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“Silvio? Faccia i conti con il contesto”. Bagnasco scomunica l’ex Cav

“Silvio? Faccia i conti con il contesto”. Bagnasco scomunica l’ex Cav
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Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, chiede all’ex Cavaliere di fare i conti “con i contesti sociali, politici, lavorativi” prima di tornare in campo: “Non bastano le decisioni personali”. Nuovi attacchi all’ex premier dopo Avvenire e Famiglia Cristiana

L’assoluzione di Silvio Berlusconi al processo Ruby continua a far discutere il mondo politico e non solo. Dopo il commento di ieri del segretario della Cei mons. Nunzio Galantino, che aveva sottolineato come il dato morale fosse diverso dall’assoluzione giudiziaria, oggi interviene anche l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco piuttosto scettico sul rientro alla politica attiva dell’ex Cav: “Berlusconi pensa al rientro in politica? Quello che i singoli decidono sono sempre decisioni personali, ma che si calano in contesti sociali, politici, lavorativi con cui bisogna fare i conti. Non bastano le decisioni personali”, ha sottolineato il presidente della Cei.
 
Le parole di Bagnasco sono solo le ultime di una lunga serie di prese di posizione del mondo cattolico contro Berlusconi. Ieri aveva iniziato il quotidiano dei vescovi Avvenire che, in un editoriale del direttore Tarquinio, aveva affermato che “un’assoluzione con le motivazioni sinora conosciute non coincide con un diploma di benemerenza politica e di approvazione morale”. Duro anche il settimanale Famiglia Cristiana, secondo il quale “l’assoluzione non ha cancellato i fatti con un colpo di spugna, ma ne ha semplicemente negato la portata penale”. Il giornale dei paolini parla di una “responsabilità politica” dell’ex Cav che “richiederebbe a chi in pubblico si autoproclama moderato e difensore politico dei valori della famiglia a tenere nel privato comportamenti adeguati alla narrazione pubblica”.
 
I magistrati intanto fanno quadrato intorno alla procura di Milano. Ieri è intervenuto Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che ha chiesto “di non utilizzare questa assoluzione in chiave di attacco alla magistratura” e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone che ha difeso i magistrati di Milano: “Non credo affatto che sia stato un errore fare il processo Ruby”, ha detto al videoforum di RepTv.