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Cronache
Allarme tubercolosi, numeri in aumento. "Si rischia l'epidemia"

Medici Senza Frontiere ha lanciato un nuovo rapporto sulla diffusione tubercolosi resistente ai farmaci e il Manifesto "Curami, salvami", una petizione on line per chiedere urgenti miglioramenti nelle cure. Le firme raccolte verranno consegnate all'assemblea generale dell'Oms, a fine maggio, che dovrà discutere i prossimi passi nella risposta globale alla tubercolosi.

I DATI - Un terzo della popolazione mondiale, circa 2 miliardi di persone, è portatore della forma latente dell'infezione, e circa il 10% di loro sviluppa la malattia in forma attiva nell'arco della propria vita. Msf cura pazienti colpiti da tubercolosi in decine di paesi, come Armenia, Uzbekistan, Ucraina, India, Myanmar, Sud Africa, Swaziland, Lesotho. In Italia si contano ogni anno circa 7,5 nuovi casi ogni 100mila persone, soprattutto nelle grandi città, con il 25% dei casi tra Roma e Milano e la Lombardia tra le regioni più colpite. I casi riguardano al 50% italiani - per lo più anziani che hanno contratto la malattia latente da giovani ma la sviluppano ora per indebolimento delle difese immunitarie, terapie croniche o alimentazione carente - e al 50% immigrati - per lo più tra i 25-50 anni, che sviluppano la malattia soprattutto a causa di condizioni precarie di vita, scarsa alimentazione, stress.

L'ALLARME DEGLI ESPERTI - "La Tubercolosi, in termini quantitativi, è una malattia fortemente in crescita". L'allarme arriva dal professor Massimo Andreoni, Presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. "La globalizzazione, l’estrema facilità degli individui a viaggiare per il mondo, e l’immigrazione, comporta l’arrivo di persone da zone ad alta endemia, provoca un sempre maggiore aumento dei casi". Un nuovo allarme Tbc che arriva proprio mentre l’ex direttore generale del Policlinico Umberto I, e l'ex commissario straordinario Antonio Capparelli in questi giorni hanno ricevuto l'avviso di chiusura indagini per i fatti del 2012, quando vennero ricoverati nello stesso reparto di terapia intensiva pediatrica una paziente di 19 anni affetta da tubercolosi polmonare e due bambini con patologie minori. Uno dei due e la mamma dell'altro risultarono positivi al test della tubercolosi. Poco dopo si scoprì che anche una infermiera era rimasta contagiata. Si tratta di una malattia subdola, che può iniziare con una febbriciattola o con un piccolo dimagrimento, e che provoca una tosse spesso insistente, che persiste nonostante la cura di antibiotici. Ad avvenuto contagio i primi sintomi rivelatori sono disturbi respiratori, come una bronchite persistente. I soggetti più a rischio sono gli immunodepressi, ossia pazienti che consumano farmaci e cortisone. "L'RX del torace – continua il Prof. Andreoni - permette di fare una diagnosi per capire se si tratta o meno di tubercolosi. "Trattandosi di una malattia a trasmissione respiratoria – prosegue l’infettivologo - attraverso colpi di tosse e starnuti, la propagazione della malattia aumenta esponenzialmente laddove sono presenti gruppi e luoghi chiusi". Con il passare del tempo la tosse si intensifica sino a provocare espettorati anche emorragici.

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