Le forze dell’ordine tunisine hanno arrestato 23 persone, tra cui una donna, in relazione all’attacco al Museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo. Lo ha riferito il ministro del’Interno tunisino, Najem Gharsalli, spiegando che è stato “smantellato l’80% della cellula responsabile” dell’azione. Nel blitz delle forze speciali tunisine al Bardo erano rimasti uccisi i due autori della strage, Jaber Kachnaoui e Yassine Labidi, mentre un terzo terrorista che li aveva accompagnati senza partecipare all’azione, Maher Bin Al-Moulidi Al-Qaidi, e’ ancora ricercato.
L’aggiornamento sul numero degli arresti arriva poche ore dopo che il sottosegretario all’Interno, Rafik Chelli, aveva annunciato la cattura del capo della cellula, considerato il mandante e l’ideatore dell’attacco, un tunisino residente abitualmente in Belgio. La cellula sarebbe quella della brigata tunisina Okba Bin Nafaa, legata al terrorista algerino Lokman Abou Sakher, un gruppo che nasce nell’orbita di Al Qaeda nel Maghreb ma che aveva dichiarato da poche settimane fedeltà all’Isis. La cellula avrebbe avuto quattro squadre al suo interno, una per individuare gli obiettivi e reperire informazioni, un’altra per la logistica e la fornitura delle armi, una terza operativa e una quarta incaricata di filmare l’attentato per poi diffondere le immagini in rete.

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La polizia tunisina ha arrestato 23 persone, tra cui una donna, in relazione all’attacco al Museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo. Lo ha riferito il ministro dell’Interno tunisino, Najem Gharsalli, spiegando che è stato “smantellato l’80% della cellula responsabile” dell’azione
