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Cronache

Nadia Toffa, delle Iene, è tornata nella terra dei fuochi, tra Napoli e Caserta, dove la Camorra sversa rifiuti tossici e speciali inquinando terra, acqua e aria. E come se non bastasse emerge che a venire inquinati sono anche gli alimenti che su queste terre crescono. Nelle verdure, infatti, è stata rilevata la presenza di metalli pesanti molto superiore ai valori consentiti, in particolare di mercurio, arsenico, manganese e piombo, che ingeriti per lungo tempo in quantità elevate provocano tumori, morbo di parkinson, impotenza maschile e altri gravi malattie.

Il 22 ottobre il ministro dell'Interno e vicepremier, Angelino Alfano, si recherà in Campania con il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo. "L'osservatorio nazionale per la Terra dei fuochi, che abbiamo istituito di recente, sarà convocato a stretto giro", ha aggiunto il ministro De Girolamo, sottolineando che per quanto riguarda la Terra dei fuochi "dobbiamo intervenire in sinergia, con uno spirito di squadra". Motivo per il quale, ha proseguito De Girolamo, "oltre al ministro della Salute, che fa parte dell'osservatorio, intendiamo coinvolgere anche il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che vedra' i ministri dell'Interno, dell'Ambiente e della Salute prima di questa visita in programma per il 22 ottobre". "Sulla Terra dei fuochi - ha poi evidenziato De Girolamo - dobbiamo dare delle risposte molto forti, non solo di legalita' e di presidio, per evitare che si ripetano fatti come quelli avvenuti a Caivano o in altre realta', ma anche per progettare il futuro".

La visita del 22, ha concluso il ministro, sarà importante "anche perche' Alfano oltre ad essere ministro dell'Interno è vicepremier e quindi possiamo fare anche qualcosa in piu', e lo faremo d'accordo con il presidente Caldoro, con il quale abbiamo già fissato una riunione propedeutica al sopralluogo del 22".

Quella delle bonifiche di alcune zone della Campania, il 5% circa del territorio, e' una emergenza nazionale per la quale occorre una legge speciale. Il presidente della Regione Stefano Caldoro questa necessita' la ribadisce da qualche tempo e su questa idea ha incassato una apertura bipartisan dei parlamentari campani, da Francesco Nitto Palma a Enzo Amendola. E ora c'e' gia' una bozza alla quale si lavora. La legge e' costruita in coerenza al piano regionale di bonifiche e prevede azioni su aree contaminate, ex discariche o siti oggetto di illecito sversamento di rifiuti tossici nocivi e speciali o di stoccaggio, dopo un monitoraggio di tutte le matrici (aria, acqua, suolo e sottosuolo) che delimiti con chiarezza aree 'food' e di quelle 'no food'. La questione e' tutta incentrata su un potenziamento delle risorse economiche e professionali per far continuare l'attivita' della struttura commissariale per le bonifiche, allo stato competente sul Giuglianese e i cosiddetti laghetti di Castel Volturno. Oltre alla messa in sicurezza dei siti identificati, il testo su cui Caldoro e un gruppo di parlamentari ragiona prevede misure di contenimento degli inquinanti, un modello di bonifica funzionale al destino dell'area. Attenzione anche per i siti di stoccaggio e accumulo delle ecoballe in tutta la regione. Nella legge saranno previste misure concrete per una azione straordinaria di monitoraggio e screening epidemiologico, legate ad assistenza sanitaria specifica, anche di prevenzione, coinvolgendo i medici di base, Asl e Ircss, con visite specialistiche di controllo gratuite per i residenti nelle aree a rischio. Misure infine anche per la tutela dei prodotti, insistendo sulla tracciabilita' e monitoraggio secondo i protocolli dell'Istituto Superiore di Sanita' come gia' fatto dalla struttura commissariale nell'area di Giugliano. Previsti indennizzi per eventuali aziende danneggiate e incentivi per la riconversione al 'no food'. Centrale poi una banca dati comune tra ministero, Regione, Commissariato, Arpac, ISS, Asl, enti locali e istituti di ricerca pubblici e privati accreditati. Norme ad hoc per la 'Terra dei fuochi', con controlli e pene piu' dure per chi abbandona, sversa e incendia rifiuti. Le risorse potrebbero arrivare da programmazione esistente fondi Ue (circa 300/350 milioni) e futura (2014-20), ma anche da beni confiscati alla criminalita' campana, prevedendo che siano considerate fuori tetto del patto di stabilità.

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