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Addio a Rosellina Archinto, la pioniera dell’editoria per l’infanzia

La fondatrice di Emme Edizioni e Babalibri si è spenta a 93 anni. Scoprì talenti come Munari e Luzzati, trasformando la letteratura per l’infanzia in arte

Addio a Rosellina Archinto, la pioniera dell’editoria per l’infanzia
Foto presa dal video YouTube ‘ Rosellina Archinto, l’editore che negli anni Sessanta ha cambiato l’editoria per l’infanzia’ del canale Piazza Levante

Morta l’editrice Rosellina Archinto: una vita tra intellettuali, arte e grandi classici

Lutto nel panorama culturale italiano: si è spenta a 93 anni, a Santa Margherita Ligure, Rosellina Archinto. Editrice visionaria e figura simbolo dell’editoria per l’infanzia, ha segnato per oltre sei decenni il mondo delle lettere nel Paese.

Nata a Genova nel 1933 come Rosellina Marconi, dopo la laurea in Economia alla Cattolica di Milano perfezionò la sua formazione negli Stati Uniti presso la Columbia University. Esperienza, quella americana, che ne plasmò l’intuito e la visione imprenditoriale. Il momento di svolta giunse nel 1963 con la nascita di Emme Edizioni, marchio con cui rivoluzionò la narrativa per i più piccoli, spazzando via il conformismo e il moralismo dell’epoca per fare spazio a volumi di alto pregio estetico. Sotto la sua guida lavorarono maestri dell’illustrazione e del disegno come Bruno Munari, Leo Lionni, Emanuele Luzzati, Enzo e Iela Mari, oltre a firme internazionali del calibro di Maurice Sendak e Tomi Ungerer.

Ceduto il primo marchio nei primi anni Ottanta per esigenze strutturali, fondò nel 1985 la Rosellina Archinto Editore, concentrandosi su epistolari e preziosi carteggi d’autore (da Thomas Mann a Marcel Proust, fino a Rainer Maria Rilke e Ludwig Wittgenstein). A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 diede vita alla rivista letteraria Leggere, mentre nel 1999 creò insieme alla figlia Francesca la casa editrice Babalibri, nata in sinergia con la francese L’école des loisirs. Nel 2015, all’età di 82 anni, con un gesto di puro amore per la professione, riacquistò lo storico marchio Archinto ceduto in precedenza al gruppo RCS, rivendicando con orgoglio la volontà di continuare a stampare opere in totale indipendenza.

Animatrice di un celebre salotto culturale a Milano, fu attivamente impegnata anche nella vita civica e politica del capoluogo lombardo: ricoprì il ruolo di consigliera comunale e presidente della Commissione Cultura per il Partito Repubblicano Italiano negli anni Novanta. Già vicepresidente della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova e giurata dei premi Strega e Bagutta, nel 2015 ricevette la prestigiosa onorificenza francese di Cavaliere della Legion d’Onore.

Sposata dal 1958 con Alberico Archinto, dal quale prese il cognome, è stata per quasi un quarantennio la compagna dell’industriale Leopoldo Pirelli. Lascia cinque figli e dieci nipoti.

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