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Cronache
berlusconi mediaset 3

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Un minuto sono servizi sociali. Un minuto dopo i domiciliari. Il minuto dopo ancora nessuno dei due. Silvio Berlusconi è divorato dai dubbi. Confinato a Villa San Martino da ormai più di un mese medita su un futuro che ora comincia a vedere nero. Il 16 ottobre la pena dovrà diventare esecutiva. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it i suoi legali lo spingono ad accettare i servizi sociali come misura alternativa. Lui sembra essere d'accordo ma poi cambia subito idea e gli torna la voglia di lottare. Il Cav non si rassegna a dover in qualche modo espiare una pena. I figli pensano a una richiesta di grazia. Si sente offeso e medita anche il colpo di scena. Non chiedere né i servizi sociali né i domiciliari e così costringere i magistrati a farlo portare in questura davanti a tutte le telecamere per il riconoscimento e le foto di rito che si fanno ai fermati.

Le persone più vicine a Berlusconi raccontano che il Cavaliere sta vivendo giorni davvero tormentati. Il Cavaliere si sente perseguitato, non accetta di dover in qualche modo "pagare" per la condanna definitiva nel processo Mediaset comminatagli dalla Cassazione lo scorso 1° agosto. Per questo ai suoi legali non ha mai dato un indirizzo preciso per l'espletamento della pena. Berlusconi la pena non la vorrebbe proprio espiare e aveva dato mandato di cercare in tutti i modi di fargliela evitare. In questo senso vanno letti il tentativo europeo con il ricorso alla Corte di Strasburgo e il sondaggio presso il Quirinale per un'eventuale richiesta di grazia. Grazia alla quale ormai credono forse solo i figli del leader del Pdl. Si mormora che tanto Marina quanto Piersilvio, tanto Barbara quanto Eleonora, siano intenzionati a scrivere la richiesta. Ma Berlusconi non è convinto, non vuole elemosinare nulla a un Napolitano che ha fatto capire di non essere intenzionato a farsi tirare per la giacchetta.

 

E allora che fare? I suoi avvocati, Coppi e Ghedini, stanno provando a convincerlo ad accettare la strada dei servizi sociali. Hanno spiegato al Cavaliere che con gli arresti domiciliari sarà molto limitato nei movimenti e avrebbe addirittura bisogno del permesso per vedere i propri figli. Ogni tanto sembra che Berlusconi si convinca e si rassegni a questa ipotesi. Ma subito dopo cambia idea. Per questo non si può escludere ancora nessuna possibilità. Il carattere di Berlusconi è propenso ai cambi di idea e ai colpi di scena improvvisi. Il Cavaliere potrebbe davvero dimettersi da senatore prima ancora della decadenza e del ricalcolo dell'interdizione dai pubblici uffici del 19 ottobre. Ma allo stesso tempo potrebbe anche ascoltare i falchi e compiere un gesto eclatante: non chiedere né i servizi sociali né gli arresti domiciliari e farsi portare in questura come un pregiudicato qualunque per le foto di riconoscimento.

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