A- A+
Cronache
MILESTONE ED 1422833 pr

Silvio Berlusconi e' stato condannato a un anno nell'ambito del processo Bnl-Unipol. A due anni il fratello Paolo Berlusconi.

I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano hanno condannato a 1 anno Silvio Berlusconi e a 2 anni e 3 mesi Paolo Berlusconi, imputati per la vicenda con al centro intercettazione della telefonata Fassino-Consorte, all'epoca della tentata scalata di Unipol a BNL e che venne pubblica su Il Giornale quando era ancora coperta da segreto istruttorio.

80 MILA EURO DI RISARCIMENTO A PIERO FASSINO - Oltre a condannare Silvio e Paolo Berlusconi rispettivamente a 1 anno e a 2 anni e 3 mesi di carcere, i giudici di Milano hanno stabilito un risarcimento di 80 mila euro a favore di Piero Fassino, che si era costituito parte civile nel processo. Silvio Berlusconi era imputato in concorso in rivelazione di segreto d'ufficio insieme al fratello Paolo, che era accusato anche di ricettazione e millantato credito.

BERLUSCONI, PERSECUZIONE INTOLLERABILE - "E' davvero impossibile tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent'anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese". Lo afferma Silvio Berlusconi in un passaggio della dichiarazione diffusa dopo la condanna per Bnl-Unipol. "La sentenza del Tribunale di Milano sulla vicenda UNIPOL comprova quanto sostengo da sempre". Silvio Berlusconi affida a una nota la sua messa a punto sulla vicenda a ribadisce: "Sono stato oggetto di migliaia di articoli di giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da segreto sia con divieto di pubblicazione. Ho presentato decine di denuncie in merito e mai e poi mai si e' arrivati ad un processo. In un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia. E per la pubblicazione su un giornale non controllato in alcun modo da me, senza neppure portare a processo il direttore responsabile dell'epoca, mi si condanna perche' avrei prima della pubblicazione ascoltato la intercettazione in oggetto". "Mai - prosegue - l'ho ascoltata ma anche se l'avessi ascoltata, e non e' vero, tutti hanno escluso che vi sia mai stata una mia compartecipazione a tale pubblicazione". "E' davvero impossibile - incalza l'ex premier - tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent'anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese". "Soltanto una vera e completa riforma della giustizia - rileva - potra' consentire che ai cittadini italiani non accada cio' che continuamente accade a me da 20 anni e che continuera' ad accadere, poiche' sono ben conscio che anche nei prossimi appuntamenti giudiziari non vi sara' spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti e che solo in Corte di Cassazione sara' possibile, come accaduto puntualmente ieri, ottenere giustizia".

LEGALE BERLUSCONI, MOLTO SORPRESI PER QUESTO VERDETTO - "Siamo molto sorpresi". Cosi' l'avvocato Piero Longo, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, commenta la sentenza di condanna a 1 anno di carcere per l'ex premier. Paolo Berlusconi e' stato condannato a 2 anni e 3 mesi per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, mentre e' stato assolto dalle accuse di millantato credito (come chiesto dalla Procura) e ricettazione. "Abbiamo denunciato da anni - prosegue Alfano - che nessuno e' stato mai perseguito e punito per avere divulgato notizie riservate. Abbiamo provato con tutte le nostre forze a riformare la legge sulle intercettazioni che ha unito e continua a unire gli uffici giudiziari e le redazioni dei giornali e non ce l'abbiamo fatta proprio per questo mix antidemocratico che ha trovato sponda parlamentare nella sinistra giustizialista e in aree dell'ex centrodestra (Fini in primis) che si sono prestate al disegno antiberlusconiano. Oggi - concludiamo - assistiamo a una tragedia che diventa farsa con la condanna della piu' grande vittima di violazione del segreto istruttorio proprio per una irreale fuga di notizie".

AVVOCATO LONGO, PROVE INSUFFICIENTI E CONTRADDITTORIE - "Sono dispiaciuto e costernato perche' sono convinto che gli elementi di prova a carico di Silvio Berlusconi siano insufficienti e contradditori, se non del tutto mancanti". E' quanto afferma l'avvocato Piero Longo, commentando la sentenza del processo che ha visto la condanna a un anno di carcere per Silvio Berlusconi accusato di rivelazione di segreto d'ufficio nell'ambito della vicenda Bnl-Unipol. Longo torna poi sul trattamento 'speciale' che, a suo dire, sarebbe riservato a Milano a Berlusconi: "Mi chiedo con altri imputati cosa sarebbe successo, ma trattandosi di Berlusconi ed essendo a Milano, non sorprende la condanna". E aggiunge: "Credo sia la prima volta che qualcuno venga condannato per segreto istruttorio, attendiamo la decisione dei giudici sulla ricusazione del collegio".

GHEDINI, PER I BERLUSCONI CONDANNA DAVVERO ASSURDA - "E' davvero assurdo che si sia potuto condannare il Presidente Berlusconi per la pubblicazione di una intercettazione su un giornale non suo, quando in questi anni sono state pubblicati e addirittura utilizzati in trasmissioni televisive migliaia di intercettazioni e verbali coperti da divieto di pubblicazione e in alcuni casi anche da segreto di indagine". E' il commento dell'avvocato Niccolo' Ghedini alla sentenza del Tribunale di Milano sul caso Bnl-Unipol. Ghedini critica duramente anche la condanna a Paolo Berlusconi e auspica che la Cassazione possa fare giustizia. "Cosi' come da ovvia previsione, il Tribunale di Milano, presieduto da un giudice che alcuni anni or sono aveva gia' condannato il presidente Silvio Berlusconi con una sentenza poi riformata in senso assolutorio in Appello e in Cassazione e con uno dei giudici a latere che lo aveva condannato pochi mesi or sono nel processo cosiddetto 'diritti', - sottolinea infatti Ghedini - lo ha incredibilmente condannato, contro ogni evidenza processuale econtro ogni dichiarazione dibattimentale". "Parimenti fuori da ogni logica - prosegue - e' anche la condanna di Paolo Berlusconi che, pacificamente, non ha avuto ruolo alcuno nella pubblicazione de qua. Solo in Corte di Cassazione si potra' ottenere una sentenza che, usciti dal distretto milanese, consenta di riaffermare la insussistenza del fatto e la estraneita' del Presidente Berlusconi e di Paolo Berlusconi".

CAPEZZONE, ESITO URNE NON SARA' ROVESCIATO DA TOGHE - "Oggi difendere Silvio Berlusconi significa difendere la democrazia, difendere il diritto degli italiani a scegliere i propri rappresentanti, difendere il diritto di un Paese a non vedere rovesciato per via giudiziaria l'esito democraticamente deciso dagli elettori nelle urne". Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce nazionale Pdl, sottolineando che "quello che sta accadendo e' sotto gli occhi di tutti". "Dopo un risultato elettorale straordinario, il protagonista di quel risultato, Silvio Berlusconi, e' oggetto - rileva ancora - di un fuoco giudiziario, mediatico e politico durissimo e concentrico".

BONDI AVVERTE, ASPETTATEVI UNA RIBELLIONE - "In un Paese come l'Italia, in cui il segreto istruttorio e' una barzelletta, la sentenza di oggi suona come un ridicolo insulto all'intelligenza e alla giustizia", dice un Sandro Bondi che per una volta abbandona i toni pacati e riflessivi e avverte che "di questo passo salira' nel Paese una aperta ribellione nei confronti di un certo modo di amministrare la giustizia: una ribellione civile e democratica, ma pur sempre - sottolinea il coordinatore Pdl - una vera e propria ribellione".

D'ALESSANDRO, LA CACCIA ALL'UOMO CONTINUA - "Questa e' la magistratura in Italia: Silvio Berlusconi, l'uomo piu' illegalmente intercettato nel Paese viene condannato a un anno con l'accusa di aver diffuso un'intercettazione". E' il deputato Pdl Luca D'Alessandro a rilevare che "processi e condanne sui tanti inquirenti, soprattutto in toga, che diffondono illegalmente alla stampa verbali e atti d'inchiesta, perfino con dischetti e chiavette usb? Non pervenuti. La caccia all'uomo continua".

VICARI (PDL), STRATEGIA PER ELIMINARE BERLUSCONI - "E' evidente che e' in atto una strategia volta ad eliminare dalla scena politica il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, confermato tale dal voto di oltre 9 milioni di elettori", afferma la senatrice Pdl Simona Vicari. "La condanna di oggi - sottolinea - e' l'ennesimo tentativo di abbattere chi da venti anni porta avanti una battaglia per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese. Ora piu' che mai e' necessario scendere in piazza non solo per difendere il nostro leader, ma anche per difendere la democrazia dall'assalto di una magistratura politicante".

MUSSOLINI, GIUNTO MOMENTO INIZIATIVE CLAMOROSE - "Gli italiani devono prendere atto che in Italia non esiste piu' la certezza del diritto. Una parte della magistratura ha evidentemente deciso di cancellare dalla vita politica e sociale un cittadino di nome Silvio Berlusconi". Cosi' Alessandra Mussolini, senatrice Pdl, commenta la condanna al processo Unipol dicendo che "e' giunto, quindi, il momento di mettere in atto iniziative clamorose contro il vulnus alla democrazia che e' in atto".

ACCUSE A BERLUSCONI SI PRESCRIVONO META' SETTEMBRE - Le accuse a carico di Silvio e Paolo Berlusconi, condannati entrambi al termine del processo sul 'passaggio di mano' della telefonata Fassino - Consorte, si prescriveranno a meta' settembre. Lo si apprende da fonti giudiziarie. L'ex premier e suo fratello sono stati condannati rispettivamente a un anno e due anni e tre mesi per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Le motivazioni verranno rese note tra novanta giorni. E' quindi molto improbabile che si riesca a celebrare l'appello.

Tags:
bnlunipolberlusconi
in evidenza
Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

Politica

Incendi in California, distrutti oltre 200 acri di foreste

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità





casa, immobiliare
motori
La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz

La rivoluzione elettrica di Mercedes Benz


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.