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Boccassini fa spiare un collega pm. Altro veleno alla Procura di Milano

Boccassini fa spiare un collega pm. Altro veleno alla Procura di Milano
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VELENO IN PROCURA/ Pedinato e spiato nei tabulati telefonici. Non è un boss mafioso ma un pm, e chi ha ordinato l’inchiesta su di lui è una collega.Lui è Ferdinando Esposito, “colpevole” di aver visitato ad Arcore Berlusconi, lei è Ilda Boccassini

Pedinato e spiato anche attraverso i tabulati telefonici. Non è un boss mafioso o un criminale comune ma un pm, e chi ha ordinato l’inchiesta a suo carico è una collega. Lui è Ferdinando Esposito, “colpevole” di aver visitato ad Arcore Berlusconi, lei è Ilda Boccassini…

Il caso era emerso lo scorso inverno quando era stata avviata un’inchiesta sul magistrato milanese, figlio del giudice di Cassazione che condannò Silvio Berlusconi in via definitiva nel processo Mediaset. Le indagini sono partite dalle denuncia di un avvocato Michele Morenghi che alla Boccassini ha raccontato che Esposito non gli avrebbe restituito dei soldi che gli doveva e che avrebbe utilizzato dei poliziotti come autisti per le sue amiche. Non solo, Esposito sarebbe anche andato a casa dell’ex Cavaliere nel pieno del processo Ruby.

Ma, sottolinea Il Giornale, del caso non si incaricano subito i magistrati di Brescia ma personalmente la Boccassini. Vengono disposti servizi “osservazione, controllo e pedinamento” a cui Esposito viene sottoposto il 12 e il 13 febbraio, l’acquisizione del traffico telefonico del suo cellulare, oltre all’escussione di alcuni testimoni. Dopo il confezionamento del fascicolo il caso viene passato a Brescia. Che ora, dopo meno di un anno, dispone l’archiviazione. Ma la vicenda non è finita. Prevedibile un esposto di Esposito, nel frattempo trasferito a Torino, contro il suo ormai ex capo Edmondo Bruti Liberati e la stessa Boccassini. Così, tanto per riscaldare un po’ il clima in una procura già dilaniata dallo scontro Bruti-Robledo.