E’ fatta per Berlusconi. La Cassazione conferma l’assoluzione arrivata in appello per il processo Ruby. Vittoria definitiva per l’ex Cav sul fronte giudiziario che più lo preoccupava. Scritta la parola fine sulle accuse di concussione e prostituzione minorile. Rigettato il ricorso della procura generale di Milano. Trionfo dell’avvocato difensore Franco Coppi. Ora anche l’inchiesta Ruby ter fa meno paura e torna la speranza nell’agibilità politica.
La decisione dei supremi giudici e’ giunta dopo una camera di consiglio fiume, durata circa nove ore. La sesta sezione penale della Cassazione ha cosi’ deciso di confermare il verdetto pronunciato il 18 luglio scorso dalla Corte d’appello di Milano che aveva assolto Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile. L’ex premier in primo grado era invece stato condannato a 7 anni di reclusione. Il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Eduardo Scardaccione aveva stamani in udienza sollecitato l’annullamento con rinvio della sentenza di assoluzione. Le motivazioni del verdetto di questa sera saranno depositate entro 90 giorni secondo quanto prevede il codice di procedura penale.
ACCUSA SCONFITTA. ECCO QUALI ERANO STATE LE RICHIESTE – Annullamento con rinvio della sentenza con cui la corte di appello di Milano, lo scorso luglio, pronuncio’ l’assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby . E’ quanto ha chiesto il sostituto pg di Cassazione Eduardo Scardaccione, ai giudici della sesta sezione penale della Cassazione. Per il pg, dunque, va annullata l’assoluzione di Berlusconi sia per il reato di concussione che per quello di prostituzione minorile, e disposto un nuovo processo davanti alla corte di appello milanese. Secondo il pg, la Corte deve qualificare i fatti come “concussione per costrizione” e “prostituzione minorile”: in giudici milanesi, ha chiesto Scardaccione, dovranno quindi quantificare la pena da infliggere all’imputato. Secondo l’accusa Silvio Berlusconi va ritenuto colpevole di entrambi i reati – concussione per costrizione e prostituzione minorile – che gli sono contestati nell’ambito del processo Ruby. A sostenerlo e’ il sostituto pg di Cassazione Eduardo Scardaccione, nel corso della sua requisitoria davanti ai giudici della sesta sezione penale, chiamati a decidere se confermare o meno il verdetto di assoluzione pronunciato lo scorso luglio dalla Corte d’appello di Milano. Quanto al reato di concussione, il pg rileva che in questo caso vi e’ stata, con una telefonata al capo di gabinetto Piero Ostuni, una “violenza irresistibile, per le modalita’ e le argomentazioni usate per ottenere un risultato indebito”, quello di rilasciare Karima El Mahroug, portata in questura. “La volonta’ e’ stata ghiacciata – ha rilevato il pg – Ostuni non ragiona piu’, fa quattordici telefonate in venti minuti, per assicurare la prestazione per liberare la minore. E’ stato un intervento di una potenza di fuoco, tale da arrivare ad annullare qualunque scelta autonoma”. Quanto alla prostituzione minorile, il pg Scardaccione rileva che “tutti sapevano che la ragazza era minorenne, non e’ credibile il contrario. E il problema della minore eta’ non puo’ essere considerato un accidente”. Il magistrato, infatti, rileva che, nei confronti della giovane marocchina, “viene usata la parola ‘affido’, che si riferisce solo ai minori”. Nella sua requisitoria, Scardaccione ricorda solo di sfuggita l’affermazione che la ragazza fosse nipote di Mubarak, “un episodio degno di un film di Mel Brooks, per cui il mondo intero ci ha riso addosso”. Il pg, nel ripercorrere i fatti al centro del processo, ha usato anche citazioni manzoniane, ricordando i personaggi dei Bravi e in particolare quello del Nibbio.
E’ IL TRIONFO DI COPPI. ECCO L’ARRINGA DIFENSIVA – “La sentenza d’appello ammette tutto cio’ che risulta provato, cioe’ che ad Arcore avvenivano fatti di prostituzione, ma quanto alla consapevolezza dell’eta’ di Ruby, manca la prova che Berlusconi, prima del 27 maggio, conoscesse l’eta’ della ragazza”. A parlare e’ il professor Franco Coppi, che difende assieme al collega Filippo Dinacci l’ex premier nel processo Ruby in corso oggi in Cassazione. Il penalista, con la sua arringa, ha chiesto ai giudici della sesta sezione penale di piazza Cavour di confermare l’assoluzione di Berlusconi e di rigettare quindi il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano contro il verdetto assolutorio emesso dalla Corte d’appello milanese lo scorso luglio. Coppi ha sottolineato la “credibilita’ zero” delle dichiarazioni via via rilasciate da Ruby ai magistrati, sottolineando che la sentenza d’appello “le definisce sfacciate falsita’”, anche sul punto dell’eta’ della giovane marocchina. Quanto all’episodio avvenuto in questura a Milano il 27 maggio 2010, quanto Ruby, fermata, venne poi affidata a Nicole Minetti, il professor Coppi sottolinea che “nel caso di specie la prassi e’ stata rispettata puntualmente e la sentenza d’appello ne da’ atto”.
Ruby ter: pm restituiscono denaro sequestrato a Iris Berardi – I pm di Milano restituiscono parte del denaro sequestrato il 21 febbraio scorso a Iris Berardi, una delle ragazze che hanno partecipato alle cene di Arcore indagate per corruzione in atti giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta ‘Ruby ter’. In particolare, il procuratore aggiunto Piero Forno e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio hanno dissequestrato su loro autonoma iniziativa (senza alcuna istanza da parte della difesa della giovane) 1050 euro dei 3550 sequestrati alla ragazza di origine sudamericana. Restano quindi nelle mani degli inquirenti 2500 euro che vengono considerati dai pm provento del reato. Gli uomini della polizia giudiziaria avevano perquisito la villetta di Berardi che si trova a Forli’ per cercare riscontri dell’ipotesi accusatoria che le ragazze ospitate ad Arcore nella residenza di Silvio Berlusconi continuino a ricevere pagamenti da parte dell’ex Presidente del Consiglio.





















