Massimo Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio è accusato di “omicidio con l’aggravante di aver agito con crudeltà”. I carabinieri: “Il dna sul corpo della ragazzina è suo”. Il questore: si indaga per accertare se Bossetti abbia agito da solo. Ma da lui nessuna ammissione
“Gli accertamenti da svolgere hanno tempi sicuramente piu’ lunghi” di quelli auspicati dalla stampa. E’ quanto ha tenuto a chiarire il questore di Bergamo, Fortunato Finolli, nel corso di un incontro coi giornalisti sul fermo di Massimo Giuseppe Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio. “I casi vengono chiusi quando c’e’ sentenza definitiva”, ha risposto Finolli, incalzato dai cronisti. “Dobbiamo svolgere una serie di accertamenti – ha proseguito – dobbiamo attualizzare la presenza della persona a quattro anni fa”.
LA MORTE – La morte di Yara Gambirasio e’ “da ricondurre agli effetti concausali dell’ipotermia e delle lesioni da arma bianca e contusiva” (“tre colpi al capo” e “plurime coltellate in diverse regioni del corpo: gola, torace, schiena, polsi e arti”. E’ quanto si legge nel decreto di fermo emesso a carico di Bossetti.
Gli indizi contro Bossetti – Nel provvedimento di fermo vengono catalogati fra gli indizi anche le “polveri riconducibili a calce” che erano stati trovati nei polmoni di Yara Gambirasio e riconducono al lavoro di muratore di Massimo Giuseppe Bossetti. Tra il dna di Bossetti e quello ritrovato sugli slip di Yara vi e’ “sostanziale e assoluta certezza di compatibilita’”, scrive il pm Letizia Ruggeri nel provvedimento di fermo a carico del muratore di Mapello. Nel capo d’imputazione a suo carico, in cui si contesta l’omicidio con l’aggravante delle sevizie, il pm sottolinea infatti come la ragazza sia stata colpita “con tre colpi al capo e con plurime coltellate” in diverse parti del corpo prima di essere abbandonata “agonizzante in un campo isolato”. Il presunta omicida, che prima ha negato ogni responsabilita’ e poi si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere, ha trascorso la sua prima notte in carcere. Entro breve dovra’ essere sentito dal gip per la convalida dell’arresto e si conoscera’ quindi la sua linea di difesa. Quarantaquattro anni e una sorella gemella, sposato con tre figli, e’ stato individuato grazie all’esame del Dna (e’ il figlio naturale di Giuseppe Guerinoni, l’autista di pullman morto nel 1999 il cui Dna era risultato sovrapponibile con quello ritrovato sul corpo di Yara). Il suo cellulare, inoltre, sarebbe risultato tra quelli che avevano impegnato la cella della zona dove e’ stato ritrovato il cadavere dell’adolescente nell’ora in cui sarebbe avvenuto l’omicidio.
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Ci sono 13 ore di silenzio nel cellulare di Massimo Bossetti. Ed è proprio questo uno degli aspetti (oltre alla lunga analisi del Dna) che hanno portato al fermo del presunto killer di Yara. Alle 17.45 del 26 novembre 2010, giorno in cui la ragazzina fu uccisa, il cellularedell’uomo risulta essere nella zona della palestra dove Yara sparì. Bossetti fa una telefonata. Un’ora dopo si perdono le tracce della 13enne. Il cellulare del muratore bergamasco rimane muto fino alle 7 della mattina successiva quando effettua una nuova chiamata. Che cosa sia accaduto in quelle 13 ore adesso sarà lui a doverlo spiegare durante il processo. Dove era? Che cosa ha fatto in quel lungo lasso di tempo? Perché non ha più usato il telefono?
Famiglia perfetta e passione per i cani – Biondo, in forma, con una famiglia all’apparenza perfetta e la passione per i cani. E’ quello che emerge dal profilo di Facebook di Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, individuato grazie al confronto del Dna con le tracce trovate sul corpo della tredicenne di Brembate di Sopra. Nell’ultimo aggiornamento di due settimane fa Bossetti mostra tutto il suo amore per gli animali: “se porgi la mani a un animale lui avra’ un solo modo per dirti grazie: semplicemente ti amera’”. Nella sua galleria fotografica tante foto dei figli: un maschio (il maggiore) e due femmine, oltre a quelle della cagnolina di casa e della sua cucciolata. Una foto ritrae tutta la famiglia la mare: i figli tutti biondi e con gli occhi chiari come il padre, e la moglie che li abbraccia, teneramente.
Su Facebook si scatena la gogna mediatica e nascono gruppi dedicati al caso, come “Massimo Giuseppe Bossetti colpevole? o innocente?” oppure “Lasciate Massimo Bossetti alla piazza. Ci pensiamo noi”. Molte persone stanno anche andando sul diario di Massimo Bossetti e stanno condividendo le foto sue e della sua famiglia, commentando e insultando il presunto killer.
Presunto omicida lascia caserma tra urla ‘assassino’ – Giuseppe Massimo Bossetti, il presunto omicida di Yara Gambirasio, e’ stato portato via dalla caserma dei Carabinieri di Bergamo per essere trasportato in carcere. L’uomo, che prima ha negato ogni responsabilita e poi si e’ avvalso della facolta’ di non rispendere, e’ stato fatto oggetto di insulti e di grida di ‘assassino’ da parte della gente che si trovava davanti alla caserma. Applausi invece per le forze dell’ordine che hanno condotto le indagini.
La prova del Dna – Per i carabinieri non ci sono dubbi: c’è compatibilità al 100%. I legali dei Gambirasio si dicono soddisfatti per i recenti sviluppi: «Sono un buon punto di partenza, perché da un’indagine contro ignoti siamo giunti a un’indagine con un indagato. «Ma – aggiungono – nessuno ha esultato. I genitori di Yara sono persone molto pacate e misurate che hanno avuto fiducia nelle indagini».












