Dopo decine di virus para-influenzali che hanno messo già a letto con la febbre centinaia di migliaia di italiani, ora è la volta dell’influenza “vera” che è entrata ufficialmente in Italia, come sempre accade, dal Nord e che si stima possa colpire dai 3 ai 5 milioni di italiani.
Il Centro Nazionale per l’Influenza dell’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato il primo l’isolamento di virus influenzale della stagione 2013-2014, avvenuto presso il laboratorio dell’Università degli studi di Trieste: si tratta di una bambina di 4 anni, non vaccinata.
Del resto sono stati già 220mila gli italiani colpiti dai virus pre-influenzali durante tutto novembre. La scorsa settimana si sono messe a letto con febbre e dolori articolari 56mila persone. Il livello di incidenza totale, pari a 0,94 casi per mille assistiti, è ancora ai livelli di base, ma sta salendo: la settimana precedente era pari a 0,78. I piu’ colpiti sono i bambini: nela fascia 0-4 anni l’incidenza e’ pari a 3,07 casi per mille. Mentre nella fascia 5-14 anni e’ pari a 1,30 casi per mille. Scende di molto tra i 15-64enni (0,81 casi per mille) e soprattutto negli over 65 (0,38).
Un nuovo test rapido per l’influenza messo a punto dall’Universita’ di East Anglia riesce a fornire una diagnosi entro 30 minuti, distinguendo anche quale ceppo influenzale e’ coinvolto nell’infezione. Il dispositivo, descritto su Organic & Biomolecular Chemistry, e’ al momento in fase di prototipo, e gli ideatori sono alla ricerca di un partner industriale per il lancio. Il dispositivo contiene una soluzione che si colora in maniera diversa a seconda della presenza o meno del ceppo, e sfrutta il principio secondo cui il 90 per cento degli agenti infettivi utilizza i carboidrati come ‘chiave’ per entrare nel corpo. Il sensore realizzato e’ una sospensione di diversi zuccheri legati a nanoparticelle d’oro. Se il virus e’ presente si attacca allo zucchero, facendo in modo che le nanoparticelle si uniscano tra di loro e facendo cambiare colore alla soluzione in una quantita’ visibile ad occhio nudo. “Lo stesso principio – spiega Rob Field, uno degli ideatori – puo’ essere usato ogni volta che e’ necessario trovare rapidamente un agente patogeno, dai ‘superbatteri’ negli ospedali alle minacce del bioterrorismo, e noi abbiamo gia’ realizzato anche un sensore in grado di determinare la presenza del colera nelle acque contaminate. Questa tecnica – conclude – e’ molto piu’ veloce di ogni altra presente sul mercato in questo momento, e siamo alla ricerca di un partner industriale per sviluppare il progetto”. (AGI) .
A Trieste è stato isolato il primo virus influenzale della stagione, il virus A/H3N2/Texas simile a uno dei tre ceppi contenuti nel vaccino influenzale attualmente in uso. “Si tratta del principale dei tre virus attesi quest’inverno” – rende noto il prof. Fabrizio Pregliasco, virologo presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano. “Questo riscontro conferma le previsioni dell’inizio della stagione sia per quanto riguarda la dimensione dell’epidemia, prevista di intensità media con circa 4 milioni di casi complessivi che per la tempistica di presentazione” chiarisce il prof. Pregliasco. “Dal primo isolamento passano 4 o 5 settimane, con molta probabilità, il picco influenzale si raggiungerà durante le prossime festività natalizie. E’ importante ricordare che si è ancora in tempo per eseguire la vaccinazione che permette una protezione fin dal decimo giorno dall’esecuzione” – ribadisce il prof. Pregliasco.
