Monta la bufera dopo che ieri i carabinieri del Ros hanno eseguito a Roma e Milano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro indagati per corruzione, induzione indebita, turbata liberta’ degli incanti,ed altri reati contro la pubblica amministrazione.
Tra gli arrestati Ercole Incalza, dirigente di spicco del ministero dei Lavori pubblici. Per 14 anni è stato il supermanager delle Infrastrutture. Dopo essere entrato in carica nel 2001 sotto il governo Berlusconi è passato per sette diversi governi restando sempre in sella: da Prodi al nuovo Berlusconi, da Monti a Letta fino a Renzi. Ora è finito in carcere.
Uno degli imprenditori arrestati, scrive Repubblica, vive a Firenze ed è titolare di una società di ingegneria impegnata in alcuni grandi lavori, come Tav Firenze, City Life e Fiera Milano, Metro 5 Milano, Fiera di Roma, Autostrada Salerno-Reggio Calabria. L’inchiesta nasce dagli appalti per l’Alta velocità nel nodo fiorentino e per il sotto-attraversamento della città. Da lì l’inchiesta si è allargata a tutte le più importanti tratte dell’Alta velocità del centro-nord Italia ed a una lunga serie di appalti relativi ad altri Grandi Opere, compresi alcuni relativi all’Expo.
L’ORDINANZA – “Dal complesso delle indagini e’ emerso uno strettissimo legame tra Ercole Incalza e il ministro Maurizio Lupi”. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Angelo Antonio Pezzuti nell’inchiesta “Sistema” che ha portato in carcere lo stesso Incalza e l’imprenditore Stefano Perotti. Tale relazione, secondo il Gip, “ha sicuramente contribuito, da ultimo, all’affermazione del potere di Ercole Incalza nei rapporti con i dirigenti delle imprese e anche con altri soggetti istituzionali” mentre Incalza “ha aiutato il ministro Lupi nello svolgimento della sua attivita’ istituzionale e in quella politica, cosi’ come quest’ultimo e’ spesso intervenuto in suo favore prendendone le difese”.
L’ordinanza riporta una telefonata del 28 dicembre 2013 tra Lupi e Incalza in cui, in vista di una intervista che il ministro deve rilasciare al “Corriere della Sera”, i due fanno un quadro sullo stato di avanzamento di varie infrastrutture in via di realizzazione. “Inoltre il legame tra Ercole Incalza e Maurizio Lupi e in generale con il Nuovo Centro Destra – scrive il Gip – risulta evidente nel messaggio e nella telefonata che il primo ha con una tal Daniela che adopera un telefono intestato al Ministero delle Infrastrutture nel corso dei quali Ercole Incalza afferma di aver trascorso la notte a redigere il programma di governo che l’Ncd avrebbe dovuto presentare e di essere in attesa del benestare di Angelino Alfano e di Maurizio Lupi”. Inoltre “conferma del legame tra Incalza e Lupi emerge dalla telefonata intercorsa tra i due il 17 febbraio 2014. Nel corso della stessa infatti, il secondo si lamenta con il primo per essere stato da lui “abbandonato” e quest’ultimo contesta tale affermazione dicendogli di aver scritto anche il programma”. Dall’altro lato, scrive il Gip, dall’esame della telefonata del primo luglio 2014 intercorsa tra Antonio Incalza (figlio di Ercole, ndr) e Sandro Pacella “emerge che la difesa di Ercole Incalza effettuata dal ministro Lupi in sede di interrogazione parlamentare sia stata scritta dal difensore di fiducia di Ercole Incalza, avvocato Titta Madia”. Pacella, al figlio di Incalza, secondo la trascrizione dell’intercettazione, dice: “… no e’ andata… ha letto quello che ha scritto Titta e lui…”.
LA DIFESA DI LUPI – “Sto soffrendo per mio figlio. Quel Rolex non l’avrei preso. Dimettermi? E perche’?”. Cosi’ in una intervista alla Repubblica il Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi torna sul caso delle tangenti sulle grandi opere che ha condotto all’arresto di Ercole Incalza e di altri tre. “No, le dimissioni no – spiega – anche se per la prima volta, vedendo tirato in ballo ingiustamente mio figlio, mi sono chiesto se il gioco valga la candela. Se fare politica significhi far pagare questo sacrificio alle persone che ami. Provo soprattutto l’amarezza di un padre nel vedere sbattuto il proprio figlio in prima pagina come un mostro senza colpa”.
