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Affari apre il dibattito: le reazioni dei lettori

Caro Direttore,
non sono su fb e non ci voglio andare; ma, tanto per memento
, se lo ricoda lei berlusconi quando era solo imprenditore e diceva: “meglio quando non c’e’ il governo, ci sono meno impedimenti, si fannno piu’ affari in fretta”. Ecco, appunto. Lei pensa che abbia cambiato idea?

Cordialmente.
Elisa Prato da Genova
 
Possibile che il matrimonio Berlusconi – Letta stia già per naufragare?

Dicono che i matrimoni entrano in crisi dopo sette anni, come è possibile che quello tra Silvio Berlusconi ed Enrico Letta stia già per naufragare? Dicono anche che tra moglie e marito (il marito dovrebbe essere il Cavaliere) non bisogna mettere il dito.

Eppure io credo che per mettere pace, un vecchio e saggio suocero possa intervenire. Secondo me, Giorgio Napolitano interverrà. Chiamerà la sposa, (Enrico Letta) ovviamente, perché non sta bene ricevere al Quirinale lo sposo pregiudicato, le dirà che per il bene del Paese conviene abbozzare, di non dar retta alle malelingue che vogliono mettere zizzania, che è un peccato mandare all’aria un matrimonio che lui stesso, il suocero, ha benedetto. Del resto, gli italiani si abituano a tutto, sono rassegnati a tutto, hanno cose ben più serie a cui pensare, e che il Governo cada o non cada li lascia del tutto indifferenti.

Sanno perfettamente che le cose non cambieranno mai, né per i ricchi né per i poveri. Resterebbero indifferenti, gli italiani, anche se al Cavaliere condannato, Napolitano concedesse la grazia: un po’ di proteste, un po’ di chiasso sui giornali, un po’ di prese in giro dall’estero, e nient’altro. Nient’altro.

Elisa Merlo

Gentilissimo direttore,
non le viene il dubbio che l’Italia abbia realizzato i suoi enormi progressi, dal dopoguerra ad oggi, non grazie alla politica ma nonostante la politica?
Secondo me di fronte ad un’eventuale nuova crisi di governo, a nuove elezioni, a qualsiasi cosa venga dal mondo politico,  la gran parte dei nostri concittadini, e (credo) anche i famosi e famigerati “mercati”, resterebbero bellamente indifferenti.
Vogliamo scommettere?
Un saluto, con stima e simpatia.
Ing. Francesco Bassi – Parma

 


Egregio Direttore,
quando gli Stati erano una cosa seria, esisteva la Ragion di Stato.
Serviva ad evitare condanne che sarebbero state un danno per il Paese o per la classe politica, ma non vi era differenza
Serviva a giustificare opportune bucce di banana sulle scale di casa o suicidi in cui la vittima, mancina, impugnava la pistola con la destra.
Oggi, parlare di Stato come di una cosa seria, vien da ridere.
E la magistratura cala il suo asso col muoia il mondo ma vinca la legge.
Se tutto andrà a catafascio, come pare, avremo la soddisfazione di vedere Berlusconi in galera ma, a tavola, potremo gustare un bel panino imbottito con una decina di fogli, magari firmati dalla Bocassini.
Sarò di gusti difficili ma, a quei fogli, preferisco qualche fetta di salame.
Cordialmente
Zicari Carmelo