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Cronache
Boom malati cancro, 34 milioni i nuovi da qui al 2070. Poca prevenzione

Non si può far finta di nulla, da qui al 2070 e la progressione è già in corso ci sarà un raddoppio globale dei malati di cancro nel mondo.

“Il cancro è attualmente il primo o il secondo fattore più comune di mortalità prematura nella maggior parte dei Paesi”, spiegano Isabelle Soerjomataram e Freddie Bray, autori dello studio Planning for tomorrow: global cancer incidence and the role of prevention 2020–2070, pubblicato sulla rivista Nature Reviews Clinical Oncology, rivista peer-review per oncologi.

“A livello globale, si prevede che nel 2070 si verificheranno 34 milioni di nuovi tumori, il doppio del numero stimato nel 2018. Il più grande aumento assoluto è previsto nei Paesi con un HDI (indice di sviluppo umano, ndr) elevato, seguiti da vicino dai Paesi con un HDI medio, passando da 6,2 milioni e 2,8 milioni di casi, rispettivamente, nel 2018 a 11,5 milioni e 7,5 milioni di casi nel 2070”.

In soldoni, l’aumento delle malattie tumorali va in parallelo con lo sviluppo umano e inciderà di più nei Paesi in via di sviluppo che negli ultimi decenni hanno avuto progressioni esponenziali. I ricercatori infatti aggiungono: “la maggior parte del futuro aumento del numero di nuovi tumori, in termini relativi, può essere previsto nei Paesi con i valori di HDI più bassi (un aumento previsto del 400%) rispetto all'aumento più lento previsto in quelli con valori di HDI molto elevati (53% )”.

Meno il Paese ha un’industria invasiva dell’ambiente, vedi Oceania e simili, e meno la malattia è presente ma dato che i processi industriali sono ovunque andrebbero trovati meccanismi di prevenzione adeguati per evitare un problema che sappiamo già destinato ad allargarsi. Giocherà un ruolo l’estremo divario tra Paesi con strutture sanitarie preparate a investire nella patologia e Paesi che non lo sono o dotati di poche risorse. Uno scenario chiaro che senza prevenzione non può che peggiorare.

Un aumento del 131% dei malati è un carico pesante per le strutture sanitarie, già pressate da nuove malattie, tra queste il Covid. Ma per i tumori le strategie di prevenzione restano abbozzate.

L'aspettativa di vita è aumentata radicalmente nel corso dell'ultimo secolo, grazie all'innalzamento del tenore di vita, ai grandi progressi della medicina, alla riduzione delle malattie infantili. Anche se le morti per il sistema cardiocircolatorio sono più alte dei malati tumorali la loro progressione è stabile, non cresce. Gli organi più colpiti dai tumori sono invece il colon-retto (da 1,8 milioni a 4,7 di casi previsti), il seno (dai 2,1 milioni ai 4,4) e i polmoni (dai 2,1 milioni ai 3,8) prima di tutto. Subito dopo la prostata (da 1,3 ai 2,9 milioni) e più staccati stomaco (da 1 milione a 1,3) e la cervice (da 0,57 milioni a 0,63).

In assenza di un cambiamento radicale nella prevenzione del cancro si potrà fare ben poco, spiegano gli studiosi. Il fumo di tabacco rimarrà la principale causa prevenibile, poi vi è l’essere sovrappeso, l'obesità e le condizioni ambientali. Diversi studi, in ogni parte del mondo, hanno stimato l'effetto delle politiche di controllo del tabacco sullo sviluppo del cancro. Anche se abbiamo una conoscenza limitata di quali misure possano essere più efficaci contro il fenomeno, sappiamo anche che gli investimenti in prevenzione sono davvero limitati. Un effetto che diviene forte quando si combinano più politiche piuttosto che implementarne di singole. Le misure fiscali (come l'aumento delle tasse sui prodotti del tabacco) sono un mezzo efficace per ridurre la prevalenza del fumo di tabacco, rispetto ad altre strategie e con effetti importanti anche sul brevissimo tempo. Anche l’intervento minimo tramite una linea telefonica pubblica che inviti a comprendere i rischi del fumo, è stato calcolato, riduce in ogni Paese il numero di malati dell’1%, spiegano gli studiosi.

Eclatante la situazione di un grande Paese come l’Indonesia dove non sono state adottate grandi misure per contenere l’uso del fumo (si può ancora fumare nei locali pubblici). “Secondo le nostre stime, circa il 15% del totale previsto di 3,2 milioni di tumori polmonari tra il 2018 e il 2070 in Indonesia potrebbe essere prevenuto aumentando i prezzi del tabacco”, scrivono i ricercatori.

“Ma molti di questi 34 milioni di tumori comuni possono essere prevenuti”, scrivono nelle conclusioni, “e se perseguiti come una partnership globale per affrontare un problema di salute pubblica, i programmi di prevenzione con risorse adeguate e azioni concertate potrebbero portare a una diminuzione del carico. La ricerca di attuazione che tenga conto dei contesti sociali, politici e culturali e che sia condotta insieme a un programma di monitoraggio e valutazione richiede volontà politica”.

Molti tipi di cancro sono quindi prevenibili e l'eterogeneità delle ultime tendenze specifiche in tutto il mondo continuano a evidenziare il potere della prevenzione e il suo potenziale non sfruttato. Pertanto, è necessario un parallelo potenziamento dei servizi diagnostici e terapeutici volti a migliorare la sopravvivenza e ridurre i decessi a breve termine, entro i prossimi uno o due decenni. Un intervento che necessita un orizzonte a lungo termine, oltre qualche decennio e interventi politici mirati. In questo modo oltre a ridurre le morti per cancro si diminuirebbero anche i costi sanitari associati

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