Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Bimba morta a Palermo, Pregliasco: “Difterite contagiosa, se confermato il caso occorre individuare i contatti stretti”

Bimba morta a Palermo, Pregliasco: “Difterite contagiosa, se confermato il caso occorre individuare i contatti stretti”

Il virologo invita alla prudenza dopo il decesso della bimba a Palermo: “Nessun allarme, ma i vaccini restano l’unica difesa”

Bimba morta a Palermo, Pregliasco: “Difterite contagiosa, se confermato il caso occorre individuare i contatti stretti”
Fabrizio Pregliasco

Palermo, l’allarme del virologo: “Non serve allarmismo, ma la difterite non è scomparsa”

“La notizia della morte a Palermo di una bambina di quattro anni, in un quadro di sospetta difterite, rappresenta innanzitutto una tragedia umana che impone rispetto, prudenza e attenzione. In attesa che gli accertamenti diagnostici e le autorità sanitarie definiscano con precisione tutti gli elementi del caso, l’episodio richiama l’attenzione su una realtà importante per la sanità pubblica: le malattie infettive rese rare grazie alle vaccinazioni non sono necessariamente scomparse e, quando incontrano persone suscettibili, possono tornare a manifestarsi anche in forme particolarmente gravi.

La difterite è una malattia infettiva acuta e potenzialmente letale, causata nella sua forma classica da ceppi tossigeni di Corynebacterium diphtheriae. È una patologia soggetta a notifica obbligatoria e la tossina prodotta dal batterio può determinare non soltanto un grave interessamento delle vie respiratorie, ma anche complicanze sistemiche.

In questa fase è fondamentale evitare sia allarmismi sia minimizzazioni. Un singolo caso non significa automaticamente che sia in corso un’epidemia. È necessario completare gli accertamenti microbiologici, ricostruire la possibile catena epidemiologica, individuare i contatti stretti e verificare l’eventuale presenza di ulteriori persone esposte”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale e vicepresidente di Samaritan International, dopo che una bambina di 4 anni è morta all’ospedale Civico di Palermo per presunta difterite, sono in corso gli accertamenti definitivi. La piccola non era stata vaccinata subito dopo la nascita per volontà dei genitori.

“La difterite è una malattia infettiva acuta, oggi rara in Italia grazie alla vaccinazione, ma potenzialmente molto grave. È causata soprattutto da ceppi tossigeni di Corynebacterium diphtheriae; la gravità dipende in larga misura dalla produzione della tossina difterica. Trasmissione: prevalentemente attraverso goccioline e secrezioni respiratorie durante contatti ravvicinati; più raramente attraverso il contatto con lesioni cutanee infette. Incubazione: generalmente 2–5 giorni, con un intervallo possibile più ampio. Sintomi iniziali: mal di gola, febbre generalmente non elevata, malessere, difficoltà a deglutire e linfonodi cervicali aumentati di volume.

Segno caratteristico: comparsa di una pseudomembrana grigio-biancastra, spessa e aderente, soprattutto a livello di tonsille e faringe. Il tentativo di rimuoverla può provocare sanguinamento. Forme severe: edema importante del collo (‘bull neck’) e compromissione delle vie aeree. Complicanze da tossina: soprattutto miocardite e aritmie, neuropatie e paralisi; possono verificarsi anche danni renali. Le complicanze possono comparire anche quando i sintomi faringei stanno migliorando”.

“Il sospetto è innanzitutto clinico e viene supportato dall’identificazione microbiologica del Corynebacterium e dalla dimostrazione della sua capacità di produrre tossina – ricorda Pregliasco -Terapia: nella difterite respiratoria sospetta il trattamento è urgente e non dovrebbe essere ritardato nell’attesa della conferma di laboratorio. Comprende antitossina difterica, antibiotici, isolamento e trattamento delle eventuali complicanze.

Contatti stretti: richiedono valutazione da parte della sanità pubblica, con sorveglianza, verifica dello stato vaccinale e, quando indicato, tampone/profilassi antibiotica e vaccinazione o richiamo. Prevenzione: la misura fondamentale è la vaccinazione antidifterica, somministrata in combinazione con altri vaccini. Sono necessari richiami perché la protezione diminuisce nel tempo. Un punto importante è che l’infezione o la malattia non garantiscono necessariamente un’immunità protettiva sufficiente: anche chi ha avuto la difterite deve essere valutato per completare o aggiornare la vaccinazione“, conclude Pregliasco.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE NEWS