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Coppi, gol da cineteca. Pm, colpo da ko

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Oltre ogni più rosea aspettativa“. Lo ha ammesso lo stesso professor Franco Coppi, difensore di Silvio Berlusconi, commentando a caldo la sentenza d’appello che ha assolto da tutte le accuse del processo Ruby l’ex Cavaliere. La decisione dei giudici di Milano rappresenta forse la più eclatante vittoria di sempre del leader di Forza Italia, sia per come è maturata sia per il momento nel quale è arrivata.

Sì, perché Berlusconi è stato assolto con una formula piena, perché “il fatto non costituisce reato” in merito all’accusa di prostituzione minorile e perché “il fatto non sussiste” in merito alla concussione. Nessuna prescrizione, nessun legittimo impedimento, nessuno scudo legislativo o norma ad personam. Stavolta Berlusconi si è salvato con le sue armi. E lo fa in un momento molto difficile, dopo una serie che sembrava interminabile di sentenze contrarie. Dalla condanna definitiva del processo Mediaset a quella in primo grado su Ruby e il rinvio a giudizio a Napoli per la compravendita dei senatori.

Stavolta Berlusconi segna un punto potenzialmente decisivo, e lo fa anche grazie all’eccellente lavoro difensivo del professor Franco Coppi. Abbandonata la strategia urlata e da barricata del passato, la difesa dell’ex Cavaliere ha discusso (con competenza) nel merito, convincendo i giudici a dargli ragione.

La sentenza di Milano è anche la grande sconfitta della Procura, che sembrava dare quasi per scontata la conferma della condanna avvenuta in primo grado. Al di là dei risvolti politici, ora è importante evitare due approcci alla immane vicenda giudiziaria di Berlusconi. Da una parte non si può dire “visto che su Ruby è innocente questo significa che è innocente anche in tutte le altre vicende giudiziarie”. Al contrario, i più accaniti accusatori dell’ex Cavaliere non possono più accettare acriticamente le tesi accusatorie dei pm. Fino alla prossima puntata in Cassazione.