Affaritaliani ripercorre le tappe della vicenda di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale CAN: cosa è successo?
Il caos nel mondo arbitrale resta sospeso tra inchiesta, atti da chiarire e ricostruzioni ancora parziali. Oggi Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso e indagato nell’inchiesta della Procura di Milano, è stato ascoltato per circa quattro ore dal pm Maurizio Ascione. Al centro dell’interrogatorio, secondo quanto emerso, l’episodio di Salernitana-Modena. Gianluca Rocchi, invece, non si è presentato.
Se tutto questo abbia inciso o meno sui campionati, e in che misura, spetterà eventualmente alla giustizia sportiva e ordinaria stabilirlo. Il caso di cronaca odierna, però, ha riaperto un tema già emerso in diverse ricostruzioni degli ultimi anni: tensioni interne al mondo arbitrale, gestione delle carriere, rapporti con i vertici tecnici, segnalazioni su presunte preferenze e vicende finite prima davanti agli organi federali e poi nel dibattito pubblico.
Affaritaliani prosegue il racconto della vicenda di Pasquale De Meo, ex assistente arbitrale CAN. Un caso che oggi, alla luce della denuncia dell’ex assistente Domenico Rocca, torna di attualità.
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Va sottolineato che la vicenda fu esaminata dalla Procura Federale e archiviata, non essendo emerse, allo stato, fattispecie di rilievo disciplinare. Gli atti non ribaltano quell’archiviazione, ma consentono di ricostruire le segnalazioni presentate da De Meo e il clima interno che l’ex assistente racconta di aver vissuto.
Nel primo capitolo abbiamo ricostruito il cuore della vicenda: Milan-Empoli del 7 aprile 2023, lo spogliatoio di San Siro, le frasi attribuite all’osservatore Claudio Puglisi, il messaggio di Daniele Orsato, la mail di De Meo a Domenico Celi con Gianluca Rocchi in copia e le relazioni degli altri presenti.
Ora il racconto si allarga: prima e dopo Milan-Empoli ci sono altri episodi che De Meo inserisce nello stesso clima. Il caso NCC dell’ottobre 2022, la cena di Verona con Paolo Valeri, il messaggio a Rocchi del 14 febbraio 2023 e, soprattutto, il faccia a faccia di Coverciano con la Commissione CAN.
Il curioso precedente del servizio NCC
Prima ancora di Milan-Empoli, De Meo richiama un episodio legato all’utilizzo di un servizio NCC. Secondo la sua ricostruzione, dopo essersi servito di un autista privato in occasione di Cremonese-Napoli del 9 ottobre 2022, avrebbe subito una sospensione/penalizzazione tecnica di due mesi.
Il punto, per De Meo, non era l’uso dell’NCC in sé, ma il diverso metro di giudizio: a suo dire, altri appartenenti alla CAN si sarebbero trovati in situazioni simili senza subire lo stesso trattamento.
La Procura Federale, però, darà una lettura diversa. Nel provvedimento di archiviazione si legge che quella sospensione rientrava nelle prerogative del Responsabile CAN.
De Meo richiama anche un altro episodio, legato a Milan-Juventus dell’8 ottobre 2022: secondo la sua ricostruzione, un altro collega avrebbe utilizzato lo stesso servizio NCC senza subire conseguenze. È qui che l’ex assistente vede il diverso metro di giudizio. La Procura Federale, però, distinguerà i due casi: per Milan-Juventus il ricorso all’NCC sarebbe stato autorizzato da Rocchi perché non era stato possibile trovare un taxi in tempo utile per raggiungere San Siro.
Non è ancora Milan-Empoli, ma nella sua ricostruzione è uno dei precedenti che aiutano a spiegare il clima dei mesi successivi.


La cena al ristorante di Verona prima di Hellas-Salernitana
Il secondo fatto importante arriva il 12 febbraio 2023, alla vigilia di Hellas Verona-Salernitana. De Meo partecipa a una cena a Verona. In quella occasione, secondo quanto scriverà poi alla Procura Federale e ai vertici AIA, Paolo Valeri gli avrebbe rivolto frasi dure, collegandolo alla precedente governance AIA e alla sua presunta vicinanza all’area di Alfredo Trentalange.
De Meo descrive quell’episodio come un momento di forte pressione. Secondo la sua ricostruzione, Valeri, rivolgendosi a lui, avrebbe usato toni duri e provocatori e avrebbe citato diversi nomi del mondo arbitrale e associativo.
Anche questo episodio finirà poi nella valutazione della Procura Federale. E anche qui la lettura finale sarà diversa da quella di De Meo: la Procura riterrà che ci sia stata una discussione, ma con toni rimasti nel limite della continenza.
A sostegno di questa lettura, verranno richiamate le dichiarazioni di Abisso, che non ricorderà toni aggressivi o provocatori e parlerà di uno scambio durato pochi minuti, con il resto della cena proseguito in modo conviviale. Per De Meo, la cena di Verona è uno dei precedenti che aiutano a spiegare il clima vissuto nei mesi successivi: prima la segnalazione su Milan-Empoli, poi il confronto con la Commissione CAN a Coverciano.


Il messaggio a Rocchi del 14 febbraio
Il giorno dopo la partita tra Verona e Salernitana, 14 febbraio 2023, De Meo scrive a Gianluca Rocchi su WhatsApp. Il messaggio, visibile negli allegati, vede De Meo chiedere di parlare “in merito a una situazione” verificatasi con una persona con cui era stato a cena per la gara di Verona.
De Meo chiede a Rocchi quando possa sentirlo, specificando di voler parlare con calma. Dagli screenshot della chat in possesso di Affaritaliani si vede il messaggio inviato da De Meo il 14 febbraio, ma non compare alcuna risposta scritta di Rocchi.
Secondo la ricostruzione di De Meo, dopo quel messaggio ci sarebbe stata una telefonata con Rocchi, durante la quale l’ex assistente avrebbe rappresentato il proprio smarrimento e la propria amarezza per quanto accaduto a Verona. È un dettaglio importante perché, nella lettura dell’ex assistente, il caso Verona non sarebbe rimasto confinato alla cena. Sarebbe stato segnalato tempestivamente al responsabile CAN, senza però avere, secondo De Meo, un seguito concreto o formale.
Dopo Milan-Empoli, la chat con Rocchi
Passano quasi due mesi. Arriva Milan-Empoli, il 7 aprile 2023. De Meo segnala le frasi pronunciate nello spogliatoio dall’osservatore Claudio Puglisi. Seguono il messaggio di Orsato, la chiamata di Celi, la mail dell’11 aprile e le relazioni degli altri presenti.
A quel punto De Meo cerca anche Rocchi. Il 12 aprile gli scrive chiedendo di potergli parlare dopo le 13:15, perché impegnato al lavoro. Rocchi risponde che quel giorno non può e che ne parleranno al raduno.
Il 13 aprile, alle 22:12, Rocchi scrive a De Meo che si vedranno la mattina seguente dopo l’allenamento. Due minuti dopo, alle 22:14, De Meo accetta, ma aggiunge una richiesta precisa: chiede che il colloquio avvenga con tutta la Commissione presente. Rocchi risponde subito: “Sì sì, figurati”.
È il passaggio che prepara il confronto di Coverciano. De Meo non vuole un confronto informale, non vuole un colloquio a due. Chiede che ci sia la Commissione. Vuole che la vicenda venga affrontata davanti a tutti.
Coverciano, 14 aprile: il faccia a faccia con la Commissione CAN
Il raduno si svolge il 14 aprile 2023, al Centro tecnico federale di Coverciano, durante un raduno tecnico-atletico. Secondo la relazione che De Meo invierà successivamente, l’incontro inizia intorno alle 12:25 e dura circa mezz’ora. Presenti, nella ricostruzione dell’ex assistente, Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni, Gabriele Gava, Elenito Di Liberatore e Lorenzo Manganelli.
La relazione di De Meo racconta un colloquio molto teso. Il primo a intervenire è Rocchi. Secondo l’ex assistente, il responsabile CAN gli contesta soprattutto una cosa: non aver informato lui per primo su quanto accaduto dopo Milan-Empoli. Rocchi, nella versione di De Meo, gli rimprovera di essersi rivolto prima ad altri soggetti interni, tra cui Manganelli e Baglioni, e presenta la vicenda come un fatto grave per il gruppo arbitrale.
De Meo risponde di aver agito secondo coscienza e nel rispetto delle regole associative. Spiega di aver segnalato quello che riteneva doveroso segnalare e di non aver voluto aggirare nessuno. Ma il confronto, secondo la sua versione, si irrigidisce.
Nella relazione, De Meo attribuisce ad Andrea Gervasoni un atteggiamento particolarmente duro: voce alta, vicinanza fisica, toni percepiti come aggressivi. Manganelli, sempre secondo il racconto dell’ex assistente, sarebbe intervenuto per riportare calma.
Il confronto prosegue con altri interventi. De Meo racconta di essersi sentito incalzato, isolato, messo sotto accusa non tanto per il merito della segnalazione, ma per il fatto stesso di averla fatta e di aver coinvolto interlocutori diversi da Rocchi.
È qui che la vicenda, nella sua lettura, cambia natura: non più soltanto il caso dello spogliatoio di Milan-Empoli, ma una questione di rapporti interni, gerarchie, gestione tecnica e libertà di segnalare comportamenti ritenuti scorretti.
Anche questo passaggio verrà poi valutato dalla Procura Federale. Il procedimento riconoscerà la veridicità degli episodi denunciati da De Meo, ma riterrà che i comportamenti esaminati non fossero sufficienti, allo stato, a giustificare un’azione disciplinare.






La richiesta di incontro del 14 aprile sera
La sera del 14 aprile 2023, alle 22:33, De Meo invia una nuova comunicazione formale. L’oggetto è una richiesta di incontro-colloquio. Il messaggio è indirizzato all’AIA: presidente, vicepresidente e Comitato Nazionale. De Meo chiede un incontro personale diretto per affrontare quella che definisce una situazione delicata, prima di tutto sul piano umano e personale, oltre che tecnico e associativo.
Nella richiesta, l’ex assistente scrive che il colloquio di Coverciano gli avrebbe fatto emergere elementi di ingiustizia, iniquità, mancata imparzialità e disparità di trattamento. De Meo non si limita a raccontare verbalmente un disagio, ma lo formalizza ancora una volta per iscritto.
Per De Meo, tutto questo compone il quadro di un clima interno deteriorato. Per la Procura Federale, che esaminerà successivamente gli atti, quei fatti non supereranno la soglia disciplinare.
Ma le carte mostrano comunque che, già nell’aprile 2023, De Meo aveva messo per iscritto un quadro di tensioni profonde: rapporti personali deteriorati, accuse incrociate, sospetti di disparità di trattamento e una gestione interna sempre più difficile da tenere fuori dal dibattito pubblico.
Il prossimo passaggio sarà quello istituzionale: le comunicazioni del 14 aprile, la trasmissione della segnalazione alla Procura Federale, l’iscrizione del procedimento e le audizioni che porteranno poi all’archiviazione.

