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Cronache

 

Anonymous1

Smantellata dalla Polizia Postale una organizzazione a delinquere composta da hacker che celandosi dietro il nome di "Anonymous" ed approfittando della notorieta' del movimento, era dedita alla commissione di attacchi nei confronti dei sistemi informatici di infrastrutture critiche, siti istituzionali ed importanti aziende. Arresti e perquisizioni sono in corso in tutta Italia.

Le indagini dell'operazione denominata "Tango down" effettuata dal CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) della Polizia Postale, sono coordinate dalla Procura di Roma. Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terra' alle 11.30 presso l'Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in Piazza del Viminale a Roma.

Sono quattro le persone arrestate nell'ambito dell'operazione condotta dalla polizia postale contro gli hacker di Anonymous. Perquisizioni sono in corso a Roma, Venezia, Lecce, Bologna e Torino. I quattro arrestati dalla polizia postale farebbero parte del gruppo di Anoymous che avrebbe attaccato anche i siti del Vaticano, del Governo, Polizia Postale e Carabinieri.

GOVERNO, EQUITALIA, FORZE ORDINE TRA VITTIME ATTACCHI
Tra le diverse istituzioni vittime di attacchi informatici da parte degli hacker individuati dalla polizia postale nel corso dell'indagine coordinata dalla Procura di Roma ci sono la presidenza del Consiglio dei Ministri, le forze armate e dell'ordine e Equitalia. Il gruppo, a cui viene contestata l'associazione per delinquere, e' accusata di aver compiuto attacchi anche nei confronti del ministero della difesa, della polizia di Stato, Carabinieri, il corpo delle capitanerie di Porto, il comune di Torino, la banca d'Italia, Trenitalia, l'Universita' Luiss di Roma, l'Enel e la Siae.

ANONYMOUS: GUERRA A HACKER, DA 'SUNDEVIL' 1990 A 'HARDWARE' 1994
L'operazione contro gli hacker di Anonymous di oggi e' l'ultimo capitolo di una guerra molto particolare che si svolge ufficialmente dal 1990 tra i governi del mondo e la rete di 'pirati informatici' che naviga e saccheggia i mondi del cyberspazio. Una guerra che in Italia ha avuto il suo apice nel 1994 con l'operazione denominata 'Hardware 1'. Il 15 gennaio 1990 l'AT-and-T a causa di un banale guasto tecnico va in tilt: sessanta milioni di persone rimasero scollegate dalla rete e settanta milioni di chiamate vennero interrotte.

Nove giorni dopo il collasso, il Servizio Segreto e la polizia dello Stato di New York si scatenano contro gli hacker, accusati di aver provocato il guasto. Scatta l'operazione 'Sun Devil' il cui obiettivo e' di identificare la 'Legion Of Doom', un gruppo di hacker molto popolare e attivo. Vengono emessi 27 mandati di perquisizione in 14 citta', sequestrati 23.000 floppy disk, diverse decine di computer e chiuse numerose BBS (Bulletin Board System, ossia lavagne elettroniche precursori delle moderne chat). Sequestrati i computer di Phiber Optik, Acid Phreak e Scorpion, accusati del disastro. Sono accusati anche C. Neidorf, conosciuto come "Knight Lightning" (l'editore di 'Phrack') e in seguito anche la Steve Jackson Games, casa editrice di giochi che sta producendo il gioco GURPS Cyberpunk e che rischia di fallire poiche' vengono sequestrati i computer contenenti numerosi libri in via di pubblicazione. Tutte le accuse formulate cadono senza conseguenze quando gli hacker imputati dimostrano la legalita' delle proprie azioni (in seguito fu dimostrato che la paralisi fu causata da un errore di programmazione).

Analoga operazione anti-hacker viene condotta anche in Italia, quattro anni dopo. L'11 maggio 1994 parte la piu' grossa operazione di repressione poliziesca verso le BBS: 'Hardware 1', subito rinominata 'Italian Crackdown'. Decine di BBS della rete Fidonet (che aveva circa 300 BBS collegate) vengono fatte oggetto di una vasta azione della Guardia di Finanza, perquisizioni e sequestri interessano numerosi sysop Fidonet. Il 16 maggio dalla magistratura di Torino e Pesaro viene emesso un altro centinaio di mandati. L'effetto sul mondo della telematica amatoriale italiana e' devastante, molti Sysop decidono di cessare la loro attivita'. Le accuse: associazione a delinquere, contrabbando, duplicazione di software, violazione di sistemi informatici terzi. L'analisi dei tabulati Telecom di un "point" della BBS della rete Fidonet, ha dato modo al magistrato di rilevare presunte irregolarita' nelle telefonate per lo scambio di informazioni tanto da intravedere un'associazione a delinquere tra i componenti della rete Fidonet per la distribuzione di software pirata. Le indagini portano subito alla certezza che la rete Fidonet non e' utilizzata per lo scambio di software pirata. In compenso, le BBS che erano realmente dedite allo scambio di programmi protetti da copyright (cosiddette BBS pirata), fanno in tempo a mettersi in salvo. Un fattore che permettee alle BBS pirata di non essere perseguite, tranne alcune eccezioni. E' certamente la loro minore visibilita' rispetto alla rete Fidonet e alle modalita' di accesso piu' complicate: essere utente di una BBS pirata, infatti, prevede l'essere invitati da un altro utente e possedere modem ad alta velocita' (9600-14.400bps) che per l'epoca sono rarita' piuttosto costose. Dopo questo episodio la rete Fidonet e' decimata (alcune BBS non aprirono piu') e con il progressivo successo di Internet si e' ridotta fin quasi a scomparire.

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