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Cronache
berlusconi mediaset 3

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Alla fine non è bastato difendersi nel processo e non dal processo. La sentenza della Cassazione sul caso Mediaset conferma per la prima volta che il Cavaliere è colpevole di frode fiscale. Le conseguenze saranno devastanti. La questura che lo ha rilasciato ordinerà la restituzione del passaporto. Il Cav dovrà scontare un anno di condanna, ai domiciliari o ai servizi sociali. La Giunta per le Elezioni dovrà ratificare l'interdizione, ma in ogni caso come conseguenza del decreto Monti del 2012 il leader del centrodestra non potrà comunque ricandidarsi per sei anni. E sono in arrivo nuove grande dagli altri processi. Da Ruby a Unipol, dalla compravendita dei senatori all'inchiesta escort di Bari. Fino al processo civile sul maxi-risarcimento a De Benedetti. Ecco che cosa aspetta Berlusconi...

BERLUSCONI E' UN PREGIUDICATO, VIA IL PASSAPORTO - Altro che compromesso, altro che sentenza pilatesca. I giudici della Cassazione ci sono andati giù duri. La "doppia conforme", vale a dire la doppia condanna in primo grado e in appello è stata confermata in pieno. La condanna definitiva al termine di un processo penale fa sì che Berlusconi sia diventato, a pieno titolo, un pregiudicato. Il Cavaliere è stato ritenuto colpevole di frode fiscale. La Suprema Corte ha ritenuto fondata l'accusa, che sosteneva come Berlusconi facesse girare i diritti dei film americani attraverso le sue società all'estero in modo da aumentare, a ogni passaggio, il prezzo di tali diritti. Secondo l'accusa, e a questo punto anche secondo i giudici, il Cavaliere aumentava in maniera fittizia i costi per la sua azienda in modo da farle pagare meno tasse. Respinto anche l'assist offerto da Coppi, assist che a dire la verità sembrava a tutti quello vincente per trovare una via d'uscita poco dolorosa per tutti. Il nuovo legale di Berlusconi aveva chiesto il rinvio in appello con derubricazione del reato da frode fiscale a concorso in fatturazioni inesistenti. Questa eventualità avrebbe permesso di celebrare un nuovo processo d'appello con la prescrizione dietro l'angolo. Prescrizione annullata, proprio come temevano Berlusconi e i suoi fedelissimi.

GIUNTA PER LE ELEZIONI E INCANDIDABILITA'- La condanna penale per Berlusconi è definitiva. Dei 4 anni tre sono però coperti dall'indulto. Il restante anno dovrà essere scontato da Berlusconi con ogni probabilità ai domiciliari. Esiste anche l'alternativa dell'affidamento ai servizi sociali. Di certo il leader del Pdl non andrà in carcere. Il pm emetterà l'ordine di esecuzione, con contestuale sospensione per garantire a Berlusconi la possibilità di chiedere una misura alternativa. Il Cavaliere avrà 30 giorni di tempo per indicare la misura da lui preferita a partire dal 16 settembre. A livello politico resta da sbrigare il nodo dell'interdizione dai pubblici uffici. I 5 anni saranno ricalcolati dal nuovo appello ma comunque un periodo più o meno lungo fuori dal parlamento Berlusconi lo dovrà passare. La condanna dovrà essere comunque ratificata dalla Giunta per le Elezioni. Non ci sono precedenti, ma vista la situazione non è escluso che qualcuno del centrodestra possa anche pensare un colpo di mano. Ma l'incandidabilità appare segnata. In base al decreto legislativo varato dal governo Monti il 31 dicembre 2012, infatti, non si può ricandidare o ricoprire la carica di deputato o senatore chi ha "riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni".

UN ERRORE LUNGO 20 ANNI - La Cassazione condanna implicitamente anche l'approccio difensivo tenuto in questi anni da Berlusconi. Mediaset tre volte, Ruby e Unipol. Cinque condanne, di cui una definitiva, in pochi mesi. Un chiaro segnale che il paventare una persecuzione giudiziaria non è servito. A nulla sono serviti i vari provvedimenti presi per difendersi dal processo: lodo Alfano, processo breve e processo lungo, legittimo impedimento. Un processo non è fatto solo di giurisdizione, ma anche di sentimenti. E di contorno. Il continuo gridare al complotto e alla persecuzine giudiziaria non ha di certo giovato alla popolarità del Cavaliere in seno ai vari collegi giudicanti. Troppo poco il tempo a disposizione di Coppi per ribaltare la situazione. Poco, pochissimo tempo per preparare l'udienza in Cassazione. L'impostazione muro contro muro di Ghedini da ribaltare. Gli strepiti di fedelissimi e "pasionarie" da silenziare. La mobilitazione dei fan da contenere. Il compito del già difensore di Giulio Andreotti era arduo, forse troppo. Il professore, dopo aver salvato in corner la Prima Repubblica, non è riuscito a chiudere il cerchio.

MEDIASET, RUBY, DE GREGORIO - Il problema per il Cavaliere è che i problemi giudiziari non sono ancora finiti. All'orizzonte ci sono già altri processi. Oltre al nuovo appello Mediaset, a stretto giro di posta arriverà l'appello su Ruby. In primo grado Berlusconi è stato condannato a 7 anni. In arrivo anche l'appello del processo Unipol, ma qui la prescrizione lo salverà dopo la condanna in primo grado. Tra fine settemebre e inizio ottobre dovrebbe arrivare anche la decisione del gup di Napoli sulla richiesta di rinvio a giudizio per la compravendita di senatori. Nello stesso periodo potrebbe arrivare la decisione dopo la chiusura dell'inchiesta escort conclusa a Bari (il caso Tarantini). E sullo sfondo c'è sempre il processo civile che deve confermare o meno il maxi risarcimento a De Benedetti. Insomma, il bello, o il brutto, deve ancora venire.

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