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Auschwitz, processo al contabile di 93 anni: “Ho visto le camere a gas”

A 70 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, Oskar Groening, 93 anni, al processo a suo carico ha riconosciuto di sentirsi “moralmente colpevole” per lo sterminio nei lager nazisti. Accusato di complicità in 300mila omicidi: “Sapevo delle camere a gas”

Al via in Germania, 70 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il processo ‘contabile di Auschwitz’, che deve rispondere di 300mila casi di “favoreggiamento di omicidio” per gli ebrei ungheresi deportati nei campi di sterminio nazista. Il 93enne Oskar Groening e’ comparso nell’aula del tribunale della cittadina settentrionale di Lueneburg che dove si e’ aperto il dibattimento davanti a una settantina tra sopravvissuti all’Olocausto e parenti delle vittime. Groening, apparso calmo in aula, rischia fino a 15 anni di carcere. Secondo l’accusa, era lui il contabile che teneva il conto delle sostanze requisite a coloro che venivano poi uccisi nelle camere a gas, accumulando denaro in diverse valute da tutta Europa.

Inoltre, era chiamato a controllare i bagagli trattenuti ai deportati al loro arrivo alla stazione dei campi di sterminio nella Polonia occupata. Groening negli anni, a differenza di altri nazisti, non si e’ sottratto alle domande, sottolineando pero’ di non aver mai fatto del male a nessuno. Per l’accusa, con la sua partecipazione ha giocato un ruolo nell’ingranaggio di morte dei campi nazisti, addossandogli una complicita’ nella morte di 300mila persone tra maggio e luglio 1944. L’avvocato Hans Holtermann ha annunciato che il 93enne intende parlare poco dopo l’apertura del processo che dovrebbe celebrarsi fino al 29 luglio. “Ho visto tutto, le camere a gas, i forni crematori, il processo di selezione…ero li’”, aveva gia’ ammesso lui stesso in passato, affermando che in quegli anni tutto questo gli era sembrato un “modo per fare la guerra, con metodi avanzati”. Non ha mai negato nulla, ha raccontato delle barbarie di cui e’ stato testimone, sottolineando pero’ di non aver mai avuto alcun ruolo violento, ma solo quello di “piccolo ingranaggio” in una macchina di morte. “Se per voi questo e’ essere colpevole, allora lo sono”, aveva affermato negli anni ’80, “ma legalmente parlando, sono innocente”.