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Cronache

La situazione dell'Alitalia e' drammatica ed entro pochissimi giorni potrebbe arrivare il "default": serve un socio che garantisca la continuita' aziendale, e al momento sembra essere Fintecna. E' quanto ha affermato il segretario generale della Filt, Franco Nasso, conversando con i giornalisti al termine dell'incontro con l'amministratore delegato dell'Alitalia, Gabriele Del Torchio.

"La situazione - sono parole del dirigente della Cgil - e' drammatica, e' confermato il rischio di discontinuita' aziendale. Quello che vorremmo evitare - ha sottolineato Nasso - e' il ricorso alla legge Marzano (leggi commissariamento, ndr) che sarebbe la distruzione dell'azienda". "L'Alitalia - ha riferito il segretario generale della Filt-Cgil - sta cercando disperatamente aiuto prima di precipitare, siamo all'emergenza e alle necessita' di sopravvivere: entro pochissimi giorni ci potrebbe essere il 'default' e serve un socio che garantisca la continuita' aziendale.

E l'unico soggetto in questo momento - secondo Nasso - puo' essere la Fintecna. Un eventuale intervento delle Ferrovie dello Stato, richiederebbe infatti piu' tempo e non sarebbe possibile nell'arco di 48 ore". Secondo Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil, "il governo e' a un bivio: o assicura la continuita' aziendale entro 48 ore e decidendo quale soggetto pubblico fare entrare o in alternativa accettare un fallimento pilotato da Parigi".

INTERVENTO DA 500 MILIONI  - Per uscire dalla crisi l'Alitalia punta a un piano da 500 milioni: un aumento di capitale di 300 milioni (50% da parte pubblica e l'altra meta' da parte degli attuali soci) e linee di credito da 200 milioni. E' quanto avrebbe detto l'amministratore delegato dell'aviolinea, Gabriele Del Torchio, nel corso dell'incontro con i sindacati."C'e' stato confermato - riferisce il segretario generale della Uil Trasporti, Claudio Tarlazzi - l'intenzione di un aumento di capitale di 300 milioni: 150 da parte di un soggetto pubblico e 150 da parte degli azionisti di cui 75 milioni da AirFrance". E se il gruppo franco-olandese non accettasse, avrebbe annunciato Del Torchio, "dovrebbero intervenire le banche". Le stesse banche dovrebbero poi concedere una linea di credito da 200 milioni. Secondo Tarlazzi, l'Alitalia intenderebbe convertire in azioni i 95 milioni del prestito concesso dai soci lo scorso febbraio. All'epoca il prestito richiesto era di 150 milioni ma ne sono stati sottoscritti solo 95, che ora l'Alitalia vorrebbe convertire il capitale di rischio.

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