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Cronache
Anticorpi monoclonali, anche in Italia la cura ora è realtà: ok dall’Aifa

ANTICORPI MONOCLONALI COME CURA: ECCO QUALI SONO QUELLI PIU' AVANTI

Sono circa una quindicina i gruppi di ricerca che in tutto il mondo stanno lavorando allo sviluppo di anticorpi monoclonali efficaci contro il Covid-19. Ma solo pochi hanno raggiunto una fase più o meno avanzata e due in particolare, il cocktail della Regeneron e il farmaco di Eli Lilly, sono gli unici in commercio. La Commissione tecnico scientifica dell'Aifa ha dato il via libera agli anticorpi monoclonali in Italia. Quelli approvati per la cura del Covid sono proprio Regeneron e Eli Lilly. La Cts dell'Aifa ha previsto limitazioni in linea con quelle del Canada e dell'Fda negli Stati Uniti: i farmaci sono destinati a pazienti in fase precoce con alto rischio di evoluzione.

- Regen-Cov: è il cocktail di anticorpi monoclonali usati anche da Donald Trump. Prodotto dal colosso americano Regeneron, ha ottenuto la concessione per l'uso in emergenza dall'ente americano per il controllo sui farmaci, la Food and Drug Administration (FDA). Basato sugli anticorpi casirivimab e imdevimab, uno è stato isolato in un paziente di Singapore e un altro è stato ottenuto in laboratorio inserendo la proteina spike del coronavirus nell'organismo di un topo modificato genericamente per fornirgli un sistema immunitario umano. I dati indicano che è in grado di ridurre la carica virale in modo significativo. Stando a quanto recentemente reso noto dall'azienda, Regen-Cov sarebbe in grado anche di ridurre il 50 per cento il rischio di contrare l'infezione. Questo ha aperto alla possibilità di usare questo cocktail come "vaccino passivo", in attesa di una maggiore disponibilità dei vaccini antiCovid. Inoltre, i dati indicano che il farmaco può allo stesso tempo ridurre la carica virale dei soggetti infetti.

- Bamlanivimab: e' l'anticorpo monoclonale autorizzato per l'uso di emergenza come trattamento per i pazienti ad alto rischio, con Covid-19 da lieve a moderato, negli Stati Uniti e in altri paesi nel mondo.
Prodotto da Eli Lilly and Company, gli studi mostrano un'efficacia del 72 per cento nel ridurre il rischio di ospedalizzazione per i pazienti con sintomatologia moderata. Inoltre, uno studio condotto insieme ai National Institutes of Health (NIH) negli Usa suggerisce che il farmaco potrebbe prevenire circa l'80 per cento dei casi Covid-19 tra i residenti e il personale delle case di cura, riducendo i rischi di infezione tra il personale e gli anziani.

 - Bamlanivimab ed etesevimab: e' la combinazione di anticorpi targata Eli Lilly che gli studi indicano essere in grado di ridurre il rischio di ricovero e morte per Covid-19 del 70 per cento. Bamlanivimab ed etesevimab sono stati testati in pazienti ad alto rischio con recente diagnosi di Covid-19. Dai risultati emerge che sono anche in grado di ridurre la carica virale e accelerare la risoluzione dei sintomi.

- AZD7442: e' una combinazione di anticorpi monoclonali a lunga durata d'azione (Long Acting AntiBody, LAAB) che imitano gli anticorpi naturali e hanno il potenziale per trattare e prevenire la progressione della malattia in pazienti potenzialmente infettati dal virus. Prodotta da Astrazeneca, la stessa casa farmaceutica che ha sviluppato insieme all'Universita' di Oxford il vaccino anti-Covid, puo' essere usato come intervento preventivo in ambienti pericolosi come comunita', ospedali, case di riposo, studentati perche' il vantaggio e' che ti da' anticorpi immediati. E' ancora in fase di studio e si spera possa essere disponibile tra marzo e aprile prossimi.

- Toscana Life Sciences: nel suo Monoclonal Antibody Discovery Lab a Siena, i ricercatori stanno lavorando sotto la supervisione di Rino Rappuoli. Nei laboratori di Siena sono stati selezionati anticorpi di persone guarite dalla malattia provocata dal coronavirus. I ricercatori hanno poi isolato quello piu' potente sulla base del quale e' stato creato il farmaco che, si stima, possa entrare in commercio la primavera prossima.

Allo studio ci sono molti altri anticorpi monoclonali, come quelli di nuova generazione a cui sta lavorando il genetista Giuseppe Novelli in collaborazione con l'Universita' di Toronto, che hanno la capacita' di impedire al nuovo coronavirus di entrare nella cellula e infettarla. I test in laboratorio sono molto promettenti.Poi c'e' allo studio il VIR-7831 di Vir Biotechnology e GlaxoSmithKline, per il trattamento iniziale dei pazienti ad elevato rischio di ospedalizzazione; e l'anticorpo monoclonale anakinra dell'azienda svedese Sobi che a bloccare a tempesta di citochine responsabili degli esiti gravi di Covid-19.

 

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