches di genere. Cura la traduzione in italiano dei testi fondamentali di Luce Irigaray, pensatrice e femminista belga.

I libri principali e l’ultimo saggio nel 2025

La sua vasta bibliografia comprende titoli come Maglia o uncinetto (1981), Guglielma e Maifreda. Storia di un’eresia femminista (1985), L’ordine simbolico della madre (1991), Il Dio delle donne (2003), Non è da tutti. L’indicibile fortuna di nascere donna (2011), Dio è violent (2012), fino al recente Esserci davvero, un dialogo con Clara Jourdan edito dalla Libreria delle Donne di Milano nel 2025.

Il ricordo delle attiviste e del mondo della cultura

Il mondo della cultura e della politica si è stretto intorno alla sua scomparsa. “Luisa è stata per molte e molti una fonte di orientamento, con il suo pensiero ci ha rese capaci di esserci davvero, di andare a fondo nel presente“, dichiara Laura Colombo sul portale della Libreria delle Donne. Anche Lea Melandri, altra storica esponente del movimento, rammenta che dopo il sodalizio degli anni ’70 “una divergenza sulle posizioni del femminismo” le ha “allontanate senza per questo interrompere un dialogo critico alla distanza. Il filo conduttore della lunga storia che abbiamo condiviso non è mai venuto meno”. Secondo l’autrice Chiara Valerio, i testi di Muraro le hanno “insegnato molte cose, la più importante di tutte, è che si può non essere d’accordo”.

L’omaggio delle istituzioni

Tanti anche i messaggi dalle istituzioni e dal mondo dell’arte. “Grazie per il pensiero della differenza” è l’omaggio di Piera Detassis, al vertice della Fondazione Accademia del Cinema Italiano. È stata “una delle teoriche e delle protagoniste, tra le più importanti del femminismo della ‘seconda ondata’ in Italia, in Europa e nel mondo“, sottolinea la parlamentare del Pd Valeria Valente. Infine Monica Romano, consigliera a Palazzo Marino e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, descrive Luisa Muraro come “una delle voci più autorevoli del pensiero della differenza sessuale in Italia, una donna che ha saputo trasformare la filosofia in pratica viva di relazione, libertà e autorità femminile”.

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