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Cronache
Giulia Bongiorno

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Il compito del governo è proprio quello di riuscire a superare le resistenze delle lobby. L'attacco del ministro sa di resa. Non si può dire che a causa degli ostacoli non si possono fare le leggi. Secondo questo criterio il parlamento dovrebbe chiudere". Giulia Bongiorno, uno dei più celebri avvocati penalisti d'Italia, risponde ad Anna Maria Cancellieri in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Molti colleghi si sono sentiti offesi e il suo fuori onda di qualche giorno fa denota insofferenza verso l'avvocatura". E attacca: "In materia di giustizia c'è una paralisi totale, il ministro non ha ancora presentato una strategia precisa. L'amnistia? Non possiamo continuare a nasconderci dietro provvedimenti tampone. Si faccia una riforma delle misure cautelari". Bongiorno interviene su tutti i temi caldi: "La priorità è la riduzione della durata dei processi. E sul femminicidio per ora non vedo nessun impegno concreto". Sui processi a Berlusconi: "Non sono la causa esclusiva di questo immobilismo. Intercettazioni e giustizia sportiva? Ecco che cosa bisognerebbe fare..."

Giulia Bongiorno, 47 anni, avvocato penalista e sportivo, è stata protagonista di importanti processi. Ha difeso tra gli altri il sette volte presidente del Consiglio Giulio Andreotti, Raffaele Sollecito e l'allenatore della Juventus Antonio Conte nel processo sportivo sul calcioscommesse.

Giulia Bongiorno, il ministro Cancellieri ha detto che voi avvocati siete una lobby che impedisce le riforme. Che cosa risponde?

Io credo che il compito del governo e del parlamento sia proprio quello di riuscire a superare ostacoli e resistenze delle lobby. Non mi sembra una scoperta che ci siano delle categorie che tutelano i propri interessi quindi non ho apprezzato il fatto che il ministro indicasse gli avvocati come causa dell'impossibilità di fare le leggi. A parte il fatto che non sono solo gli avvocati a opporre resistenza.

L'avvocatura però è una categoria più forte di altre...

Sicuramente è una categoria forte ma anche perché dal punto di vista numerico siamo moltissimi. Allora si disponga un accesso alla professione più selettivo. Ma non dimentichiamoci che il compito del ministro è proprio quello di cercare di trovare una mediazione, un compromesso, una sintesi e superare questi ostacoli. La parte che non apprezzo della dichiarazione del ministro è quella che sa di resa. Non si può dire "siccome le lobby fanno opposizione allora non si può fare niente". Ma seguendo questo criterio il parlamento dovrebbe chiudere. Su qualsiasi fronte quando si vogliono fare delle leggi ci sono delle lobby che si oppongono. Per questo non mi piace sentire gli  avvocati etichettati come se fossero solo una lobby. La professione è anche una missione quindi stiamo attenti perché molti colleghi si sono sentiti offesi.

In un fuori onda di qualche giorno fa il ministro si è lasciata scappare: "Li vado a incontrare, così ce li togliamo dai piedi".

Quel fuori onda non mi è piaciuto. Io riconosco a Cancellieri il fatto di essere una persona seria. Ha dimostrato impegno da ministro dell'Interno e ora sta cercando di fare qualcosa anche in materia di giustizia. Però ha un atteggiamento nei confronti dell'avvocatura che non mi piace per nulla. Quel labiale denota insofferenza. Ascoltare gli avvocati fa parte delle sue funzioni, non il levarseli dai piedi. Ci vuole maggiore rispetto. Certo, dentro la nostra categoria ci sono tante mele marce che spesso più che marce sono marcissime. Ma in quale settore non ci sono? Esistono anche in politica e in magistratura... Questa storia che solo gli avvocati si oppongono alle circoscrizioni non è vero, anche alcuni magistrati sono contrari. Io invece sono dell'idea che questa riforma vada fatta. Allora dico al ministro: non cerchi l'unanimità, ascolti ma vada avanti per la sua strada. E non si lamenti: io non voglio un ministro lamentoso e irrispettoso.

Ritiene che il piano del ministro e del governo in materia di giustizia sia sufficiente?

In tema di giustizia c'è una paralisi totale, non si sta facendo nulla. Non solo ritengo il piano insufficiente, penso anche non sia ammissibile dire che siccome al governo ci sono Pd e Pdl insieme non si può fare niente. Non si possono tenere le braccia conserte mentre il mondo della giustizia sta crollando. In Italia c'è una giustizia preistorica ma se non si interviene con decisione non ci si può poi lamentare se mancano gli investitori stranieri. Quando dall'estero sanno che qui non si può essere tutelati per il pagamento di un debito in Italia non mettono neanche piede.

Serve un intervento forte, insomma...

Serve un intervento forte, ma ci vuole la volontà di farlo. Io non ho visto una strategia. Il ministro non ha ancora indicato un percorso. So perfettamente che è tutto difficile in materia di giustizia però di solito almeno si indica un percorso e poi se ne realizza un pezzetto. Ma qual è il percorso che abbiamo davanti? Non è chiaro. Le carceri sono una priorità: bene, allora il ministro ci dica come vuole risolvere definitivamente questo problema. E' inammissibile che si continuino a fare provvedimenti tampone per far uscire qualche migliaio di detenuti. Si faccia una riforma diversa sulle misure cautelari.

L'amnistia è solo un tampone?

L'amnistia è uno dei tanti tamponi. Non nascondiamoci dietro i tamponi.

Quale dovrebbe essere la priorità?

La chiave della soluzione dei problemi è la riduzione della durata dei processi. Con processi più celeri nessuno dovrà sentire pronunciare quella brutta frase: "Fammi causa che tanto non mi succede niente".

Pensa che il governo Letta sia bloccato in materia di giustizia anche a causa dei processi a Berlusconi?

Berlusconi può essere una concausa ma non mi sento di dire che sia la causa esclusiva. Il ministro Cancellieri non fa parte del Pdl e al governo ci sono vari partiti tutti responsabili di questa immobilità.

In seguito al Datagate pensa che in Italia qualcuno possa chiedere una riforma delle intercettazioni?

Purtroppo ogni volta che succede una cosa di questo genere è un pretesto per fare una riforma delle intercettazioni. Va bene, facciamola pure questa riforma. Però non si intervenga per ridurre le intercettazioni, bensì per limitarne la pubblicazione.

Fronte femminicidio. Che cosa si può fare per intervenire?

Anche su questo non vedo una strategia precisa. Di tanto in tanto si fanno dei convegni ai quali anche io partecipo ma poi manca un impegno concreto da parte di governo e parlamento. Bisogna agire su un doppio fronte: culturale e sanzionatorio. Nelle scuole e negli asili si devono incentivare i bambini a comprendere cge non esiste un maschio e una femmina come ruolo prestabilito. Il governo deve prendersi la responsabilità di provvedimenti forti. Poi servono sanzioni molto severe per i responsabili. Ma anche qui la chiave può essere la riduzione della durata dei processi. Non è ammissibile che un processo duri sette o otto anni.

Anche la giustizia sportiva andrebbe rinnovata?

Assolutamente sì. Vedo in Malagò la persona giusta per portare avanti i cambiamenti necessari. Malagò rappresenta il rinnovamento ma per lasciare un'impronta di questa novità intervenga subito in questa direzione. La giustizia sportiva tocca interessi stratosferici ma viene gestita come una giustizia minore. Si fa molta giustizia sommaria e ci si dimentica delle garanzie che sono sempre sintomo della civiltà. Civiltà che dovrebbe essere alla base dello sport.

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