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Cronache
Bossetti, legali non chiedono la scarcerazione. "Strategia difensiva"
Da Facebook

Il 6 dicembre 2010, un lunedì sera dopo le 18, una settimana dopo la scomparsa di Yara, il cellulare di Bossetti aggancia la cella telefonica del campo di Chignolo d'Isola. Qui il 26 febbraio 2011 sarà ritrovato il corpo della ragazzina che secondo l'accusa sarebbe stata uccisa dal muratore bergamasco. Un tassello ulteriore, come riporta Repubblica, che gli esperti di carabinieri e polizia aggiungono al mosaico di indizi costruito intorno a quella che il pm Letizia Ruggeri considera la prova regina: il Dna di Bossetti sugli slip di Yara.

Questa sarebbe la terza volta che il cellualre di Bossetti viene localizzato vicino al campo di Chignolo d'Isola. Le prime due volte emergono dall'interrogatorio della moglie Marita Comi. Il giorno del ritrovamento del corpo di Yara Bossetti telefona a sua madre dicendole che sta transitando da Chignolo d'Isola e se lei lo vuole raggiungere. Poi, tempo dopo il ritrovamento del cadavere, Bossetti porta la stessa moglie al campo di Chignolo: "Abbiamo faticato a trovare la strada", dice lei. "Che io sappia mio marito non c'era mai andato".

Il campo si trova comunque molto vicino anche al negozio Edilbonacina, dove Bossetti ha acquistato calce e materiale da lavoro nel giugno e nel dicembre 2010, ma è vicino anche alla pizzeria Mare e Monti dove l'indagato comprava la birra. Il 6 dicembre 2010 è la vigilia della scarcerazione di Mohamed Fikri, che non viene ritenuto l'assassino. Bossetti era a Chignolo per lavoro o perché magari era nel panico e in vista della scarcerazione del piastrellista marocchino voleva verificare che il corpo di Yara fosse ancora in via Bedeschi?

I legali non chiedono la scarcerazione di Bossetti - I legali di Massimo Bossetti, in carcere dal 16 giugno con l'accusa di essere l'assassino di Yara Gambirasio, non chiederanno al tribunale del riesame la scarcerazione del proprio assistito per una scelta di "strategia difensiva". Nessuna richiesta, per ora, neppure di ripetere l'esame del Dna anche se si riservano "ogni possibilita'" perche' "le prove devono essere raccolte in contraddittorio", quindi all'atto del processo, che il Pm Letizia Ruggeri pare voler chiedere con il rito immediato. I legali hanno intanto nominato i propri consulenti in vista degli esami che domani, a Parma, terranno i Ris sull'auto e il furgone sequestrati al muratore. 

 

 

 

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