Proseguono le indagini dei carabinieri in merito all’attentato contro Adriano Cappellari, il giornalista vicentino 20enne molto vicino a don Patriciello, che ha vissuto attimi di grande paura sabato sera. “Mi sono fermato dai vicini a cena, poi sono rientrato a casa verso le 23. Dopo poco ho sentito un’esplosione fortissima, un boato che ha fatto tremare tutto, fiamme altissime, vetri rotti. Siamo usciti tutti in strada. I vicini per primi sono intervenuti gettando acqua per impedire che l’incendio si propagasse”. Da novembre riceve lettere con minacce di morte e foto cerchiate, sabato sera l’escalation con un pacco incendiario di bottiglie e bombole a gas scoppiato di fronte alla sua casa di Enego, nel Vicentino. “Mi sento personalmente di escludere – sostiene Cappellari – che siano personalità legate alla mafia o alla Campania. Non capisco perché mi colpiscano, sono un semplice cronista locale, non mi occupo di cose importanti”.
Nella sequenza di minacce non si può non vedere un filo conduttore che per qualcuno può essere diventata una colpa: la sua amicizia con don Maurizio Patriciello, il prete anti-clan di Caivano, pluriminacciato. Don Maurizio sarà a Bassano proprio il prossimo 4 giugno, qualcuno la definisce “una coincidenza davvero un po’ strana“. Cappellari svela altri dettagli: “Le telecamere della casa – racconta a Il Corriere – hanno ripreso una persona con il passamontagna che ha depositato il pacco da cui è partita l’esplosione. Non solo, la stessa persona mi ha messo una lettera in giardino: c’erano ancora minacce a me, Meloni e don Patriciello. Con un messaggio: “Se non smetti con le buone, allora smetterai con le cattive. Nella busta c’era una foto di me in giardino. Segno che qualcuno mi sorveglia e chissà da quanto tempo. Questo sì che fa paura”.

