A- A+
Cronache
Giustizia, per Gratteri l'ok del Cav. Ma Napolitano ha detto no al pm

twitter@LorenzoLamperti

Non solo Andrea Orlando. Silvio Berlusconi aveva dato il suo ok anche a Nicola Gratteri per la poltrona di ministro della Giustizia. Si dice che il pm anti 'ndrangheta avesse ricevuto conferme sulla sua nomina direttamente da Renzi prima della salita al Colle. Ma poi è arrivato il niet di Napolitano. "Niente magistrati", avrebbe detto il Capo dello Stato. Gratteri paga anche la sua contrarietà all'amnistia. Ecco che cosa è successo...

GRATTERI SI' - Il nome di Gratteri ministro della Giustizia era emerso nei giorni immediatamente precedenti alla consegna della lista di Renzi a Napolitano. Secondo varie fonti Renzi voleva fortemente un nome forte in via Arenula, capace di rappresentare quel desiderio di legalità molto spesso tralasciato da altri esecutivi. C'era stata l'idea Cantone, già inserito nei meccanismi romani dopo la sua nomina nel pool di contrasto alla criminalità organizzata istituito dal governo Letta. Ma Renzi voleva un nome più forte, in un certo senso popolare. Ecco perché è arrivata l'idea Gratteri. Magistrato calabrese, da anni impegnato nella lotta alla 'ndrangheta, Gratteri è anche conosciuto al grande pubblico per i suoi libri. Ultimo dei quali, "Acqua santissima", è stato pubblicato pochi mesi fa da Mondadori. Il suo duro impegno sul sistema giustizia è riconosciuto da tutti. Il nome di Gratteri era stato vagliato anche da Berlusconi, che non aveva posto il suo veto. Sì, il Cav avrebbe preferito un non magistrato (cosa che poi effettivamente è avvenuta), ma Gratteri non era considerato un nemico. Il pm calabrese, infatti, non è per niente politicizzato. Non è iscritto a nessuna corrente interna alla magistratura. In secondo luogo, Berlusconi si ricorda ancora i complimenti a lui indirizzati per la lotta alla mafia. "Meglio il governo Berlusconi che il governo Prodi", aveva detto a tal proposito Gratteri. Senza contare il rapporto professionale di Gratteri con Mondadori, elogiata dal pm come un "esempio tangibile di liberalismo".

GRATTERI NO - Insomma, tutto a posto. O almeno pareva. I bene informati sostengono che prima di salire al Colle sia stato lo stesso Renzi a tranquillizzare Gratteri: "Fai parte della squadra", avrebbe detto il neo premier al  pm via telefono poco prima di salire al Colle. Poi però è cambia tutto. La "consegna" della lista è divenuta più una "discussione", tanto che l'incontro Renzi-Napolitano è durato quasi tre ore. E pare che tra i motivi del prolungamento dell'incontro ci sia stato proprio il nodo giustizia. Napolitano si sarebbe opposto a Gratteri, considerato un nome non in grado di creare quella "conciliazione" tanto cara al Presidente della Repubblica. "Non un magistrato in via Arenula", il succo del pensiero del Colle. Non importa che Gratteri avesse già in mente come riformare i tempi della giustizia italiana e in particolare come modernizzarla e informatizzarla. Con un magistrato ministro della Giustizia chi li avrebbe sentiti più gli avvocati? Proprio quegli avvocati in piazza a manifestare negli scorsi giorni... E allora niente Gratteri che, tra le altre cose, avrebbe pagato anche la sua posizione contraria ad amnistia e indulto. Lui preferiva l'apertura e il potenziamento delle strutture penitenziarie e, dopo l'appello di Napolitano dello scorso autunno, commentò: "Amnistia e indulto? Grave messaggio, non sono assolutamente una soluzione". Ecco perché sarebbe arrivato lo stop. Stop all'ultimo secondo come si dice ora oppure stop in partenza? Gratteri è stato una possibilità concreta o solo una suggestione? La cosa certa è che non si siederà sulla poltrona di via Arenula...

Tags:
gratteriberlusconi
in evidenza
Casaleggio-Sabatini, che coppia Mano nella mano in dolce attesa

Paparazzati in un hotel di lusso

Casaleggio-Sabatini, che coppia
Mano nella mano in dolce attesa

i più visti
in vetrina
Meteo, il maltempo spacca l’Italia tra temporali e super caldo

Meteo, il maltempo spacca l’Italia tra temporali e super caldo





casa, immobiliare
motori
Renault: restyling per Megane berlina ora disponibile anche Plug-in Hybrid

Renault: restyling per Megane berlina ora disponibile anche Plug-in Hybrid


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.