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Cronache
Yara, l'ombra di un complice. L'accusa: Dna di Bossetti al 100%
Da Facebook

Massimo Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio è accusato di "omicidio con l'aggravante di aver agito con crudeltà". I carabinieri: "Il dna sul corpo della ragazzina è suo". Il questore: si indaga per accertare se Bossetti abbia agito da solo. Ma da lui nessuna ammissione

"Gli accertamenti da svolgere hanno tempi sicuramente piu' lunghi" di quelli auspicati dalla stampa. E' quanto ha tenuto a chiarire il questore di Bergamo, Fortunato Finolli, nel corso di un incontro coi giornalisti sul fermo di Massimo Giuseppe Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. "I casi vengono chiusi quando c'e' sentenza definitiva", ha risposto Finolli, incalzato dai cronisti. "Dobbiamo svolgere una serie di accertamenti - ha proseguito - dobbiamo attualizzare la presenza della persona a quattro anni fa".

LA MORTE - La morte di Yara Gambirasio e' "da ricondurre agli effetti concausali dell'ipotermia e delle lesioni da arma bianca e contusiva" ("tre colpi al capo" e "plurime coltellate in diverse regioni del corpo: gola, torace, schiena, polsi e arti". E' quanto si legge nel decreto di fermo emesso a carico di Bossetti. 

Gli indizi contro Bossetti  - Nel provvedimento di fermo vengono catalogati fra gli indizi anche le "polveri riconducibili a calce" che erano stati trovati nei polmoni di Yara Gambirasio e riconducono al lavoro di muratore di Massimo Giuseppe Bossetti. Tra il dna di Bossetti e quello ritrovato sugli slip di Yara vi e' "sostanziale e assoluta certezza di compatibilita'", scrive il pm Letizia Ruggeri nel provvedimento di fermo a carico del muratore di Mapello. Nel capo d'imputazione a suo carico, in cui si contesta l'omicidio con l'aggravante delle sevizie, il pm sottolinea infatti come la ragazza sia stata colpita "con tre colpi al capo e con plurime coltellate" in diverse parti del corpo prima di essere abbandonata "agonizzante in un campo isolato". Il presunta omicida, che prima ha negato ogni responsabilita' e poi si e' avvalso della facolta' di non rispondere, ha trascorso la sua prima notte in carcere. Entro breve dovra' essere sentito dal gip per la convalida dell'arresto e si conoscera' quindi la sua linea di difesa. Quarantaquattro anni e una sorella gemella, sposato con tre figli, e' stato individuato grazie all'esame del Dna (e' il figlio naturale di Giuseppe Guerinoni, l'autista di pullman morto nel 1999 il cui Dna era risultato sovrapponibile con quello ritrovato sul corpo di Yara). Il suo cellulare, inoltre, sarebbe risultato tra quelli che avevano impegnato la cella della zona dove e' stato ritrovato il cadavere dell'adolescente nell'ora in cui sarebbe avvenuto l'omicidio.

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