Aereo caduto – Sulle Alpi francesi prosegue il mesto lavoro di recupero dei resti delle 150 vittime del disastro Germanwings, emergono nuovi particolari sul copilota 27enne che ha volontariamente diretto l’airbus contro le rocce. Il gesto fatale per 149 persone oltre a lui sarebbe stato ampiamente premeditato: quel giorno il giovane pilota doveva essere in malattia, ma ha nascosto il certificato medico. Era stato visitato l’ultima volta in ospedale il 10 marzo, ma non per “depressione”. Secondo la stampa tedesca il giovane si era appena lasciato con la fidanzata che avrebbe dovuto sposare l’anno prossimo. In più sono stati trovati indizi di una malattia psichica di Andreas Lubitz, che 6 anni fa negli Usa sarebbe stato giudicato ‘in parte non idoneo’ al volo, mentre un amico rivela che da un anno ‘non era più lo stesso’. Infine pare che il comandante chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio abbia fatto di tutto per sfondare la porta, addirittura utilizzando un’ascia.
L’AMICO – Secondo un amico, nell’ultimo anno le condizioni mentali di Andreas Lubitz erano peggiorate e si era sempre più chiuso in se stesso. A raccontarlo, a condizione di anonimato, è una persona che conobbe sei anni fa il 27enne e frequentò con lui un corso per pilotare alianti. Prima che Lubitz diventasse copilota a fine 2013, i due erano usciti spesso per andare al cinema o in locali notturni. Tuttavia, in due feste di compleanno cui entrambi hanno partecipato l’amico aveva notato che Lubitz si era chiuso in se stesso, tendeva a isolarsi e parlava molto poco. “Volare era la sua vita. Di solito era un amico tranquillo, ma nell’ultimo anno era peggiorato”, ha raccontato.
IL CERTIFICATO – La procura di Dusseldorf ha trovato nell’appartamento del copilota un certificato di malattia per il giorno della tragedia, riferisce lo Spiegel, aggiungendo che presumibilmente lo ha nascosto alla Germanwings. Inoltre sono stati trovati vari documenti medici che attestano un ‘trattamento’ in corso. Ma il giovane pilota avrebbe nascosto ai colleghi svariati certificati medici.
Secondo Bild, per l’Autorità federale al volo tedesca Andreas Lubitz necessitava di “particolari controlli medici da effettuare con regolarità” e la cartella di Lubitz indicava il codice SIC, specifico per tali casi, lo stesso annotato anche sulla sua licenza di volo.
Gli inquirenti hanno perquisito tanto la casa dei genitori a Montabaur, un’elegante cittadina a nord di Francoforte, che il suo appartamento all’ultimo piano di una palazzina residenziale di Dusseldorf, portando via un computer, un portatile e altri documenti. Il giovane, che aveva sofferto di una crisi depressiva nel 2009 e, secondo Bild, attraversava “una crisi di vita personale”, si divideva tra le due case, quella in cui vivono i benestanti genitori e un fratello minore, e l’elegante appartamento a Dusseldorf, che pare condividesse con una fidanzata.
VISITATO IL 10 MARZO – L’Ospedale universitario di Dussedorf ha reso noto che Lubitz era stato visitato in ospedale a febbraio e marzo, precisando che l’ultima visita risale al 10 marzo, due settimane prima dello schianto. L’ospedale ha inoltre aggiunto che il co-pilota si era recato lì per una “valutazione diagnostica”, senza aggiungere ulteriori dettagli per motivi di privacy. Tuttavia, rende noto la clinica, “non era in cura per depressione”.
NUOVE PERQUISIZIONI – Intanto la casa di Lubitz a Montabaur è stata di nuovo oggetto di una perquisizione della Procura di Duesseldorf. Dopo circa 40 minuti gli inquirenti sono usciti con un sacco di plastica blu pieno di reperti e una borsa.
OSSESSIONATO DALLE ALPI, LE SORVOLO’ IN ALIANTE – Il co-pilota dell’Airbus 320 finito contro una montagna nelle Alpi francesi, conosceva bene quei luoghi perché li aveva sorvolati con un aliante. “Aveva una passione per le Alpi, ne era perfino ossessionato”, ha spiegato a Le Parisien Dieter Wagner, membro del club di volo di Monatbaur, la città della quale era originario. Il presidente del club ha aggiunto di esser certo che Lubitz prese parte a un corso di volo con aliante nel club francese di Sisteron, gemellato con quello di Montabaur.
Nei tragici momenti prima del disatro il capitano del volo, chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio dal copilota suicida, ha tentato di forzare l’ingresso usando un’ascia. Il registratore di volo ha rivelato che il capitano, padre di due bambini, ha bussato ripetutamente alla porta e ha tentato di entrare nella cabina nei fatali minuti in cui l’aereo stava puntando verso il basso; e in quei minuti concitati ha tentato anche di abbattere la porta blindata della cabina con l’ascia. La notizia non è stata confermata dalla compagnia di volo, ma un portavoce di Germanwings ha effettivamente riconosciuto che a bordo c’era anche un’ascia, un arnese che “fa parte dell’apparecchiature di sicurezza di un A320”.
I dati del transponder mostrano che l’autopilota del volo 9525 della Germanwings è stato riprogrammato da qualcuno in cabina di pilotaggio in modo da modificare l’altitudine dell’aereo da 38.000 a 100 piedi. Lo riporta la Cnn online.
Andreas Lubitz, 28 anni, il co-pilota dell’Airbus 320 caduto in Francia
CHI ERA IL COPILOTA – Andreas Lubitz era originario di Montabaur (Renania-Palatinato). L’uomo aveva 27 anni. Abitava con i suoi genitori e aveva un pied-à-terre a Duesseldorf. Questo pomeriggio gli inquirenti hanno perquisito la sua abitazione. La Lufthansa, casa madre di Germanwings, ha reso noto questa mattina che il copilota era stato assunto da Germanwings “nel settembre 2013” e aveva alle spalle 630 ore di volo. (LEGGI LA SCHEDA COMPLETA). Il pilota invece aveva oltre 10 anni di esperienza e oltre 6.000 ore di volo sugli apparecchi Airbus, aveva indicato fin da martedì, giorno dell’incidente, la Germanwings. Sono arrivati in Francia i parenti di Andreas Lubitz.
LA NAZIONALITA’ DEI PASSEGGERI – A bordo dell’Airbus confermata la presenza di 144 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. La lista indicata da Germanwings comprende 72 tedeschi, 35 spagnoli e inoltre passeggeri con cittadinanza di Usa, Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Argentina, Iran, Venezuela, Colombia, Messico, Olanda, Giappone, Danimarca, Belgio e Israele.
SI CERCA LA SECONDA SCATOLA NERA – Sono intanto concentrate sulla seconda scatola nera, oltre che sul recupero delle vittime, le ricerche sul massiccio dei Trois-Eveches. In quota, prima che venissero sospesi i voli degli elicotteri a causa le maltempo, stavano operando una quarantina di uomini del Peloton D’Haute Montagne e una dozzina di esperti della polizia scientifica. Due gli elicotteri impiegati questa mattina. Nei giorni scorsi della seconda scatola nera, quella contenente i dati di volo, è stato trovato soltanto l’involucro.

